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CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus
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Nota di ferragosto, promesse di "speranza" tradita... a Lamezia

gianni_speranza.jpgE' ferragosto. Un anno fa a Lamezia Terme i ragazzi e le ragazze della Casa della Legalità lavoravano sodo per la nuova edizione di "Music angaist 'ndrangheta"... e con i giovani gruppi musicali e con le realtà vive e libere di quella terra lanciavano la sfida di creare uno spazio fisico di socialità e cultura. All'appuntamento in piazza, a settembre, il sindaco Speranza si era preso l'impegno per dare questo spazio. In quell'occasione ricordammo che gli impegni devono essere tradotti in pratica perché il diritto ad uno spazio di aggregazione e di espressione delle nuove generazioni è vitale per una città ed è ancora più vitale dove vi è un lotta quotidiana di liberazione da quel cancro chiamato 'Ndrangheta ma anche da rigurgiti pesanti di squadrismo fascista.
Il settembre 2009 era prima delle elezioni... ed il Sindaco Speranza prese impegno per dare quello spazio dell'ex Macello e far sì che divenisse spazio aperto, vivo...


Poi è arrivata l'assegnazione dell'ex Macello, la promessa pareva mantenuta. Poi però quello spazio era pieno di amianto e di lavoro per sistemarlo ve ne era troppo da fare, per gestirlo con l'opera di volontariato. Poi sono arrivate le elezioni e Speranza è stato rieletto. La "guerra" quotidiana, quella civile, culturale, sociale alle cosche così come quella alle squadracce che si richiamo alle orde assassine del ventennio e delle stragi nere, non può subire nuovi ostacoli... ed invece i lavori di manutenzione che spettavamo al Comune non sono stati fatti... e le promesse si aggiungevano alle promesse... e l'unica cosa che ai solleciti è stata inviata in risposta dal Comune era il sollecito per il pagamento del canone di affitto per quel locale inutilizzabile (e che con enorme sforzo economico, di tempo ed energia era stato ripulito dai ragazzi e dalle ragazze di Lamezia Terme.

Non è per polemica esigere coerenza o pretendere il rispetto dei diritti alla cittadinanza per la cultura e socialità delle nuove generazioni. Non è polemica nemmeno richiamare agli impegni assunti una Pubblica Amministrazione. Ecco quindi che come allora in piazza, oggi qui, chiediamo al sindaco Speranza di passare dalle belle parole e dagli impegni, ai fatti e far sì che la questione si risolva e quello spazio torni ad essere agibile e utilizzabile per la realizzazione di quel progetto di riutilizzo dell'ex Macello che prima delle elezioni era stato accolto dalla sua amministrazione.
C'è una cosa che si deve comprendere, che i pubblici amministratori devono capire una volta per sempre, ed è una cosa semplice e lineare: non si gioca con la speranza e con i sogni e non si offende la dignità, così come non si negano i diritti! Questa è la questione dell'ex Macello, non puramente una questione di un locale inagibile che resta ancora da sistemare, non solo quindi una questione materiale, ma politica e di rispetto verso le nuove generazioni.

