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E' la svolta decisiva contro le mafie ed i capitali illeciti in Emilia Romagna

IN CODA ANCHE IL VIDEO INTEGRALE DELL'INCONTRO DEL 16.12.2011 A BOLOGNA


Presto una sede della DIA a Bologna per l'Emilia-Romagna In molti ci chiesero perché il primo libro che abbiamo scritto come Casa della Legalità fosse sull'Emilia-Romagna e non sulla Liguria (che invece uscirà a breve). La risposta era semplice: in Emilia-Romagna si era un passo indietro e bisognava recuperare in fretta. Il passo indietro era il fatto che in Emilia-Romagna si viveva come se nulla fosse, come se il drammatico intreccio tra interessi mafiosi e criminali con la spregiudicatezza di imprese, cooperative e politica non ci fosse. Si parlava di mafia al nord, ma nessuno osava andare ad indicare la regione "rossa" per eccellenza, quella dove vi è stato lo "sdoganamento" definitivo delle mafie all'assalto del nord, ovvero, appunto, l'Emilia-Romagna, quando sulla scena vi era il primo grande socio occulto di Cosa Nostra, ovvero Raul Gardini, quando in cambio delle commesse in Sicilia e Campania le grandi cooperative strinsero il patto con le cosche e aprirono le porte alle imprese mafiose dei Cavalieri dell'Apocalisse ed ai camorristi... Una storia di decenni, perché era prima, ancora prima di Tangentopoli...



Abbiamo raccolto nel libro "TRA LA VIA EMILIA E IL CLAN" lo spaccato di quella mafia in casa, tra la Bassa e la Riviera adriatica e disegnato quel contesto sociale, economico e politico che ha compromesso territorio, economia e persino pezzi rilevanti della politica. Dati ufficiali, con nomi, cognomi ed indirizzi... ma tutto sempre attraverso Atti ufficiali, inconfutabili! Abbiamo girato l'Emilia-Romagna con incontri pubblici per raccontare questa realtà, mentre ancora qualcuno negava. Mentre ancora in troppi minimizzavano. La stampa ignorava, nella sua grande parte, tutto questo. In pochi osavano scriverne, addirittura parlarne. Noi, ancora una volta abbiamo detto, scritto e raccontato, l'indicibile... cioè quelle verità che non è ammesso siano conosciute.

Avevamo accusato la "latitanza" dei settori di controllo. A partire dalla magistratura che per troppi anni anche qui è stata cieca o piegata da quella perversa logica di non "intaccare" gli equilibri politico-economici (che in Emilia-Romagna sono un tutt'uno) consolidati. Lo abbiamo fatto indicando sempre mafie e responsabilità pubbliche e imprenditoriali. Lo abbiamo fatto sempre contro ogni retorica e contro quelle ipocrisie dei grandi proclami antimafia a cui non seguivano i fatti o a cui addirittura seguivano comportamenti contrari.

Non abbiamo ceduto. Non abbiamo rinunciato e, passo dopo passo, umilmente e costantemente si sono messi insieme i frammenti di quel mondo che voleva una svolta. Qualcuno potrebbe dire che si sono uniti gli "eretici", in questo cammino... noi preferiamo dire che si sono unite le "tribù" di chi sapendo quale fosse la realtà non si voleva più voltare dall'altra parte e, quindi, si metteva in gioco. Senza grandi proclami e lontano dalle operazioni mediatiche abbiamo retto con tenacia ed avanzato proposte concrete per un azione seria, efficace e concreta di prevenzione e contrasto alle mafie ed ai loro affari.

La politica non ha risposto... o per meglio dire ha risposto con le solite operazioni mediatiche, prive di efficacia e che, secondo noi, sono persino pericolose. L'"unico" pezzo della politica che ha risposto sono state le realtà locali del "MoVimento 5 Stelle" ed in alcune realtà quelle di Rifondazione. Le imprese, a partire dalle grandi cooperative, hanno continuato nel sistema delle contiguità, dando incarichi a società di mafia, come se nulla fosse. L'unica risposta concreta ed efficace è stata quella della Camera di Commercio di Reggio Emilia con Enrico Bini e l'attivazione di un monitoraggio delle imprese con contestuale segnalazione alle Autorità competenti. Le Prefetture sono rimaste al palo, tranne quella di Reggio Emilia che invece si è mossa con decisione nelle azioni di contrasto e prevenzione. La DDA di Bologna ha iniziato a muoversi ma con un grande e grave handicap: la mancanza del "retroterra" derivante da decenni di inerzie pesanti... e la mancanza delle azioni delle singole Procure sui "reati fine".

Non ci siamo persi d'animo e si è andati avanti. Si è continuato a sottolineare che in Emilia-Romagna bisogna avere il coraggio di porre l'azione di contrasto ai patrimoni mafiosi ed al grande riciclaggio. Si è continuato a pretendere una risposta.

Massimo Bugani, Marco Imperato e Christian AbbondanzaIl 16 dicembre 2011 a Bologna ci si è ritrovati, con il MoVimento 5 Stelle di Bologna e con Marco Imperato, magistrato della DDA di Bologna e dell'ANM. Abbiamo ripercorso quale sia il contesto e quali le necessità per chiudere una volta per tutte la partita con le cosche ed i loro servi, abilmente dislocati nella politica, e quindi nelle pubbliche amministrazioni, nell'economia, e quindi anche nelle grandi imprese e cooperative, nel tessuto sociale, così come anche nei settori di controllo. Ma abbiamo fatto di più. Abbiamo chiesto con fermezza che il Ministero dell'Interno, retto ora dal Prefetto Anna Maria Cancellieri, desse un segnale importante e soprattutto attivasse uno strumento essenziale per una efficace azione di contrasto e prevenzione. Abbiamo chiesto che venisse aperta una sede operativa della DIA a Bologna per operare sul territorio dell'Emilia-Romagna

Il Ministro Cancellieri, pochi giorno dopo, ha annunciato che la DIA avrà presto una sede a Bologna (vedi qui). Dopo anni in cui tra i tanti tuonanti proclami antimafia dei suoi predecessori al Viminale, dell'una e dell'altra parte politica, nessuno osava attivare la DIA in questa regione, il Ministro Canellieri ha invece deciso di procedere concretamente.

Ringraziamo il Ministro Cancellieri per questa decisione. E' un segnale importante perché metterà in campo uno strumento essenziale per affermare la vittoria dello Stato! Da parte nostra, così come già avviene per altre realtà, assicuriamo la nostra massima collaborazione per fornire alla nuova struttura la nostra totale collaborazione, auspicando che, come abbiamo detto, la propria parte la facciano tutti... perché per vincere questa partita bisogna che i cittadini si assumano la responsabilità di essere - per usare le parole di Antonino Caponnetto - "sentinelle di legalità"!

PS
Il Comune di Bologna da mesi ha messo, su proposta del gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle, in calendario un audizione della "Casa della Legalità" sugli strumenti già oggi disponibili per gli Enti Locali finalizzati ad un'azione di prevenzione e contrasto alle mafie ed al riciclaggio. Questa audizione, sostenuta in Commissione anche dal rappresentante del Pd, però continua ad essere rinviata e di nuovo rinviata. Vedremo ciò che accadrà... noi andiamo avanti!


IL VIDEO INTEGRALE DELL'INCONTRO
A BOLOGNA DEL 16 DICEMBRE 2011
"STOP MAFIA SPA"


Stop Mafia S.p.A - Christian Abbondanza a Bologna from Lucius on Vimeo.

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