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Non eravamo Cassandre... LAGANA' condannata per truffa, falso e abuso

LAGANA' ved. FORTUGNOQuando dicemmo e scrivemmo che Maria Grazia LAGANA' non poteva essere estranea alla gestione illegale della ASL di Locri, ci ricoprirono di insulti. I primi a farlo furono quelli di “AmmazzateciTutti” il cosiddetto movimento antimafia “spontaneo” che in realtà erano i giovani della “Margherita”. Ci si accusava di lesa maestà, ops meglio dire “lesa omertà”, visto che quello che avveniva nella ASL di Locri, lo sapevano tutti, soprattutto a Locri, in tutta la Piana di Gioia Tauro... in tutta la Calabria. La LAGANA' era il Vice-Direttore Sanitario e Responsabile del Personale di quella ASL, controllata sino al midollo dalla 'Ndrangheta. Prima di lei, rais di quella ASL era suo padre. Con lei era Francesco FORTUGNO, il politico ma anche primario del Pronto Soccorso di quella ASL, che poi sarà ucciso in un agguato “politico-mafioso”....

Quella storia la raccontammo tutta. Pubblicammo la Relazione della Commissione di Accesso alla ASL di Locri, coordinata dalla Prefetto Basilone. Un documento inequivocabile che in troppi cercavano di nascondere.
La LAGANA' venne candidata, sulla spunta del Movimento “AmmazzateciTutti” (costruito dall'allora coordinamento giovanile della Margherita di Polistena), indicata come “faro dal valore morale infinito”, come “punto di riferimento”, "simbolo della lotta antimafia" e la proposte come "donna dell'anno" (vedi qui, qui e qui). La LAGANA' venne candidata, con il plauso di AmmazzateciTutti, ed eletta nell'Ulivo. Entrò anche in Commissione Parlamentare Antimafia.
Noi venimmo sentiti dalla DDA di Reggio Calabria per la Relazione Basilone. In quell'occasione raccontammo e documentammo tutto ciò che avevamo acquisito in merito ai LAGANA'-FORTUGNO, alla ASL di LOCRI ed al contesto. Ripercorremmo i "punti chiave" della nostra inchiesta, a partire dalle telefonate tra gli esponenti della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI con i FORTUGNO-LAGANA', passando dai contatti e l'amicizia tra i MARCIANO' e i FORTUGNO-LAGANA', per arrivare alle pesanti contraddizioni della LAGANA', dopo l'omicidio del consorte. Contraddizioni che la portavano prima a negare un interesse della 'Ndrangheta sulla ASL di Locri, al negare che avessero mai subito minacce o pressioni, al giustificare persino omicidi nell'ambito della ASL (da lei definiti "episodi sgradevoli" che, affermava, accadono un po' in tutte le Asl), per poi dire che erano vittime per le denunce che aveva fatto FORTUGNO, denunce che però non si sono mai viste! Raccontammo delle resistenze nel cosiddetto movimento antimafia dei "ragazzi di Locri" ad affrontare pubblicamente la questione del condizionamento e dell'infiltrazione della 'Ndrangheta in quella ASL... Raccontammo dell'anomalia di un "alleanza" elettorale tra la LAGANA' e quello che era considerato, in Calabria, il "burattinaio" dietro all'omicidio di FORTUGNO, marito della LAGANA', ovvero Domenico CREA. Portammo il nostro contributo, senza temere. Erano fatti, dati, elementi certi che non temevano smentita.
Da lì a breve, sappiamo, iniziarono nuove indagini, due filoni: quello dell'indagine sulla LAGANA' e quello sull'ONORATA SANITA'. Vi fu una svolta nell'indagine sull'omicidio di FORTUGNO. Non più omicidio di mafia, ma "omicidio politico-mafioso".
La LAGANA' nel frattempo era entrata, come detto, nella Commissione Parlamentare d'inchiesta Antimafia, e da indagata dalla DDA di Reggio Calabria, ha dato forma ad uno dei più pesanti (forse il più pesante) conflitto di interessi della storia della Repubblica. Lei indagata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria aveva diritto di non rispondere ai magistrati negli interrogatori. Si avvalse di quel diritto. Ha taciuto. Nel frattempo da parlamentare della Commissione aveva l'accesso ai documenti riservati dell'Antimafia. Nella veste di membro della Commissione poteva anche promuovere domande ai magistrati, a testimoni, a investigatori... Poteva anche, se questi si rifiutavano di rispondere, chiedere alla Commissione d'Inchiesta di procedere nel disporre l'arresto di chi non rispondeva! Sollevammo quel devastante conflitto di interessi. La risposta dell'allora Presidente della Commissione, Francesco Forgione, fu che il conflitto di interessi c'era tutto, ma non lo poteva sollevare perché la LAGANA' era dell'Ulivo, ovvero della Maggioranza, della sua stessa maggioranza.
La DDA di Reggio Calabria andò avanti nell'indagine. Molteplici movimenti dell'Antimafia difendevano strenuamente la LAGANA', cercando di fornirle un paravento che nascondesse quell'indagine. Tra questi, purtoppo, anche Libera e la Fondazione Caponnetto.
A Reggio Calabria la rinviarono a giudizio per truffa, falso e abuso, nell'ambito della gestione della ASL di Locri.
Ma vi è di più. Indagando sui PIROMALLI, sul condizionamento della cosca nel COMUNE DI GIOIA TAURO, la DDA di Reggio Calabria scopre che qualcuno passava informazioni riservate dalla Commissione Antimafia agli uomini legati ai PIROMALLI nel COMUNE DI GIOIA TAURO. Le telefonate che “passano” le informazioni, quelle della “talpa”, partivano dal cellulare del fratello della LAGANA', Fabio LAGANA', nella segreteria della parlamentare, che aveva accesso alle informazioni riservate! Partivano ed arrivavano all'allora sindaco Giorgio DAL TORRINO, considerato dalla DDA uomo al servizio dei PIROMALLI. Il contenuto delle chiamate sono le risultanze riservatissime del lavoro svolto dalla Commissione di Accesso al Comune di Gioia Tauro.
Dirompente. Devastante. Ma la LAGANA' resta in Commissione Parlamentare Antimafia (vedi qui). Oggi è di nuovo in Parlamento.
Ora però la deputata del PD Maria Grazia LAGANA' è stata condannata a due anni di reclusione, pena sospesa, dal Tribunale di Locri per truffa, falso ed abuso.
Non eravamo Cassendre, guardavamo solo ai fatti, senza strabismi.

Tutta la storia sulla ASL di Locrivedi qui

Tutta la storia sul caso FORTUGNO – LAGANA' - vedi qui

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