CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus Osservatorio sulla criminalità e le mafie | Osservatorio sui reati ambientali | Osservatorio su trasparenza e correttezza della P.A.
scritto da Ufficio di Presidenza - Patrizia Gentilini - Coordinamento Comitati Piana il .
Non si fermano e bisogna fermarli... la
lobby trasversale dei distributori di morte continua a voler
costruire il proprio business bruciando risorse (materiali ed
economiche, pubbliche si intente!). Le alternative possibili,
concrete e fattibili che puntando su recupero-riciclo-riuso, creando
occupazione, risparmio delle risorse, risparmio consistente di soldi
pubblici (e dei cittadini) e tutela della salute, vengono ignorate
dagli amministratori servi delle lobby degli inceneritori. E questo
avviene davanti a dati scientifici inconfutabili che dimostrano la
scia di malattia e morte prodotta dalla diossina e dagli altri veleni
distribuiti su larga scala dalle ciminiere con le polveri sottili,
capaci di oltrepassare ogni filtro! Ecco in rassegna l'intervento
della dott.ssa Gentilini sui nuovi dati disponibili, la situazione di
Montale oltre ad un rapido riepilogo di alcuni conflitti di interessi
nel settore (e nei movimenti) e la sciagurata linea imboccata in
Liguria...
L'intervento della dott.ssa Patrizia Gentilini
Vorrei portare a conoscenza dei suoi
lettori quanto emerso da un studio epidemiologico di recente
pubblicato (Occup Environ Med 2010; 67, 493-499), condotto in Francia
e riguardante l'insorgenza di malformazioni al tratto urinario in
bambini nati da madri esposte prima del concepimento o nelle
primissime fasi della gravidanza ad emissioni di impianti di
incenerimento di rifiuti...
Prendiamo la realtà di Forlì, ma potremmo prenderne ad esempio anche altre, a partire da quella dell'Ist di Genova (città con il record mondiale per morti causate dall'amianto con il mesotelioma) dove, troviamo Federico Valerio che è anche membro del Cda di Amiu Bonifiche e pubblicamente impegnato come "ambientalista" e difensore dei finti "controllori" dell'Arpal finiti sotto inchiesta della Procura.
E partiamo dal Codice di Deontologia Medica nei suoi articolo 5 e 30, per arrivare ad alcuni inequivocabili fatti...
Nel gennaio scorso abbiamo
inviato un esposto alle Autorità Giudiziaria ed alle Istituzioni
palermitane per segnalare che sulla "partita" rifiuti, ed in
particolare di AMIA qualcosa non tornava. Non era solo questione di
"buco" milionario, e non erano solo le questioni già sollevate
della politica clientelare perseguita da AMIA con i soldi pubblici ed
i debiti da circa 190 milioni di euro lasciati alle casse pubbliche e
nemmeno la questione "politica" e non giudiziaria della scelta
strategica di eliminare la positiva esperienza dalla Cooperativa
sociale Apas (risparmio di soldi pubblici, occupazione di persone
socialmente deboli, raccolta differenziata spinta e quindi tutela di
salute e ambiente), ma quello che abbiamo segnalato e indicato erano
proprio questioni di illegalità pesanti che si perpetuavano, nella
gestione della società dopo la messa in liquidazione ed il
fallimento...
A La Spezia vi sono due record, anzi tre. Il primo è nella zona intorno al Porto Militare dove vi è la più alta percentuale di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). Il secondo è zona intorno alla Discarica di Pitelli dove vi è la più alta percentuale di tumori infantili. Il terzo è generale, per tutta la provincia, e vede il record mondiale per malati per amianto di mesotelioma in rapporto alla popolazione. Davanti a tutto questo la Procura non nota nulla, figuriamoci la politica ed i funzionari pubblici...
A Montale c'è un bel termocancrovalorizzatore che distribuisce nano particelle e tanta diossina killer. Qui i cancri saranno rossi, visto il colore delle amministrazioni e con il bollino dell'Agenzia Regionale per l'Ambiente della Toscana.
La CIS spa, ovvero la società che gestisce l'impianto sa quando i limiti di legge delle emissioni nocive sono superati. Lo sa bene, ma tace. Se il laboratorio privato che compie le analisi per la CIS spa, aveva registrato i livelli di diossina fuorilegge, l'Arpat ci è arrivata quasi tre mesi dopo. Una bazzecola...
CON IL FILE DEI DATI DELLO STUDIO SANITARIO-AMBIENTALE
DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO DI VICENZA E DEI MEDICI PER L'AMBIENTE
Per fortuna ci sono reparti dello Stato che compiono il loro dovere, come in questo caso il Corpo Forestale dello Stato Enego (Vi), ci sono medici che si impegnano nella prevenzione oltre che alla cura e ci sono magistrati che vogliono affermare la legalità.
Ma per sfortuna questo non basta, quando vi sono pubbliche amministrazioni che se ne fottono della salute dei cittadini e della sicurezza dell'ambiente di vita delle persone (e dei bambini)... perché per loro l'unico interesse pare proprio essere quello di chi fa il business seminando morte. Uno dei soggetti che fa finta di nulla e dice che tutto va bene è l'Appa, l'azienda provinciale per la protezione dell'ambiente ed è in buona compagnia...
