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Nessuna interferenza della Cancellieri per agevolare i Ligresti. La storia dei fatti

Nessuna interferenza della Cancellieri per agevolare i Ligresti. La storia dei fattiPartiamo dalla fine e torniamo indietro nel tempo, ricostruendo i fatti...

1) La Cancellieri non ha minimamente influenzato la valutazione e decisione in merito alla concessione dei domiciliari al posto della custodia in carcere. Lo ha detto la PROCURA DI TORINO.

2) La Cancellieri ha informato il DAP della situazione di salute che le era stata segnalata affinché verificassero la situazione per evitare possibili rischi di vita (segnalazioni che vengono fatte normalmente quando al Ministero giungono segnalazioni in merito a casi analoghi a rischio).

3) Il DAP non ha alcun potere e competenza in merito alle decisioni su sospensioni di detenzione o modifica della tipologia di custodia...

4) La PROCURA DI TORINO (che segue il procedimento a carico dei LIGRESTI) ha escluso categoricamente che la Cancellieri abbia portato ingerenze nel loro lavoro e nelle loro valutazione. Ha precisato (la PROCURA DI TORINO) che la modifica della detenzione in carcere con quella dei domiciliari è stata disposta dal GIP a seguito della Perizia Medica chiesta dalla stessa PROCURA.

5) La LIGRESTI Giulia ha poi patteggiato 2 anni e 8 mesi, oltre a multa di 20mila euro e la confisca del 31% delle azioni della società Pegasus (per un controvalore di circa 5 milioni di euro) e del 31% degli immobili riferibili alla stessa società (valore totale stimato tra 25 e 28 milioni di euro). Anche in questo caso il Patteggiamento non vede alcun ruolo del Ministro, in quanto è un accordo tra la PROCURA e DIFESA davanti al GIP (giudice terzo) che lo ha accettato.

Già questi cinque punti basterebbero per chiarire che non c'è stato alcun intervento a favore della scarcerazione da parte del Ministro Cancellieri. Ma visto che la mistificazione dei fatti prosegue (mentre alcuni puntano alla sostituzione del Ministro della Giustizia, portando al posto della Cancellieri, il Nitto Palma fedelissimo di Berlusconi), andiamo avanti a smontare il caso fondato sul nulla con cui si sta attaccando la Cancellieri...
 

L'indagine della Procura di Torino a carico dei LIGRESTI si sviluppa a seguito – come riporta il GIP nell'O.C.C. degli “esiti di un’ispezione di carattere generale svolta dall’ISVAP, nell’ottobre 2010, all’interno della Compagnia di Assicurazione Fondiaria-Sai”.

Ovviamente dei fatti contestati che sono emersi dall'ispezione ISVAP sono a conoscenza, oltre all'ISVAP stessa, ovviamente dei LIGRESTI e quindi, poi anche la Procura di Torino che apre un procedimento penale nel 2012.

Nel corso delle indagini la Procura di Torino acquisisce informazioni sul tentativo di sottrarsi alla Giustizia da parte dei LIGRESTI e richiede il 30 maggio 2013 – e con integrazione il 26 giugno 2013 – al GIP di Torino l'adozione della misura di custodia cautelare a carico dei LIGRESTI Jonella, Giulia Maria, Gioacchino Paolo, Salvatore e soci.

Il 12 luglio 2013 il GIP di Torino emette l'Ordinanza di Custodia Cautelare, come richiesto dalla Procura, a carico di LIGRESTI Jonella (in carcere), LIGRESTI Giulia Maria (in carcere), LIGRESTI Gioacchino Paolo (in carcere), LIGRESTI Salvatore (domiciliari) oltre che per ERBETTA Emanuele (in carcere), TALARICO Antonio (domiciliari) e MARCHIONNI Fausto (domiciliari).

Nell'O.C.C. in questione viene bene evidenziato che per i LIGRESTI vi era un elevato e concreto pericolo di fuga.