Già altre scelte amministrative, dalle privatizzazioni alla gestione dei rifiuti nel perverso ciclo integrato (che nega occupazione e tutela della salute e dell'ambiente), così come il permanere di licenze pubbliche a soggetti legati alle cosche (sì, perché ci vuole anche il coraggio di revocarle anche ai prestanome dei signori delle varie famigliole, senza attendere che arrivi la magistratura), sono testimonianza di pericolosi cedimenti... ma quella di negare alle giovani generazioni la dignità e la cittadinanza non è affatto meno grave! La coerenza a valori, idee e progetti impone sempre di pagare di prezzi, la Casa della Legalità, anche in quel territorio ha dimostrato sempre coerenza piena, come anche nel caso del rifiuto del patrocinio ed aiuto del Comune per la prossima edizione del Music Against 'Ndrangheta per la scelta compiuta dall'amministrazione sulla "Multiservizi spa" (la società che gestisce la raccolta dei rifiuti, discarica, servizio idrico integrato, trasporti urbani, canile, il servizio scuolabus, la manutenzione del verde pubblico, l'illuminazione pubblica, la manutenzione stradale, i servizi cimiteriali) che prevede di trasformarla in società mista pubblico-privato. In occasione di tale scelta si è stati chiari e netti: "La Casa della Legalità di Lamezia Terme esprime disappunto perché la scelta è stata imposta senza dialogare con la cittadinanza e sono state aggirate le richieste del "Comitato lametino acqua pubblica", al quale la nostra associazione ha aderito sin dall'inizio della campagna referendaria, di avere la possibilità di un consiglio comunale aperto e discutere, alla luce del sole, del futuro di un bene comune come l'acqua e delle possibili alternative alla vendita della Multiservizi.
Inoltre la Casa della Legalità rende noto che quest'anno per la quinta edizione del Music Against ‘Ndrangheta, che si terrà a settembre, farà a meno del patrocinio comunale, perché in totale disaccordo con la posizione assunta dall'Amministrazione Comunale su temi di fondamentale rilevanza quali l'acqua e la trasparenza nella gestione dei servizi pubblici".


Quindi, come può vedere il sindaco Speranza e chiunque altro, quando si è convinti di un progetto, quando si ha dei principi, valori ed idee, se lo si vuole si può tranquillamente essere coerenti! Quindi se il sindaco Speranza e la sua amministrazione credevano in quel progetto approvato dopo gli impegni assunti in piazza il 5 settembre, sono anche in grado di trovare quei 6/7mila euro per rendere agibile lo spazio dell'ex Macello, che non è un contributo (come i tanti) che vengono dati a fondo perso ad associazioni o gruppi, ma un investimento su uno spazio pubblico perché sia utilizzabile come spazio vivo, aperto... spazio di utilità sociale, civile e culturale... spazio che manca a Lamezia Terme e di cui vi è bisogno!!! Non abbiamo, ad esempio, insistito sulla proposta di realizzare un cd con le giovani band di Lamezia, in questo momento, perché si comprendono le problematiche di bilancio, ma 6/7 mila euro per mettere a norma una struttura pubblica (!) non sono un capriccio, così come non sono uno sperpero e nemmeno rappresentano un impegno improponibile!

Pubblichiamo quindi di seguito la lettera della Casa della Legalità di Lamezia Terme al Comune di Lamezia Terme con cui si rinuncia, vista la situazione, all'assegnazione di quei locali inagibili, sperando di ricevere dal sindaco Speranza, a nome della sua amministrazione, una risposta in cui viene annunciato l'avvio dei lavori di sistemazione di quello spazio e quindi l'invito a mantenere in piedi il progetto di gestione promosso dalla Casa della Legalità con le altre realtà vive di Lamezia Terme. Ci vuole poco per dimostrare che le parole pre-elettorali non erano promesse vuote ma impegni che si rispettano e noi saremo lieti di pubblicare questa risposta, così come saremo determinati a tornare sulla questione se invece l'amministrazione comunale di Lamezia Terme si dimostrerà indifferente!



