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Alessandria, l'affiliato CARIDI può possedere armi da fuoco?

Ebbene sì, CARIDI Giuseppe, detto “Pepè” e/o “compare Peppe” (di cui avevamo - nel 2011 - già proposto un breve ritratto) stando alle informazioni in nostro possesso, ha ancora nella propria disponibilità armi da fuoco, con formale autorizzazione dell'Autorità preposta. E CARIDI Giuseppe è un affiliato alla 'ndrangheta. Fa parte del “locale” del “basso Piemonte”, quello organizzato dal “capo-locale” PRONESTI' Bruno Francesco (cugino del capo della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE - una cosa sola con i PIROMALLI e MAMMOLITI - nel Nord-Ovest, il boss GULLACE “Nino” Carmelo).

Sull'esistenza del “locale” del “basso Piemonte” non c'è ombra di dubbio. Lo ha confessato proprio il PRONESTI' nell'ambito del procedimento a Torino scaturito dall'Operazione “MAGLIO 1”, affermando: 
Ammetto di aver fatto parte di una associazione che fa riferimento alla ndrangheta calabrese. Legami di affinità ambientali culturali mi hanno portato a condividere le scelte le strategie ed i metodi associativi e nella zona del basso Piemonte mi sono fatto promotore ed ispiratore di un locale distaccato della ‘ ndrangheta. Con questa mia dichiarazione non intendo collaborare con la giustizia: voglio soltanto prendere le distanze con le condotte che mi vengono addebitate. (omissis)”.

E non esiste nemmeno alcun dubbio sull'affiliazione alla 'ndrangheta del CARIDI. Infatti il Giudice, nella Sentenza (vedi qui) al termine del rito abbreviato, scrive:

“E che rilievo hanno, allora, sotto questo profilo, gli elementi che dalla stessa decisione della Corte di legittimità, vengono indicati quali indici di mafiosità? Si tratta in realtà, secondo questo giudice, di dati (che si possono ritenere provati, per quanto più sopra affermato) che disegnano, con indubbia precisione, la struttura "interna" di un locale di 'ndrangheta, con la sua organizzazione, le sue regole, i collegamenti con la "casa madre" calabrese, ma del tutto inidonei a offrire la dimostrazione del concreto inserimento di tale struttura nella realtà del contesto territoriale del basso Piemonte.
Anche l’affiliazione del Caridi, cui sarebbe stata conferita, come già visto, una dote, non è di per sé sintomatica della esistenza attuale di una capacità intimidatoria autonoma, atteggiandosi piuttosto anche questo, con gli altri, quale “atto preparatorio”." 

Se la Sentenza è stata per tutti di assoluzione non è stato per l'estraneità degli imputati ai fatti contestati (appartenenza alla 'ndrangheta), ma perché, il Giudice, non ha riscontrato attività concrete da parte dei componenti della 'ndrangheta, a partire dall'uso della forza di intimidazione. Ne avevamo già parlato... e nel frattempo si è in attesa dell'Appello per l'impugnazione delle assoluzioni da parte della Procura di Torino.

caridi arrestoGli elementi sul CARIDI Giuseppe sono molteplici. Tutti raccolti dall'indagine del ROS (e non solo, come vedremo). Ed allora tale fatto, ovvero che non sia stato adottato alcun provvedimento di annullamento al CARIDI del porto d'armi e/o dell'autorizzazione alla detenzione, e quindi non sia stato disposto per lo stesso CARIDI il divieto di possedere armi (anche se depositate presso terzi), appare inquietante alla luce di quanto risulti in merito al soggetto.