L'Ordinanza di Custodia Cautelare viene eseguita il 17 luglio 2013.

Non è emerso in alcun modo che i LIGRESTI abbiano tentato di chiedere ed ottenere un aiuto per sottrarsi all'indagine ed alle conseguenze di queste al Ministro Cancellieri. Così come non risulta coinvolto nell'inchiesta il figlio della Cancellieri. Così come non risulta nemmeno – ed è ovvio - che la Cancellieri fosse informata o si fosse informata di quell'indagine sui LIGRESTI.

Terminato questo primo sunto ognuno può trovare conferma di quanto riportato nel testo integrale dell'Ordinanza di Custodia Cautelare che pubblichiamo

Il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri non ha certamente avuto nelle mani l'O.C.C. (tanto per dimostrare quanto si muovesse per aiutare i LIGRESTI come qualcuno sostiene) quando, quel 17 luglio 2013, chiamò la Gabrielle FRAGNI. Non sapeva quali fossero gli elementi contestati dalla Procura di Torino e dal Gip ai LIGRESTI e non sapeva, ovviamente, nemmeno che questi stessero preparando una concreta fuga per sottrarsi all'azione penale. Ha compiuto quella telefonata privata per esprimere una vicinanza umana a persone che conosceva da lungo tempo... e siamo certi che se avesse saputo quanto emergeva dall'indagine e dall'Ordinanza di Custodia Cautelare, considerando il suo senso dello Stato, quel dialogo con la FRAGNI avrebbe avuto toni ed parole ben diverse.

Quel dialogo in amicizia (privato), tra la FRAGNI e la Cancellieri testimonia ulteriormente che la Cancellieri non si interessasse in alcun modo della vicenda giudiziaria dei LIGRESTI. Il fatto che traspare in quell'intercettazione è che la Cancellieri non sapeva nulla dell'indagine e delle ragioni dell'esigenza cautelare... dimostrando che non usò il suo ruolo di Ministro della Giustizia per acquisire informazioni sull'inchiesta a carico dei LIGRESTI.
Inoltre a differenza di gran parte dei politici e di altri Ministri ed ex Ministri, non solo non si è mai informata delle indagini in corso sui LIGRESTI, amici di vecchia data, ma la Cancellieri non ha nemmeno mai pronunciato una sola mezza presa di posizione pubblica che potesse condizionare l'opinione pubblica e, con questa, anche i Magistrati. Se eravamo abituati a politici e Ministri che appena scattava un arresto si mostravano pubblicamente nell'esternare la loro solidarietà agli arrestati (e spesso anche ai condannati per gravi reati) e nel tuonare dichiarazioni di convinzione assoluta di innocenza, la Cancellieri non ha mai proferito pubblica parola in merito, con alto rispetto del ruolo di Ministro della Giustizia e tenendo per se e quella conversazione privata (resa nota solo ora da chi ha diffuso l'intercettazione) le sue personali opinioni nell'immediatezza degli arresti e senza conoscere il merito dell'inchiesta e della misura cautelare. Se mai avesse detto pubblicamente una sola parola di difesa dei LIGRESTI, oggetto di indagine e di arresto, allora sì che la Cancellieri, Ministro della Giustizia, avrebbe compiuto un atto scorretto di cui chiederle conto. Così come scorretto e grave sarebbe stato se avesse in un qualsivoglia modo cercato di screditare quanto era emerso dal lavoro della Procira... Ma non lo ha fatto. Ha tenuto pienamente fede al dovere di rispetto della Magistratura e di rispetto dell'azione penale autonoma ed indipendente. La vicinanza umana espressa in quella conversazione, che è vicinanza privata, personale, che non esonda nel ruolo e sul ruolo pubblico, qualcuno lo considera come peccato originale, e gli assegna una dimensione pubblica, ministeriale, che invece non ha e non ha avuto.

