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I crimini organizzati dell'ambiente

Quando parliamo di criminalità ambientale in Liguria parliamo anche di criminalità organizzata. Nonostante le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi decenni, abbiano realizzato sulla carta tutta una serie di pianificazioni legate a strumenti sensati di programmazione (per esempio nel settore urbanistico, nell’attività estrattiva cave, nel settore energetico), sono venuti a mancare in effetti reali programmazioni che contenessero gli obiettivi strategici, indicazioni concrete.
Recenti inchieste in Liguria hanno messo in luce un sistema di corruzione nella nostra regione come ad esempio nel campo della gestione dei rifiuti. Se da una parte ci si preoccupa soprattutto dell’operatività delle imprese criminali a livello locale, dall’altra si rischia di perdere di vista il funzionamento (o meno) di istituzioni, amministrazione, politica, controllori, ispettori.

La criminalità in campo ambientale sembra così in grado non solo di operare con profitto nei settori ad alto impatto (edilizia, movimento terra, rifiuti, impianti da fonte cosiddetta rinnovabile, ecc.), ma di alterare dei principi e delle normative di tutela ambientale connesse alla corruzione fino all’area grigia dell’impresa e delle professioni (produzioni inosservanti dei vincoli, professionisti e tecnici conniventi) ed alla cosiddetta legalità debole.
La più usuale e consolidata filiera di gestione delle terre e rocce da scavo è quella connessa alla loro qualifica come rifiuti e alle conseguenti attività di smaltimento e recupero. Posto che sull’attività di smaltimento la normativa non è sostanzialmente mutata di recente in termini di procedure e metodologie, si intende focalizzare l’attenzione su ciò che concerne il recupero dei rifiuti per fini ambientali (ripristino, riempimenti, rilevati, riqualificazioni) ad oggi in crescita nella regione Liguria.
Negli ultimi anni in Liguria sono sorti diversi progetti relativi ad abbancamenti, riqualificazioni “ambientali” rilevati. Molti di questi interessano aree quali ex cave dismesse ormai abbandonate da decenni e quasi del tutto rinaturalizzate, ex discariche di rifiuti urbani e speciali chiuse, aree naturali con destinazioni urbanistiche alla salvaguardia ambientale e paesaggistica. Questi progetti di “riqualificazione ambientale” spesso prevedono opere edilizie minimali, ma con previsioni di enormi riempimenti/abbancamenti/rilevati identificabili come vere e proprie discariche. L’introduzione anche della cave nel circuito dello smaltimento di detti materiali, potrebbe aumentare a dismisura la potenzialità nell’illecita gestione dei rifiuti.
Indagini nazionali hanno più volte dimostrato come, proprio nella gestione illecita delle terre e rocce, trovi spazio l’azione criminale della criminalità organizzata, in particolare alle attività collegate al ramo dell’edilizia e delle grandi opere.

 

Tags: ambiente, Liguria, mafie, repubblica, blog mafie, attilio bolzoni, marco piombo

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