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Bassolino rinviato a giudizio per irregolarità gestione rifiuti

Il presidente della regione Campania imputato con altre 27 persone per frode in pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso e abuso d'ufficio. Processo il 14 maggio. L'avvocato del governatore: "Decisione già annunciata"...

NAPOLI - Il presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino, e altri 27 imputati nel procedimento per le presunte irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti sono stati rinviati a giudizio. Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari Marcello Piscopo. Il processo comincerà il 14 maggio davanti alla quinta sezione del Tribunale di Napoli.

Gli imputati sono stati rinviati a giudizio per tutti i reati contestati, che vanno dalla frode in pubbliche forniture alla truffa aggravata ai danni dello Stato, al falso e all'abuso d'ufficio. Il rinvio a giudizio riguarda anche le "persone giuridiche" ovvero le società Impregilo, Fibe, Fisia Italia Impianti, Fibe Campania e Gestione Napoli. Le società vanno a giudizio per illecito amministrativo.

Il rinvio a giudizio era stato chiesto dalla Procura di Napoli per il presidente della Regione Campania ed ex commissario straordinario per l'emergenza rifiuti Antonio Bassolino, per i vertici Impregilo e per altri 20 indagati, tra funzionari delle aziende del gruppo e subcommissari e tecnici dell'emergenza, per presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti in Campania fino al dicembre 2005, quando fu rescisso il contratto con la Fibe, azienda Impregilo che se ne occupava dal 1998.

"Era una decisione già annunciata", è stato il laconico commento dell'avvocato Massimo Krogh, uno dei legali del governatore della Campania. L'avvocato Giuseppe Fusco, l'altro difensore di Bassolino, non ha voluto commentare la decisione del giudice limitandosi a sottolineare che non sussiste il rischio di prescrizione in quanto "il processo si prescrive nel 2012", come ha evidenziato.

La richiesta di rinvio a giudizio era stata depositata il 31 luglio scorso dai pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello dopo una indagine partita nel 2003 sulla base di numerosi esposti; nel 2004, su una ipotesi di frode in pubbliche forniture, il gip partenopeo dispose il sequestro di tutti gli impianti di combustibile da rifiuti, successivamente dissequestrati. Lo scorso 26 giugno, inoltre, il gip Rossana Saraceno firmò il sequestro preventivo cautelare di somme per 750 milioni alle società dell'Impregilo, sequestro confermato dal Riesame il 25 luglio. Il dibattimento davanti al gup era iniziato lo scorso novembre.

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