Il CARIDI sia tra gli imputati a Torino nell'ambito del procedimento penale scaturito dall'indagine c.d. “MAGLIO 1 e 3” del ROS di Genova per il reato di cui all'art. 416 BIS. In merito al CARIDI Giuseppe, occorre ricordare - oltre a quanto già evidenziato nell'Informativa del ROS e sintetizzato nell'O.C.C. emessa dal GIP di Torino il 15 giugno 2011 [vedi qui] questi risultava in contatto con il capo “locale” della 'ndrangheta di Genova, GENGEMI Domenico detto “Mimmo”, condannato dal Tribunale di Reggio Calabria, nell'ambito del procedimento a rito ordinario per la c.d. indagine “IL CRIMINE” della DDA di Reggio Calabria, a 19 anni di carcere. Risultava inoltre legato a BELCASTRO Domenico, condannato dal Tribunale di Reggio Calabria, nell'ambito del procedimento a rito abbreviato per l'indagine c.d. “IL CRIMINE” a 8 anni di carcere, nonché a MOIO Vincenzo, indicato come affiliato alla 'ndrangheta sia nell'ambito delle indagini della DDA di Reggio Calabria (“IL CRIMINE”), sia in quelle del ROS di Genova (“MAGLIO 3” e “LA SVOLTA”).

Rispetto ai più recenti Atti si riporta, in merito al CARIDI Giuseppe, quanto indicato nella “Richiesta di Misure” della Procura di Genova relativamente all'indagine “LA SVOLTA” - andata in esecuzione il 3 dicembre 2012 -:


La riunione del 28/2/10 in Alessandria

Alla riunione, avvenuta presso l’abitazione di CARIDI Giuseppe, erano presenti tra gli altri BARILARO Fortunato, BARILARO Francesco, CIRICOSTA Michele e PEPE’ Benito, come osservato dai Carabinieri nel corso di un mirato servizio di OCP.

La riunione era finalizzata all’affiliazione di CARIDI Giuseppe, consigliere comunale di Alessandria – eletto il 27/05/07 nelle liste “PdL” e nominato l’11/06/07 Presidente della II^ Commissione “Politiche e Territorio” ed al conferimento della “dote” a MAIOLO Antonio, entrambi arrestati il 15/6/11 in esecuzione di ordinanza cautelare nell’ambito dell’operazione “MAGLIO” coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino.

(...)

Nel colloquio si parla dell’attribuzione di “doti” (fiori) e di “cariche” a tre persone (“…una voltata e una girata ne abbiamo fritti tre…”). GANGEMI Domenico e GARCEA Onofrio commentavano con soddisfazione l’avvenimento a cui avevano partecipato precisando di essere stati informati solo delle investiture di CARIDI Giuseppe e MAIOLO Antonio (“…CARIDI..a Minna... a …inc… Maiolo … la Mammà…”), mentre della carica concessa al terzo soggetto non ne erano a conoscenza anche se, a dire di GANGEMI Domenico, era facoltà dei “piemontesi” l’attribuzione della stessa (“…quando mai ...inc...(ride) ... (pausa) no per la "minna" e per la mamma lo sapevamo noi ... ne ho visti tre poi ..inc.. vabbè però avevano facoltà di farlo loro…..”). con il termine “ginestra”, GARCEA Onofrio, alludeva al “fiore”, altrimenti detto “la minna”, conferito a CARIDI Giuseppe, ossia all’affiliazione dello stesso alla ‘ndrangheta con il grado di “picciotto”.

Particolare rilevanza assume il passaggio di grado di MAIOLO cui sarebbe stata conferita la “mamma’” ossia la “mamma santissima” ovvero il grado di “santista”. Il MAIOLO citato nel corso della conversazione si identifica, stando alle risultanze investigative, in MAIOLO Antonio, stretto collaboratore di PRONESTI’ Bruno Francesco, quest’ultimo ritenuto reggente del locale di Novi Ligure (AL) e colui che, nella circostanza, avrebbe potuto verosimilmente officiare i riti in argomento.

(...)

Ad ulteriore comprova circa l’effettivo svolgimento del summit e sul conferimento delle doti, in particolare del “fiore” a CARIDI Giuseppe e quindi la natura ‘ndranghetista della riunione, si richiama l’intercettazione di una conversazione ambientale registrata il 18/03/10 all’interno del negozio di ortofrutta di Piazza Giusti nr. 26 avvenuta tra GANGEMI Domenico ed un personaggio di origine calabrese n.m.i. Il dialogo, piuttosto indicativo, aveva per argomento proprio la “cerimonia” che vedeva protagonista CARIDI Giuseppe e soprattutto l’opportunità della sua collocazione in seno alla ‘ndrangheta in virtù della sua appartenenza ad ambienti politico-amministrativi.
 

