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Istituita la Commissione Antimafia (o promafia?)


dal sito di Democrazia e Legalità


15 novembre 2006, ore 16.00 circa: la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare ha proceduto in data odierna alla propria costituzione.  Sono risultati eletti: presidente, il deputato Francesco Forgione (Rifondazione); vicepresidenti, il deputato Giuseppe Lumia (Ulivo-DS) e il deputato Mario Tassone (UDC); segretari, il deputato Tommaso Pellegrino (Verdi) e il senatore Antonio Gentile (Forza Italia). Ne fanno parte addirittura un paio di pregiudicati: Paolo Cirino Pomicino, detto O' Ministro,  condannato in via definitiva a 1 anno e 8 mesi per la tangente Enimont e -con patteggiamento- a 2 mesi per corruzione e coinvolto in decine di altri procedimenti; e Alfredo Vito ex dc, detto Mr. 100 mila preferenze, che ha accumulato  14 anni di condanne per furto e  illeciti vari e ha, patteggiando, restituito 5 miliardi di lire di bottino. Ci sono inoltre  altri onorevoli che sono stati al centro di gravi inchieste e persino condannati in primo grado, magari assolti per intervenuta prescrizione o per il salvifico voto della camera di appartenenza... sorprendentemente, è  entrata in antimafia anche la deputata Maria Grazia Laganà, vedova Fortugno, ex dirigente della Asl 9 di Locri-Siderno,   sicuramente incensurata, niente a che fare con i personaggi citati sopra, ma ci chiediamo: era opportuno che essa sedesse in questa commissione, essendo stata "sfiorata" dal provvedimento di commissariamento della Asl sciolta per gravi infiltrazioni e condizionamenti mafiosi? forse tutto questo ha a che vedere con quanto raccontavamo in un nostro vecchio articolo...

doverosa nota di speranza: notiamo, nell'elenco, alcuni nomi che ispirano fiducia e che sono da sempre attenti e competenti conoscitori dei fenomeni mafiosi. Essi sono, tra gli altri, la senatrice Nardini (Prc), l'on. Licando (Pdci), l'on. Brutti (DS), l'on. Angela Napoli (AN)...confidiamo nel loro lavoro e nelle loro potenzialità.



La Casa della Legalità si associa pienamente a quanto espresso da Democrazia e Legalità. La forte preoccupazione per la presenza di persone che dire ambigue è eufemistico - ma già, è vero, la commissione è aperta per volontà sovrana del Parlamento (escluca una ventina di parlamentari) anche ai mafiosi e condannati vari - trova compenso, sperando che possano lavorare serenamente, nelle presenze indicate nella "doverosa nota di speranza", ed in particolare nell'incarico di Vice Presidente all'On. Beppe Lumia ed alla possibilità di proseguire il suo importante lavoro all'On. Angela Napoli. A loro il nostro augurio di farcela, con la nostra ferma disponibilità alla massima collaborazione. L'auspicio, irrinunciabile, è che la posizione assunta di recente dal neo Presidente della Commissione, On. Forgione, venga abbandonata, perchè se la Commissione Antimafia dovesse ridursi ad un analisi di ricostruzione storico-sociale del fenomeno mafioso, oltre a Cosa Nostra e le altre mafie che hanno già ringraziato, anche i colletti bianchi ben inseriti a tutti i livelli alti della finanza, della politica e delle Istituzioni, stapperanno lo spumante e mangeranno il panettone.  Le necessità di inchiesta sui fatti, sui legami, sul radicamento e le collusione, al sud come al nord del Paese, unitamente ad una riforma di razionalizzazione e reale appesantimento della legislazione antimafia (oggi variegata e dispersa) è, crediamo, un obiettivo imprescindibile. Come anche il non delegare l'analisi delle infiltrazioni, le collusioni tra mafia-affari-politica, alla sola magistratura ed ai reparti investigativi. La denuncia delle ambiguità e delle inerzie, al sud come al nord, è tassello discriminante per una rinascita morale ed etica, in contrasto ad una realtà, che come sottolinea di recente Antonio Ingroia, vede una mafia sempre più civile e una società sempre più mafiosa. Gli uomini dello Stato, magistrati ed agenti, come i cittadini, devono trovare (meritano!) sostegno e credibilità nelle Istituzioni, altrimenti tutto si demotiva e l'impegno viene mortificato.



  • Quella "bizzarra" proposta dell'On. Napoli
    (...sacrosanta ma che i ladroni nel Tempio hanno bocciato)

    formato .pdf -  clicca qui
  • Mafia e politica, etica...
    nelle parole di Paolo Borsellino in un incontro con gli studenti veneti nel 1989 e di sua sorella Rita in "nata il 19 luglio" Qualcuno le ha ignorate allora e pervicamente cancellate oggi.


18.11.2006 – dal blog di Beppe Grillo
Cosa Loro
Hanno interrotto il dipendente del Consiglio Prodi durante gli Stati generali dell’antimafia. Mentre diceva che il governo sta adottando misure efficaci per combattere la mafia. Gli hanno gridato: “In Parlamento ci sono 25 persone con sentenze passate in giudizio!” e “Cacciate i deputati condannati in via definitiva dalla commissione Antimafia!”. Prodi ha reagito con il vigore di un tortellino bollito: “Vengono poste al presidente del Consiglio domande che andrebbero fatte al Parlamento”. Era impreparato, può succedere. Ma nascondersi dietro al Parlamento non si fa. E’ un’ammissione di impotenza. Se non sa rispondere a domande fondamentali per la democrazia non può rappresentarci.
Alla commissione Antimafia va cambiato il nome. In commissione AntiStato. Da quando esiste, le mafie sono in piena espansione. L’Antimafia ha due nuovi membri condannati in via definitiva: Pomicino, tangenti, e Vito, corruzione. I loro sponsor sono Dc-Psi e Forza Italia. Ma gli altri partiti sono stati a guardare.
C’è una frattura tra il Paese e questa gente, questi partiti. Una spaccatura che non si nutre più di speranze di cambiamento, ma di frustrazione e di rabbia. Non sono un veggente. Non so come andrà a finire. Ma sono pessimista. E un comico pessimista non è un bello spettacolo. Ex corruttori e ex tangentisti contro le mafie. Chi vincerà?
Voglio Provenzano all’Antimafia. Mi dà più fiducia. Si è esposto in prima persona e non ha mai invocato l’immunità parlamentare. Rispetto a questi è un galantuomo.

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