Un dettaglio che ai “censori” sfugge. Anche in questo caso. Che ora, forse, mettendo i tasselli uno accanto all'altro, dovebbe essere impossibile da eludere. Ma conoscendo la perseveranza di certi mistificatori, andiamo avanti per smontare ulteriormente la mistificazione montata contro la Cancellieri...

 

Veniamo al punto più “dibattuto” nel tentativo di imputare alla Cancellieri un comportamento scorretto e da dimissioni. La scarcerazione della LIGRESTI Giulia... 

Prendiamo la cronistoria, ricostruita da Il Secolo XIX - unica testata che ha messo in fila le date così da rendere chiara la questione della LIGRESTI Giulia – dopo gli arresti del 17 luglio 2013:

2 agosto - Giulia LIGRESI chiede di patteggiare la pena.

5 agosto - Valeria Climaco, responsabile dei servizi educativi all’interno del carcere di Vercelli, dove Giulia è detenuta, segnala alla psicologa referente, Emanuela Ghisalberti, un «peggioramento delle condizioni di salute» di Giulia. Comincia un ciclo di visite.

6 agosto - Il gip Silvia Salvadori, nonostante il parere favorevole della procura, respinge l’istanza di scarcerazione.

14 agosto - La direttrice pro-tempore del carcere, Giuseppina Piscioneri, riceve dalla Climaco e da Samuela Cuccolo, comandante della polizia penitenziaria, la relazione della psicologa Ghisalberti (redatta il 12 agosto) e la trasmette subito agli Uffici Giudiziari di Torino.

17 agosto - Il «Corriere della Sera» pubblica un articolo sui problemi di salute di Giulia LIGRESI. Nel pomeriggio (ore 18:54) Gabriella FRAGNI telefona ad Antonino LIGRESTI, fratello di Salvatore, e gli chiede di contattare il ministro.

18 agosto - Antonino LIGRESI tenta di contattare la Cancellieri per due volte: alle 17:19 non riceve risposta, alle 19:33 lascia un messaggio.

19 agosto - Il procuratore Vittorio Nessi affida al medico legale Roberto Testi il compito di visitare Giulia. Alle 13:33 la Cancellieri chiama Antonino LIGRESTI, che alle 14:25 telefona alla FRAGNI: «Ho stabilito il contatto». Il ministro dirà al procuratore Nessi che il giorno stesso («a memoria, il 18 o il 19 agosto») ha «sensibilizzato» i due vicecapi del Dap, Francesco Cascini e Luigi Pagano, «perché facessero quanto di loro stretta competenza».

20 agosto - La FRAGNI viene interrogata in procura a Torino per dare conto delle telefonate.

21 agosto - Antonino LIGRESTI invia un sms al ministro chiedendo se ci sono novità. La Cancellieri risponde di avere segnalato la cosa.

22 agosto - Il procuratore Vittorio Nessi va a Roma per ascoltare la Cancellieri.

26 agosto - Il medico Testi visita Giulia. «La permanenza in carcere costituisce un concreto danno per la salute del soggetto», scrive nella relazione.

28 agosto - Su richiesta della procura di Torino, Giulia LIGRESTI ottiene gli arresti domiciliari.

A questo va aggiunto, come abbiamo ricordato all'inizio, che la LIGRESTI Giulia , il 3 settembre 2013 ha patteggiato 2 anni e 8 mesi di reclusione, oltre ad una multa di 20mila euro e la confisca del 31% delle azioni della società Pegasus (per un controvalore di circa 5 milioni di euro) e del 31% degli immobili riferibili alla stessa società (valore totale stimato tra 25 e 28 milioni di euro).