Al Sindaco di Lamezia Terme
Prof. Gianni Speranza

Al dott. Ivan Barberio
ufficio Demanio e Patrimonio

I sottoscritti Santino Piccoli residente a Lamezia Terme in Via ______ e Daniela Costabile, residente in Via _____, in qualità di referenti territoriali dell'associazione Casa della Legalità e della Cultura Onlus Sicurezza Sociale espongono quanto segue:
Il 13 maggio 2009 con protocollo n. 0035357 la Casa della Legalità e della Cultura di Lamezia presentava il progetto dello spazio sociale a Lamezia accompagnato da 522 che veniva approvato il 21 settembre 2009 con delibera n. 396 del 21/09/2009.
Il contratto, di 5 anni, stipulato il 05/11/2009 veniva registrato giorno 10/11/2009. Il canone mensile da versare al Comune era pari a € 51,64.
L'associazione prendeva possesso dell'immobile e iniziava i lavori di manutenzione ordinaria, fra cui lo sgombero dei locali, la pulizia del cortile, la disinfestazione da vermi e insetti. Con le prime pioggia la stessa si accorgeva che vi erano infiltrazioni d'acqua provenienti dal tetto, le quali pregiudicavano (e pregiudicano ancora) l'utilizzo dell'immobile.
In data 20/11/2009 il Comune di Lamezia Terme inviava la squadra della sezione lavori al fine di un sopralluogo ed accertava le condizioni del tetto; la stessa contestualmente faceva presente che per il numero esiguo dei dipendenti non era nella condizioni di poter intervenire.
Con protocollo n. 0086994 del 24/11/2009 veniva inviata al Sindaco e all'ing. Caliri una richiesta di ripristino del tetto dell'ex macello.
Dopo un incontro con il Sindaco che garantiva l'impegno del Comune per la sistemazione dell'immobile, l'ing. Caliri effettuava un sopralluogo stimando una spesa di minimo 6000 euro per la sistemazione del tetto, rimozione dell'eternit e sostituzione dello stesso con altri materiali.
L'inverno piovoso però ha sicuramente fatto ulteriori danni e allo stato attuale la spesa potrebbe essere salita ancora.
Con protocollo n. 0040760 del 11/06/2010 veniva inviata una ulteriore richiesta di interventi per l'immobile indirizzata al Sindaco Gianni Speranza e agli Assessori Grasso e Piccioni, nella quale si comunicava, tra le altre cose descritte sopra, anche la sospensione del pagamento del canone in quanto l'immobile era inutilizzabile.
L'unica risposta ufficiale del Comune di Lamezia Terme è stata una lettera raccomandata A.R. con protocollo n. 0050752 del 22/07/2010 inviata dall'Area Economico - Finanziaria Ufficio Provveditorato, ritirata alla Posta Centrale il 27/07/2010 con oggetto il sollecito dei versamenti del canone dal mese di febbraio a luglio del 2010 per un totale di euro 309,84 e con l'avvertimento che il mancato pagamento entro 15 giorni dalla data di ricezione comporterà la rescissione del contratto per inadempimento e il recupero delle somme dovute nei modi di legge.
Considerato che l'immobile risulta inutilizzabile e che è stato utilizzato solo per due sere nel mese di gennaio,
considerato che sono stati spesi finora euro 73,00 per la registrazione del contratto ed euro 154,92 per il pagamento dei canoni di novembre, dicembre e gennaio, senza contare oltre 200 euro di spese per l'acquisto di lucchetti per il cancello e il portone, scope e materiale vario di per la pulizia;
Considerate le garanzie di ripristino del tetto mai messe in atto da parte di questo Ente;
Per tutti i motivi sopra elencati la Casa della Legalità e della Cultura Onlus Sezione di Lamezia Terme
COMUNICA
Alle S.V Ill.me l'intenzione di risolvere il contratto di locazione, relativo all'immobile dell'Ex Macello sito in via Macello di Nicastro, con decorrenza immediata;
CHIEDE
altresì, di poter trovare la più equa soluzione al fine di evitare il pagamento dei canoni per il periodo febbraio-agosto 2010 poiché la struttura in questione non è mai stata utilizzata dall'associazione e che questa eventuale decisione venga comunicata all'area economico - finanziaria.
L'associazione si impegna a liberare la struttura entro e non oltre il 31/08/2010.
Certi di un vostro cortese riscontro vi porgiamo cordiali saluti

Lamezia Terme lì 03/08/2010



Leggi l'articolo del 10.09.2009 "A Lamezia Terme il controllo del territorio lo si lascia alle cosche?"

Vai al sito della Casa della Legalità di Lamezia Terme

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