Occorre poi ricordare che il CARIDI Giuseppe risultava inoltre in contatto diretto anche con il predecessore del GANGEMI a capo della 'ndrangheta in Liguria, ovvero con RAMPINO Antonio detto “compare 'Ntoni” e “u Massaro”. Tale elemento – così come contatti e frequentazioni con altri 'ndranghetisti - risultava già inequivocabilmente evidenziato dalle intercettazioni delle conversazioni del RAMPINO con il CARIDI, indicate nell'indagine “MAGILIO” del ROS di Genova di cui al Proc. Pen. della Procura di Genova nr. 2951/2000/21 R.G., nonché dalle risultanze di Servizi di Osservazione effettuati dal ROS.

Rispetto a questo nell'Informativa finale del ROS si legge: 

- Relativamente al 12 febbraio 2001, si legge nel'Informativa del ROS:
“Alle ore 20:48 giunge una telefonata sull'utenza in uso a RAMPINO Antonio da parte di CARIDI Giuseppe nato a Taurianova (RC) il 28.1.1957, residente in Alessandria, il quale lo notizia della morte di Mico TRIMBOLI, identificato in TRIMBOLI Domenico nato a Natile di Careri (RC) il 31.7.1923, deceduto in Alessandria il 12.2.2001...”

- Relativamente al 13.2.2001 si legge:
“Alle ore 12.51, arriva al RAMPINO una chiamata di CARIDI Giuseppe da Alessandria per comunicargli che il funerale di compre Mico TRIMBOLI sarà domattina alle 9:00...”

- Dal servizio di Osservazione relativo a detta cerimonia funebre, scrive il ROS:
“alle ore 8.15: le predette autovetture [tra cui l'auto del PANETTA Rocco a bordo della quale vi era anche il RAMPINO Antonio, ndr] si dirigono verso Alessandria, alle stesse si accoda la Opel Corsa targata BL715YK, intestata a CARIDI Giovanni nato ad Alessandria il 25.12.1978, ivi residente in frazione Lobbi via Filippona nr. 41, con a bordo due uomini di giovane età ed un uomo anziano”

Sempre agli atti della medesima indagine vi è il monitoraggio di un summit di 'ndrangheta del giorno 8 aprile 2001, nel ponente ligure a cui partecipa anche il CARIDI Giuseppe. Nelle specifico si legge: 

“Di buon mattino della domenica 8.4.2001, militari appartenenti a questa Sezione Anticrimine capeggiati dallo scrivente hanno eseguito un importantissimo servizio di o.c.p. che ha permesso di registrare la presenza dei più importanti capimafia della Liguria e del basso Piemonte, con la loro partecipazione ad un summit di straordinaria importanza, avvenuto in località Diano Roncagli (IM), preso il ristorante “Gli amici del Conte”, proprietà di titolare RAFFELE Franco nato a Cervo (IM) il 30.10.1960, ivi residente.

La riunione si è svolta in più tempi e per i dettagli si rimanda alla lettura della relazione di servizio, mentre appare opportuno elencare i diversi personaggi identificati tra le 36 persone intervenute all'incontro, che è stato disposto, come emerso, per attribuire cariche e “battezzare” alcuni affiliati:
1. RAMPINO Antonio, da Genova;
2. PRONESTI' Salvatore, da Genova;
(…)
13. MOIO Vincenzo, nato a Taurianova (RC) il giorno 01.01.1959, residente a Camporosso (IM)...
(…)
14. CARIDI Giuseppe, nato a Taurianova (RC) il 28.01.1957, residente ad Alessandria...;
(…)
18. TRIMBOLI Giuseppe, nato a Careri (RC) il 20.09.1947, residente ad Alessandria...;
19. TRIMBOLI Domenico, nato a Careri (RC) il 16.10.1953, residente ad Alessandria...;
20. TRIMBOLI Francesco, nato a Careri (RC) il giorno 11.01.1942, residente ad Alessandria...;
(…)
23. MAIOLO Antonio, nato a Oppido Mamertina (RC) il 2.1.1940, residente a Sale (AL)...;
(...)”