E quindi evidente che le preoccupanti condizioni di salute della LIGRESTI Giulia erano state evidenziate già prima (5 agosto 2013) che la Cancellieri fosse contattata da Antonio LIGRESTI (18 agosto 2013). Si badi bene che la PROCURA DI TORINO si era già espressa a favore della scarcerazione in data 6 agosto 2013 cioè 12 giorni prima che Antonio LIGRESTI contattasse la Cancellieri. Non solo. Se i LIGRESTI chiedevano ed auspicavano che la Cancellieri si muovesse per la scarcerazione della LIGRESTI Giulia sono rimasti delusi perché la Cancellieri si è limitata – come in altri casi – a segnalare le gravi condizioni di salute segnalategli (già riscontrate dal Medico del carcere come abbiamo visto il 5 agosto) all'Amministrazione Penitenziaria affinché agissero per quanto di competenza, e non ha in alcun modo cercato di condizionare o influenzare la Procura di Torino ed il Gip di Torino!

Quando vennero disposti i domiciliari, il 28 agosto 2013 "la Repubblica" scriveva: "Sono stati concessi gli arresti domiciliari a Giulia Ligresti, figlia di Salvatore Ligresti: il tribunale di Torino ha accolto un'istanza presentata dai pubblici ministeri Vittorio Nessi e Marco Gianoglio. La Ligresti ha perso circa sei chili nel periodo della sua detenzione, che è iniziata il 17 luglio, giorno nel quale è stata condotta nel carcere di Vercelli dopo l'ordine di custodia cautelare spiccato dal gip Silvia Salvadori per l'inchiesta Fonsai. Lo scrive il medico legale Roberto Testi nella relazione consegnata nei giorni scorsi ai pm Nessi e Gianoglio, che lo avevano incaricato di valutare le sue condizioni di salute e la loro compatibilità col regime carcerario. Un parere che ha spinto i magistrati del capoluogo piemontese a concederle, appunto, gli arresti domiciliari". 
Era chiaro - e nessuno sollevava dubbi - che si fosse in presenza di una situazione di salute critica che ha indotto il medico e quindi i magistrati a quella scelta. Ora invece tutto ciò è stato dimenticato, cancellato. 

Qualcuno solleva la critica al fatto che la Cancellieri ha segnalato al DAP le condizioni critiche di salute della LIGRESTI Giulia perché tale trattamento, secondo i “censori”, sarebbe solo frutto dell'amicizia della Cancellieri con i LIGRESTI, ovvero un favoritismo da parte dell'amica che è Ministro. Questa critica si infrange però sulla realtà. Infatti la Cancellieri da Ministro della Giustizia è intervenuta – come rende noto direttamente e come è pronta a documentare (ma nessun parlamentare che oggi ne chiede le dimissioni ha mai pensato di interrogarla su questo!) - almeno in altri 110 casi, segnalando al DAP le situazioni critiche di cui era venuta a conosce. Lo dichiara la stessa Cancellieri: “Sono intervenuta in almeno 110 casi, segnalando al Dipartimento di amministrazione penitenziaria casi analoghi a quello di Giulia Ligresti, cioè casi di detenuti per i quali c’erano questioni particolarmente delicate di salute o motivi umanitari”.

Casi umanitari che non si chiamano LIGRESTI, che non hanno cognomi di potenti e che comunque, come anche nel caso della LIGRESTI Giulia, sono state affrontate dal Ministro Cancellieri con le apposite segnalazioni al DAP. Qualcuno come Stampa ed Avvenire ne hanno dato notizia, altri, i "censori" continuano invece a far finta di nulla, perseverano ad ignorare i fatti.

I fatti pare non contino proprio ormai... in Italia ci si basa sul falso e su questo si costruiscono campagne. Cercare di riportare l'attenzione ai fatti, alle date è quasi inutile. Si rischia solo essere travolti da un'ondata di insulti... Anche perché poi, quando metti i fatti reali, documentati, all'attenzione dei “censori” questi allora ti spostano il discorso su altro e si arriva ad altre surreali ricostruzioni...

