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Lo Forte: "La mafia barcellonese non ha nulla da invidiare a Cosa Nostra palermitana"

Il più entusiasta alla fine era il Procuratore Capo Guido Lo Forte. Il suo nome, il suo passato, la sua integrità morale, la sua proverbiale testardaggine nella lotta alla mafia ai tempi della Procura di Palermo ne fanno una garanzia assoluta di successo...


Ed alla prima uscita in una conferenza stampa Lo Forte, sorridente e soddisfatto, non perde l'occasione per sottolineare l'importanza dell'operazione: "E' la prima volta, da quando mi sono insediato a settembre, che prendo parte ad un incontro con la stampa. Era giusto farlo perché considero questa operazione di straordinaria importanza nella lotta alla mafia della provincia di Messina. E un grazie particolare va ai Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale che hanno lavorato duramente per due anni. Il riconoscimento è venuto anche dal gip che nell'ordinanza ha definito imponente la mole di lavoro svolta".

- Lei ha definito Cosa Nostra barcellonese all'altezza di quella palermitana per struttura e pericolosità.

"Sicuramente si, è un'organizzazione che non ha nulla da invidiare a Cosa Nostra palermitana della quale ha ereditato anche la struttura. E lasciatelo dire ad uno che la mafia di Palermo la conosce bene per averla combattuta a lungo. Possiamo dire che le organizzazioni mafiose della provincia di Messina si sono riunite ed hanno creato un gruppo unitario con una ferrea divisione territoriale. In ogni zona c'è un rappresentante che fa poi riferimento alla famiglia centrale. Ed anche le attività svolte sono più o meno identiche a quelle di Cosa Nostra palermitana: il racket delle estorsioni, l'usura, il controllo degli appalti pubblici e la tendenza ad acquisire un controllo egemonico delle attività del territorio, sia illegali ma, soprattutto, quelle legali".

- Avete, dunque, appurato rapporti di collaborazione con Cosa Nostra palermitana?

"Dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali emergono strutture e terminologie identiche fra le due grandi organizzazioni mafiosi. Si parla così di "famiglia", di "mandamento", di "rappresentanti". Del resto ormai da più di 30 anni Cosa Nostra barcellonese gode la massima fiducia di quella palermitana ed ha stretti rapporti di collaborazione con quella catanese".

- Avete appurato anche infiltrazioni mafiose nel mondo della politica locale?

"Si sa che Cosa Nostra attinge spesso nel mondo della politica. Qualcosa è emerso anche in questo caso. Nell'ordinanza si parla del voto di scambio fra l'ex sindaco di S.Lucia del Mela ed un rappresentante mandamentale della zona che, in cambio di voti, ha ottenuto una sanatoria per un fabbricato abusivo. Ma le indagini non sono ancora concluse".

- Dall'operazione Pozzo esce l'immagine di un territorio completamente in mano alla mafia.

"Beh, nel barcellonese c'è tanta gente onesta che lavora e che non ha nulla a che fare con la mafia. Purtroppo c'è una forte organizzazione di stampo mafioso che è fortemente radicata nel territorio e ne condiziona la vita e le attività, che ha avviato rapporti con altre famiglie e si fa forte di una omertà che deriva dalla paura dei cittadini".

- E' possibile quantificare il giro d'affari di Cosa Nostra barcellonese?

"Impossibile fare delle cifre ma posso garantire che si tratta di milioni e milioni di euro".

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