Scrivono ancora i ROS nell'Informativa relativamente al 27.4.2001:

“Alle 22.14, RAMPINO Antonio chiama compare Peppe CARIDI, e inizialmente parlano delle loro condizioni di salute, poi CARIDI manifesta l'intenzione di andare a trovarlo per parlare, ma RAMPINO lo anticipa affermando che saliranno loro. CARIDI replica che glielo avevano accennato tre giorni fa, ma ha degli impegni con il lavoro comunque vedrà di fare una scappata e poi prosegue: “Che venite voi? Esce tutto...?”. RAMPINO lo ringrazia e lo invita ad andare anche per un ora o una mezz'ora ed allora CARIDI conferma che andrà e domanda a RAMPINO se salirà “per cose e aggiunge che qua è tutto a posto”; RAMPINO risponde di no precisando che andrà solo per vedersi. CARIDI aggiunge che vorrebbe parlare con RAMPINO da solo, “se glielo permette!” e soggiunge la seguente espressione: “...se venti cristiani decidono una cosa e chiede se con tre o quattro si potrà fare...”. RAMPINO si altera e chiede di parlare solo in sua presenza e di non pensarci, ma CARIDI Giuseppe tenta di fargli comprendere che per quel giorno le persone sono impegnate. Categorico però RAMPINO rinnova il suo intendimento: “Noi siamo stati chiamati!!”.

Il CARIDI Giuseppe che come già si è visto negli Atti dell'indagine “MAGLIO 1” e “MAGLIO 3” è interessato dai rapporti con il MOIO Vincenzo (già Vice-Sindaco del COMUNE DI VENTIMIGLIA con il Sindaco SCULLINO Gaetano la cui amministrazione è stata sciolta per condizionamento e infiltrazione mafiosa), è stato accertato essere anche in contatto con COSMA Salvatore Ottavio nell'ambito dell'indagine della Procura di Genova c.d. “PANDORA” relativa alle attività illecite dei MAMONE.

Agli atti del Proc. Pen. nr. 11322/06/21 della Procura della Repubblica di Genova (nell'ambito del quale non c'è stata richiesta di giudizio per il COSMA) vi è l'Informativa Finale della Guardia di Finanza di Genova – 1° Nucleo Operativo in cui si legge:

Uno di essi, peraltro già segnalato con l'annotazione riguardante l'area dell'ex oleificio Gaslini di Genova, è Gino MAMONE, noto per la sua appartenenza ad una delle famiglie inserite nella relazione – anno 2002 – della D.I.A. Con le seguenti motivazioni: “presenze significative sono state individuate anche in Liguria, ove la criminalità calabrese, presente sin dagli anni '60, si è manifestata tanto in ambito microcriminale, attraverso dello spaccio di droga al minuto, quanto in importanti settori economici quali l'edilizia, la ristorazione e, soprattutto, lo smaltimento dei rifiuti. Le consorterie censite sul territorio sono riconducibili alle famiglie ROMEO, NUCERA, RAMPINO, MAMONE, FOGLIANI, FAMELI e FAZZARI. La famiglia MAMONE, proveniente dalla Piana di Gioia Tauro (RC) e collegata ai MAMMOLITI di Oppido Mamertina (RC), si è insediata a Genova, ove è titolare della società “F.lli MAMONE & C. di MAMONE Luigi” aggiudicataria di un cospicuo numero di appalti pubblici”.

