CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus Osservatorio sulla criminalità e le mafie | Osservatorio sui reati ambientali | Osservatorio su trasparenza e correttezza della P.A.
Dopo oltre due anni il Comune di Genova batte un colpo e annuncia che intende procedere per acquisire i beni confiscati ai CANFAROTTA - LO RE (grazie al lavoro della D.I.A. di Genova e dell'Arma dei Carabinieri).
Come Casa della Legalità si promosse, nell'immediatezza della confisca definitiva, una proposta di gestione di alcuni di questi beni senza ricevere alcuna risposta, così come nessuna risposta giungeva dal Comune alle formali istanze per l'assegnazione finalizzata a specifici progetti di utilità sociale. Nemmeno i solleciti della struttura della Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati hanno prodotto risposte.
[in coda AGGIORNAMENTO E RISPOSTA A DAVIDE MATTIELLO, deputato PD, storico braccio destro di Don Ciotti] Pensare di contrastare la cultura mafiosa promuovendo un nuovo clientelismo ed assistenzialismo è pura follia. E' l'esatto opposto di ciò che è necessario fare. Assistenzialismo e clientelismo sono pratiche devastanti che alimentano la pratica, oltre alla mentalità, dell'assoggettamento “al favore” da parte delle persone. Mentalità e pratica antitetiche al Diritto. Mentalità e pratica affine a quella mafiosa.
Purtroppo in troppi, anche dichiarando buone finalità sociali, finiscono per muoversi nel perpetuare questa cultura e questa pratica, proponendo una nuova stagione di assistenzialismo e clientelismo. Non è possibile assecondare questa logica perversa che, ricordiamolo, non ha aiutato il “riscatto” di alcuno, sia esso individuo o collettività.
Ancora una volta con slogan e dichiarazioni di intenti lodevoli, in Italia, si nascondono proposte assurde, come quella nata dalla proposta di legge promossa da Libera, Cgil, Lega Coop & C., sotto lo slogan "Io riattivo il lavoro"...
Confindustria Sicilia ha fatto alcuni passi avanti contro le mafie. Ed altrove? Non solo al Sud, ma anche al Nord non vi è stato alcun seguito, se non qualche dichiarazione sporadica di alcuni. Sentiamo spesso affermare, dagli esponenti nazionali di Confindustria, che in Italia serve legalità... spesso abbiamo anche sentito chiedere pulizia e rigore alla "politica". Ma oltre alle dichiarazioni? C'è stato il "Protocollo di Legalità" firmato il 10 maggio scorso tra Confindustria e Ministero dell'Interno [il testo integrale - clicca qui] e vi è stata l'adozione del Codice Etico di Confindustria [testo integrale - clicca qui ], dove vi sono impegni precisi. Ma drammaticamente non basta. La situazione è sempre più devastante (leggi qui) e gli ultimi dati sulla mappa del riciclaggio pubblicate da Il Sole 24 Ore (leggi qui) confermano che non vi è tempo da perdere, soprattutto al Nord...
Ma è proprio vero che in Italia i beni confiscati li si vuole regalare alle mafie, attraverso le aste? No! Quella in corso è l'ennesima mistificazione dei fatti che guarda ad interessi particolari ed usa l'alibi della mafia per non affrontare la realtà.
I sequestri sono aumentati in questi ultimi mesi per il lavoro dei magistrati ed il lavoro meticoloso di DIA, GICO e SCO, che hanno potuto utilizzare le modifiche legislative approvate dal Parlamento e fortemente attese (separazione tra le misure patrimoniali e personali, inversione dell'onere della prova e garanzia che se i ben ritornano ai titolari si può annullare tutto, i beni di chi muore non vanno più agli eredi ma vengono confiscati), che permettono interventi "preventivi" di indiscutibile efficacia.
Ma in Italia i fatti non contano, contano le mistificazioni dell'una e dell'altra parte ed è così che si è in una rincorsa sfrenata ed irresponsabile a chi "la spara più grossa". Il fatto che tutto questo non aiuti un'azione efficace di lotta al potere mafioso non interessa a nessuno, nemmeno a quelli che fanno i cortei ed i proclami antimafia...