Il braccio tecnico della Regione Liguria per la tutela ambientale (e quindi della salute) si è rivelato, come avevamo detto in più occasioni molto, molto inquinato! Adesso non lo diciamo solo più noi, non lo dicono solo più le associazioni ed i gruppi ambientalisti seri (dal Wwf Liguria a Rete Liguria Rifiuti Zero, dai medici per l'ambiente di Savona come Paolo Franceschi, ai Comitati per l'Ambiente di La Spezia o Alza la Testa a Imperia), adesso lo dicono i Noe e la Procura di Genova...
- il testo dell'intervento della Casa della Legalità che ilsecoloxix.it ha pubblicato -
Mentre non solo la comunità scientifica ma anche gli economisti
riconoscono l'utilità sociale, ambientale ed economica di strategia come Rifiuti
Zero / Riciclo Totale, in Liguria ed a Genova si continua a perseguire la strada
del ciclo integrato e della "distruzione" dei rifiuti (e quindi dell'ambiente e
della salute). Ecco perché a Genova (come ovunque si persegua il "ciclo
integrato" con le "macchine magiche") aumentano i costi sui cittadini (TIA o
TARSU che sia), oltre che i costi ambientali e sanitari. Perché nel capoluogo
ligure, così come nelle altre province della regione, la scelta politica è stata
quella di garantire il business a chi ha in gestione la raccolta e lo
smaltimento dei rifiuti. Le alternative concrete e efficaci ci sono, sono ormai
collaudate e valutate positivamente ed ultimi in termini ambientali, sanitari ed
economici da sempre più ampi settori, in ultimo in un rapporto della Bocconi. Si
è ancora in tempo per cambiare strada a Genova ed in Liguria, fermando la
costruzione del Gassificatore e Biodigestore a Scarpino e rivedendo il Piano
regionale. Se i cittadini conoscono i fatti ed i dati possono pretendere dalla
amministrazioni pubbliche di cambiare strada: creando occupazione, risparmio di
soldi pubblici, riduzione della tassa, risparmio/recupero della materia, tutela
ambientale e della salute. Perché scegliere il peggio (o meno peggio) come
strategia ad alto costo, quando si può avere il meglio con bassi costi?
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Ebbene sì, alla fine, la Discarica di Ponticelli pare proprio essere causa di guai seri per politici e pubblici amministratori, oltre che per i fratelli Pizzimbone. Noi ne avevamo parlato già diverse volte e già molto è stato scritto sugli amici di Dell'Utri nel libro "Tra la via Emilia e il Clan". Adesso l'inchiesta della Procura pare stringere e, se non sarà fermata, porterà ad uno scrollone che giungerà sin dentro al Palazzo della Regione Liguria. Partiamo dagli indagati della Provincia di Imperia, tra cui l'ex Presidente Gianni Giuliano, appena eletto in Consiglio Regionale con il Pdl. Con questi sono iscritti nel registro degli indagati anche Alberto Bellotti, già assessore provinciale all'Ambiente; Sandro Barla, ex funzionario provinciale ed oggi dipendente del Comune di Sanremo; Daniele Sfamurri, funzionario della Provincia, oltre a Franco Minasso, geometra della Provincia. A loro si affiancano come indagati della Procura anche Pierpaolo Pizzimbone, Davide Bianchi e Luigi Bianchi della Ponticelli srl. L'accusa che accomuna i pubblici amministratori e funzionari è quella di abuso d'ufficio per il rilascio dell'autorizzazione a scaricare nell'area della discarica di Ponticelli. Su questi, stendo alle risultanze dell'indagine, si è accertato, come ricorda anche Il Secolo XIX che "dal 29 ottobre 2008 sino all'8 marzo scorso avrebbero commesso tutta quella serie di omissioni per favorire Pierpaolo Pizzimbone, Davide Bianchi e Luigi Bianchi, amministratori della Ponticelli s.r.l". Il reato per i magistrati è evidente: "nella consapevolezza dell'ingiusto vantaggio conseguente al comportamento abusivo, vantaggio che, nel caso in esame non poteva sfuggire ai funzionari pubblici, atteso che, col loro provvedimento illecito garantivano alla Ponticelli la continuità della gestione della discarica a seguito dell'ampliamento e, quindi, il conseguimento di cospicui profitti connessi alla gestione"...
C'è un mondo chiamato Futuro che rischiamo di non raggiungere. Non solo perché dietro alla partita dei rifiuti vi sono interessi economico-politici, mafia e corruzione... ma anche perché certi interessi sanno usare abilmente i "giochi di parole", cambiano significato ai termini... usano la buona fede e la speranza. In Italia c'è chi spaccia il ciclo integrato per "rifiuti zero". In Italia c'è chi spaccia "modificatori molecolari", "gassificatori", "torce al plasma",... come se fossero "rifiuti zero" e la soluzione. Sono falsi ambientalisti al servizio delle lobby del business dei rifiuti. Sono soggetti asserviti al blocco di potere trasversale che distrugge salute, ambiente e natura. O facciamo chiarezza una volta per tutte e spazziamo via questi faccendieri mascherati da "ambientalisti" o quel pianeta chiamato "FUTURO" non lo vedremo mai.
Ecco il documento di molteplici realtà italiane per l'appuntamento di Parma...