[…]

In data 6 luglio 2007, la testata giornalistica “LA STAMPA” pubblicava il seguente articolo:
CHIESTO IL PROCESSO. SETTE INQUISITI LE BASI ERANO A POZZOLO E CASTELLAZZO - “Scorie nocive per l'asfalto” La Procura: smaltirono abusivamente 350 mila tonnellate di rifiuti.
Hanno gestito un illecito traffico di rifiuti che ha interessato la provincia e non solo”. In questa frase si sintetizzano le accuse contestate dalla Procura a sette inquisiti per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. Un giro d'affari che nel luglio 2005 – quando i carabinieri coordinati da due pm, smantellarono l'organizzazione – fu valutato in circa due milioni di euro per lo smaltimento illegale di circa 350.000 tonnellate di rifiuti speciali anche pericolosi.
Per l'accusa sotto processo devono andare: Franco SOFIO, Novi, strada Dragonara, titolare dell'impresa “SOFIO ELIA SAS, incaricata della bonifica di un sito e del centro di stoccaggio di Pozzolo Formigaro (fu anche arrestato insieme ad altri, e si difese ammettendo di aver commesso errori e compiuto qualche violazione di legge solo per la mancata comprensione delle norme); Giuseppe TARZIA, Seriate di Bergao, amministratore unico di Intekna, società di Castellazzo Bormida; Gino MAMONE, Cittanova di Reggio Calabria, rappresentante dell'impresa ECOGE...

[…]

Il tenore delle prime conversazioni intercettate ha evidenziato taluni collegamenti di Gino MAMONE sia con il mondo politico che con il mondo delle cosche calabresi. Egli potrebbe rappresentare il punto di contatto tra i due mondi, al fine di trovare tra essi un'intesa e condividere interessi comuni, che possono essere identificati in: elezioni di taluni esponenti politici in occasione di elezioni amministrative in Genova, con l'appoggio delle cosche calabresi; ottenimento di appalti pubblici e/o concessioni varie (direttamente o indirettamente) per le famiglie calabresi o per altri soggetti collegati direttamente o indirettamente, in cambio del loro voto politico. Questo accade grazie ad un'infiltrazione ambientale anonima, mimetica, scevra da atteggiamenti che possano destare allarme sociale, con lo spregiudicato abbandono di comportamenti tradizionalmente “mafiosi” per assumere quelli rassicuranti di gestore di apparentemente lecite ed attività imprenditoriali.

[…]

Inquadrata la figura dei MAMONE, attraverso gli estratti riportati della Premessa dell'Informativa della GDF, si deve porre quindi l'attenzione al capitolo dedicato ai “RAPPORTI CON COSMA Salvatore Ottavio” della medesima informativa.
In questo si legge:

COSMA Salvatore, nato a Taurianova (RC) il 12/01/1942 e residente in Genova...
Fino ad aprile del 2007 (giunta PERICU) il COSMA rivestiva la carica di consigliere comunale di Genova, eletto fra le fila degli indipendenti si era poi candidato alle elezioni amministrative nel partito dell'UDEUR. Le indagini venivano avviate anche nei suoi confronti poiché vi era fondato motivo di ritenere che lo stesso interagisse illecitamente, usufruendo della carica politica da lui rivestita, nelle gare d'appalto favorendo esponenti della malavita genovese. Le sue origini calabresi, in comune con i citati esponenti, creavano un legame interpersonale confidenziale con gli stessi tanto che sembrava volesse agevolarli anche nei contatti con alte sfere politiche nazionali, finalizzati all'incremento di eventuali loro attività.
Le indagini tecniche hanno consentito di accertare che il predetto era effettivamente in contatto con noti esponenti della malavita, in particolare con STEFANELLI Vincenzo, GARCEA Onofrio e non per ultimo MAMONE Gino.
[…omissis...]