E' così che ti viene risposto: la Cancellieri lo ha fatto perché suo figlio lavorava per i LIGRESTI ed ha preso un'ingente liquidazione! Ora se è vero che il figlio lavorava per la Fonsai (ma è altrettanto vero che i fatti contestati dalla magistratura risalgono a ben prima che questi andasse a lavorare a Fonsai, tanto da non essere coinvolto nell'indagine e basta leggere l'Ordinanza di Custodia Cautelare che abbiamo pubblicato per rendersene conto) ed è anche vero che ha preso un'ingente liquidazione, bisogna considerare anche le date... Infatti il figlio della Cancellieri iniziò a lavorare alla Fonsai nell'agosto 2011. In allora la Cancellieri era un Prefetto in pensione. Diventerà Ministro dell'Interno il 16 novembre 2011 e Ministro della Giustizia il 28 aprile 2013. Ora se è vero che i LIGRESTI potevano sapere di aver qualche problemino con la Giustizia quando hanno assunto il figlio della Cancellieri, è evidente che di questi problemi il figlio della Cancellieri, e la stessa Cancellieri, non ne sapevano nulla (si tenga anche presente che il fascicolo della Procura di Torino è stato aperto nel 2012). Inoltre anche un bambino capirebbe che solo con la sfera di cristallo i LIGRESTI avrebbero potuto dire, nel 2011: assumiamo il figlio della Cancellieri perché poi questa diventerà a fine anno Ministro dell'Interno, ma poi cadrà il Governo Monti e quindi, in una situazione di instabilità con le elezioni che si terranno nel 2012, si formerà un nuovo Governo con Letta dove la Cancellieri diventerà Ministro della Giustizia e così, quando ci arresteranno, noi le chiederemo aiuto!
Ecco se anche i bambini capiscono che un ragionamento di questo tipo non sta in piedi, a meno che i LIGRESTI non avessero la sfera di cristallo per prevedere il futuro, i “censori” della Cancellieri, da “Il falso quotidiano” di Travaglio agli esponenti M5S (che considerano umanitari solo i casi seguiti da loro), fanno finta di non capirlo ed insistono per le dimissioni (per la gioia di Berlusconi che può sperare in un fedele Nitto Palma al Ministero della Giustizia, che a differenza della Cancellieri non direbbe mai che non si possono amnistiare i reati commessi da Silvio Berlusconi).


P.S.
Di oggi la notizia che anche la Jonella LIGRESTI, ha deciso di patteggiare, come riporta il Corriere: “La proposta di pena, su cui c’è l’accordo con i pm di Torino Vittorio Nessi e Marco Gianoglio, dovrebbe essere di 3 anni e 4 mesi, un po’ più dei 2 anni e 8 mesi patteggiati dalla sorella Giulia, che non aveva incarichi operativi in Fonsai”.

AGGIORNAMENTO 03.11.2013
Anche 
Francesco Cascini, vice capo del DAP smentisce senza ombra di dubbio la correttezza di quanto fatto dal Ministro Cancellieri:
"Non è vero che ci siamo interessati perché era amica del ministro" perché sul caso di Giulia Ligresti ci si era già attivati prima della telefonata di Annamaria Cancellieri, "ma se il caso non ci fosse stato noto io mi sarei attivato eccome; me ne sarei interessato personalmente, come faccio o cerco di fare per ogni situazione a rischio di cui vengo a conoscenza. E sarebbe assurdo il contrario". Ed aggiunge: "È del tutto evidente che io non mi sia sentito pressato o condizionato dalla segnalazione del ministro anche perché quella richiesta di interessamento non è stata la prima, né probabilmente l'ultima". Poi ricorda che oltre alle segnalazioni da parte del Ministro “Solo nell'ultimo anno ci sono stati segnalati 1.200 casi di autolesionismo e 300-400 di sciopero della fame", segnalazioni che, oltre che dal Ministro, arrivano anche da "detenuti, familiari, Garanti, parlamentari. Non ce n'è una che non venga istruita".

 


 

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