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Firenze - Annulliamo il voto quando non ci piace

A Firenze, vince il fronte contrario alla tramvia, al trenone urbano (da non confondersi con un normale tram, che è tutta un'altra cosa) voluto dal PD e dai suoi alleati, dal costo astronomico e dalla gestione economicamente insostenibile. Non è vero che solo la destra era per il "sì allo stop dei lavori", ma un ampio fronte trasversale ha espresso la sua contrarietà al progetto che, per chi scrive, è devastante. Più del 51% dei votanti ha detto si allo stop dei lavori nella zona di Careggi, e circa il 53% ha detto sì allo stop dei lavori per la linea prevista a fianco del Battistero. I dati sono reperibili qua

Più di sessantamila fiorentini hanno quindi bocciato la politica urbanistica di un centrosinistra sordo e cieco, politica che ha prodotto l'orrore del falso campus universitario di Novoli, il fallimento degli immani parcheggi sotterranei, un processo (con condanna) al sindaco Domenici per un altro parcheggio alla Fortezza Medicea, il dilagare di centri commerciali e multisale, e la colata di milioni di metri cubi di cemento che hanno saturato ogni spazio libero rimasto nel territorio.

Ma nel Salone dei Dugento, bellissima sala del bellissimo Palazzo Vecchio ove siede il Consiglio Comunale, i piddini presenti non digeriscono la sconfitta. Intorno alle 1.00 di notte, quando sul maxischermo appare definitivo il risultato, la parola d'ordine è stata: "il voto non conta". Uno spregio totale dell'esercizio democratico che il referendum rappresenta, basato sul puerile dato della bassa affluenza. Che poi così bassa non è stata, assestandosi attorno al 42%, percentuale di tutto rispetto per un referendum consuntivo.

Ho personalmente discusso, duramente discusso, con due rappresentati degli ex DS e con l'assessore Giani che, quasi pervasi dallo stesso spirito, stavano lì a disprezzare il voto popolare: "non conta niente, ma figuriamoci, sono solo il 20% degli elettori".... ha detto il giovane ex diessino. gli ho contestato che il risultato da tener presente era il 51-53% dei "sì". Il giovanotto ha detto "ma si deve pensare al quorum!" Gli ho fatto presente che, in referendum consultivo, il quorum NON esiste, e quindi sono i valori assoluti gli unici che, per legge, fanno testo. Ma il giovanotto scuoteva la testa: "eh, quelli del non sono andati a votare, quindi l'80% dei fiorentini è favorevole al nostro progetto" . Neanche quelli del no sono andati a votare, ma per lui era così: gli astenuti, erano roba sua.

Poi ho affrontato un altro ex DS, un massiccione con i baffetti. Anche per lui, non si discute: questo referendum non conta. Contano gli astenuti, e si fa come ci pare. Ribatto quel che avevo detto prima: la giunta deve necessariamente tenere conto del voto popolare e del suo risultato assoluto. Ma no, il baffetto mi dice che lui i numeri li interpreta così. Punto. Non si discute. Non so se è arroganza o disprezzo.

Mi accosto all'assessore Giani che fa una dichiarazione ad una radio locale. Afferma che "su 350 mila abitanti, solo 56 mila hanno detto stop alla tramvia, e che quindi il voto è nullo" .

Gli faccio finire l'intervista e poi lo blocco. No, non si può dire una serie di inesattezze così. Primo, i voti per lo stop sono più di 62 mila. Secondo, 350 mila sono tutti gli abitanti di Firenze, neonati compresi, e non il corpo elettorale. Terzo, dire, in un'aula dove si riunisce una assemblea elettiva, che "il voto è nullo" solo perchè il risultato non piace, è di una gravità inconcepibile. Dietro di me, un gruppetto di cittadini mi da ragione, ma Giani (che riconosco meno sprezzante degli altri due di prima) sostiene che beh,si, forse ha usato parole sbagliate (che intanto in radio sono andate...), ma che gli astenuti sono dalla parte della giunta. La stessa enormità concettuale di prima.

La parola d'ordine è però volata tra i democratici & company: il referendum, avendo avuto il 41% di affluenza, non conta, non è valido, non è mai esistito. Proprio così, mi hanno detto: "quei voti non esistono". Ma in mezzo a quei voti c'era anche il mio. Mi sono sentito offeso, derubato.

Ho fatto presente che negli altri referendum le percentuali non erano molto diverse, e che quello di dire che "se tre milioni hanno manifestato, 57 son rimasti a casa" era il metodo di Berlusconi, ma evidentemente lo imitano anche in questo.

Ho ricordato come andò il precedente referendum consultivo, quello per costruire un orrendo ed enorme centro commerciale Coop nella zona sud della città: votò poco più del 47% , e l'amministrazione comunale (erano circa gli stessi uomini di ora) giudicò la vittoria del sì al progetto come una investitura popolare intoccabile e inappellabile.

Due pesi, e due misure. Sempre a favore della speculazione, delle "grandi opere" e dei grandi affari finanziari.

Affluenza alle urne nella città di Firenze in varie tornate referendarie.

referendum del 1987 (caccia, obiezione coscienza, responsabilità magistrati) : 47%

referendum 1997 (privatizz. Rai, spot pubblicitari,e altri): 28%

referendum consultivo sul progetto Coop: 47%

referendum 2003 (elettrodotti e articolo 18): 30 %

referendum 2005 (fecondazione assistita): 46%

referendum 2006 (riforme costituzionali): 43%



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