Tralasciando quanto riportato in riferimento ai vari esponenti della 'ndrangheta in contatto con il COSMA, indicati con trascrizione delle intercettazioni e servizi di osservazione nell'Informativa, ci si sofferma sugli evidenziatisi rapporti di questi con il CARIDI e sugli interessi “politici” dei MAMONE sull'alessandrino.
Si legge, ad esempio:

Interessante la conversazione svoltasi in data 09/05/2007 (…) con la quale il COSMA manifesta il suo interesse ad organizzare un incontro col MAMONE, Pino RAMPINI e Giuseppe CARIDI: “ecco io t'avevo cercato perché... (inc.le) in comune... eh... Beppe CARIDI... eh... che ti... mi dice se organizzavamo un incontro qua a Genova... con lui te... e... e Pino... Pino RAMPINO... RAMPINI.... quando vuoi quando vuoi” il MAMONE, approfittando della circostanza, voleva presentare al COSMA un suo amico (Claudio D'ANTONI) candidato vicesindaco al COMUNE DI SERRAVALLE SCRIVIA nella lista dell'UDEUR di MASTELLA: “ah ecco... però siccome... emh... questo mio amico si candida lì a Serravalle ed è la lista di MASTELLA... eh allora vorrei che tu lo conoscessi anche perché... quando vuoi... tu mi dici... okay... va bene...”.

Il giorno seguente il MAMONE, parlando con il COSMA, ritornava sull'argomento della visita di MASTELLA (…) e del suo spostamento nel Comune di Serravalle Scrivia, in relazione alla candidatura del D'ANTONI e l'apertura di una segreteria provinciale del partito ad Alessandria: “senti un attimo, e... questo Sindaco di Serravalle che si sta presentando, si sta presentando con inc.le Sindaco mio carissimo amico... niente, voleva aprire poi una... un... una... una sede dei... di MASTELLA ad Alessandria... ora lui chiedeva questo, se era possibile avere MASTELLA come supporto lì, perché li a Serravalle c'è molta gente che si sta espandendo in modo pesante... e c'è anche un poì di delinquenza, voleva un supporto su questa cosa qua che MASTELLA facesse un passaggio con loro che si sta organizzando questa cosa per lui... a Serravalle sì... mh... ma sarà dura... non c'ha... non c'ha nessuno spazio, nel frattempo lo conoscevo anch'io, hai capito?... sì sì sì, no ma... guarda io ci provo, tra l'altro... e se venisse a fare la chiusura ma... ci provo, ci provo inc.le dai”.

[…]

Durante il periodo di monitoraggio, che ha coinciso con la campagna elettorale legata alle elezioni amministrative, emergeva un atteggiamento di sicurezza del candidato COSMA convinto di ottenere un successo politico grazie all'apporto di Gino MAMONE che però, nonostante le promesse, non prende corpo e così l'esito tanto auspicato, si capovolge.

In riferimento a ciò (telef. n. 243 del 29/05/2007 in arrivo dall'utenza 3470032*** in uso a Giuseppe CARIDI verso l'utenza 335/8448*** in uso a COSMA Salvatore - …) il COSMA si lamentava con Beppe “...male, malissimo o... peggio di così non poteva andare...collegando la disfatta politica, al comportamento del MAMONE ... niente, niente, niente una minchia e i nostri amici... mi dispiace dirlo i... inc.le... io preferisco uno che mi dice no, no... a... a uno che mi dice va bene...; anche Beppe [CARIDI Giuseppe, ndr] ribadiva la sua delusione per il comportamento dell'indagato ...li Gino... io mi aspettavo che Gino... loro sono lì sai poi... i cugini di Salvatore, vediamo quello che hanno potuto, perché loro mi... l'han detto chiaro però che erano già un po' impegnati eh... non so se te l'avevano detto, mi cugino, quel mio cugino magari lui ha potuto fare poco... sa e... li... quello che ti ho presen... li che ti ho mandato io...”.

[…]


Dalle trascrizioni delle intercettazioni tra il MAMONE e COSMA, e tra il COSMA ed il CARIDI, si comprende sia che vi sia conoscenza diretta tra il CARIDI ed il MAMONE, sia che il CARIDI si sarebbe mosso per dare un aiuto elettorale al COSMA alle elezioni amministrative di Genova del 2007. Se ne riportano alcune di seguito:

Data Fonia 16/05/2007 ora 12:42:35
(…)
COSMA Salvatore = S
MAMONE Gino = G 
G: dimmi...
S: Gino...
G: ciao...
S: senti... ciao... guarda che m'ha chiamato CARIDI...
G: mmh...
S: che mi dice che dobbiamo... se possiamo anticipare perché lui stasera ha una.. sai che è candidato...
G: ecco ma allora non andiamo a cena?...
S: mi dice di no ma no andiamo noi poi...
G: ah allora...
S: andiamo noi...
G: allora venite da me a che ora?...
S: ecco veniamo da te... verso le cinque e mezzo sei...
G: va bene ci vediamo (inc.le)...
S: va bene?
G: ciao...
S: okay ciao ciao ciao


Data Fonia: 17/05/2007 ora 17:01:58
(…)
COSMA Salvatore = S
MAMONE Gino = G 
G: senti io ho fatto il passaggio per CARIDI (fonetico) tutto a posto eh!
S: si... tutto a posto perfetto
(…)


Data Fonia: 29/05/2007 ora 12:01:51
(…)
Giuseppe CARIDI = C
Salvatore COSMA = S
S: pronto
C: Salvatore sono Beppe
S: chi parla, oh Beppi ciao scusami
C: ciao
S: eh... si...
C: com'è andata?
S: male, malissimo o... peggio di così non poteva andare
C: ...inc/le... e perché?
S: e... guarda... inc/le... non c'è niente da fare e...
C: … inc/le...
S: mi aspettavo l'uno e quattro, oppure l'uno e quattro... inc/le...
… si sovrappongono le voci
S: lo zero e cinquanta
C: porca puttana!
S: nente, niente e...
C: ..inc/le... proprio
S: e niente io sono in un primo ma.. mi schiaffo al culo con questi ese... voti, non mi servono a niente si poi però...
C: ...inc/le... consigliere niente
S: no, no entrerò poi nelle trattative va be d'accordo questo, questo dipende poi dalla... dalla dell'amicizia dall'avidità eccetera, eccetera
C: si, si poco ...inc/le...
S: niente, niente, niente una minchia e i nostri amici... mi dispiace dirlo i... ...inc/le... io preferisco uno che mi dice no, no
C: certo, certo
S: a... a uno che dice va bene
C: ...inc/le... messa tutta gioia mia
S: e no Beppe a noi figurati... e... non... non..C: più che insistere...
S: che possiamo fare e...
C: vedere un po' di quelli che ti ho dato io se qualcuno ti ha... cioè se...
S: si, si, si vidimmo, comunque ti volevo dire e.. complimenti so che tu sei entrato e... quindi
C: ...inc/le...
S: eh bravo, bravo bel risultato
C: quasi quattrocento preferenze
S: bel risultato, bel risultato
C: preferenze equivale quasi... inc/le... per cento ...inc/le..
S: si, si mi raccomando mo... prendi qualcosa di importante eh, che tanto qui...
C: eh
S: non finiamo mo hai capito
C: no, no Salvatore che c'entra mi dispiace per te lo sai quanto ci tenevo io
S: e va be Beppi no ti preoccupare non... e..
C: lo sai che ho messo tutte le mie forze per quello che ho potuto
S: lo so, lo so Beppe, hai fatto fin troppo
C: li Gino io mi aspettavo che Gino...
S: appunto, appunto io mi aspettavo ...inc/le... ti dico la verità mi aspettavo...
C: ..inc/le... loro sono li sai poi... i cugini di Salvatore vediamo quello che hanno potuto, perché loro mi... l'han detto chiaro però che erano già un po' impegnati eh...
S: e lo so e lo so
C: non so se te l'avevano detto, mio cugino, quel mio cugino magari lui ha potuto fare poco... sa e... li... quello che ti ho presen... … li che ti ho mandato io
S: si, si, Gianni, Gianni si
C: Gianni
S: eh, eh, va be senti
C: ...inc/le...sei sette volte
S: si va be vediamo un po', vediamo un po', quel, quel grosso che potevano fare era, era ...inc/le...
C: ...inc/le... e qualcun altro
S: e si e si va bo dai
C: ci sentiamo dai
S: ci sentiamo ciao Beppi, ciao, ciao, ciao, complimenti eh ciao auguri, ciao, ciao


Se, come abbiamo già detto risulta gravemente deficitario l'atteggiamento assunto dalla Prefettura di Alessandria - nella precedente gestione - in considerazione dell'omesso invio di una Commissione di Accesso al Comune di Alessandria, ove il ruolo del CARIDI era di primissimo piano in qualità di Consigliere Comunale del gruppo di maggioranza del PDL, nonché Presidente della Commissione Urbanistica e Territorio del Consiglio Comunale, a quanto di nostra conoscenza, stando ad una approfondita analisi di fatti e dati, il CARIDI ha svolto un ruolo chiaro nell'ambito del COMUNE DI ALESSANDRIA sia in favore di imprese che facevano operare nei propri cantieri l'impresa di ROMEO Sergio – altro affiliato alla 'ndrangheta del medesimo “locale” del CARIDI, ovvero del “basso Piemonte” - sia, ad esempio, per la Licenza ed autorizzazioni per un Centro Benessere del REA Romeo – altro affiliato alla 'ndrangheta del medesimo “locale” del “basso Piemonte”.
Nel primo caso, ovvero della variante al PUC ed al PEC di Valle San Bartolomeo, stando a quanto di nostra conoscenza, la nostra analisi [vedi qui] è stata acquisita dal ROS e dalla DDA di Torino. Nel secondo caso si era proceduto ad inviare apposito Esposto alla DDA di Torino ed alla DNA, con ampia documentazione di riscontro, oltre a raccontare pubblicamente i fatti [vedi qui]

Si deve inoltre precisare che le attività illecite perseguite dalla 'ndrangheta, aventi come oggetto lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi – oltre alla già citata inchiesta “PESCIOLINO D'ORO” della Procura di Alessandria – nel territorio della Provincia di Alessandria è continuato - arrivando dalle aree di Tortona sino alla Discarica del Comune di Alessandria - come abbiamo evidenziato in diversi Esposti-Denuncia inviati alla DDA di Torino e su cui, ancora, manteniamo il riserbo.

Ci si lita a segnalare che nell'ambito indagini relative ai MAMONE sarebbe stato riscontrato anche quanto da noi segnalato in merito ad incendi di escavatori della ECO-GE presenti nel basso Piemonte che sarebbero conseguenti a divergenze tra le decisioni assunte in riunioni di 'ndrangheta e non rispettate dai MAMONE, a seguito della pubblicazione dei fotogrammi relativi al video del 1993 relativo al battesimo della figlia di Vincenzo MAMONE (fratello di Gino MAMONE) a cui erano presenti i boss Franco RAMPINO (fratello di Antonio RAMPINO e, con questi, in allora, a capo della 'ndrangheta in Liguria) e Carmelo “Nino” GULLACE (individuato come capo della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE - legata ai PIROMALLI e MAMMOLITI – nel Nord-Ovest del Paese). Vi è, ad esempio, un'intercettazione telefonica (citata di recente da Il Secolo XIX) da cui è anche emersa la conferma all'attentato incendiario all'escavatore della ECO-GE – che non era stato denunciato – e che ha fatto emergere un traffico di armi nell'ambito del territorio del basso Piemonte.


Ora, le armi al CARIDI, affiliato alla 'ndrangheta, vengono tolte si o no? Può decidere di tenerle, farle custodire da terzi o di venderle a chi gli aggrada, o la Prefettura adotterà qualche provvedimento?  

 

P.S.
Era già avvenuto che per un soggetto, ORLANDO Roberto, legato (ed imparentato) al boss della 'ndrangheta GULLACE "Nino" Carmelo, solo dopo le nostre denunce venisse adottato dalla Prefettura di Savona un provvedimento di divieto al possesso delle Armi da Fuoco (ne aveva oltre 15). Ed ancora vi era stato il caso dei PELLEGRINO, con il Questore che non vedeva la mafia e la sua Questura che anziché porre il divieto per le detenzioni di armi ai fratelli PELLEGRINO dispose che fossero le loro mogli a custodirle. Ad Alessandria che succederà?

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