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Esperienze straordinarie e vergognose ipocrisie

Bisogna sempre guardare al positivo e mai posare solo l'attenzione a quanto di negativo ci circonda. Ecco alcune riflessioni, anzi alcuni esempi... molto concreti...


Nel mondo del lavoro, anzi nel Sindacato, ci sono i "servi" e "complici" come abbiamo più volte visto ma ci sono anche persone straordinarie. Claudio Porchia, Segretario della CGIL di Imperia, ad esempio, ha portato avanti un lavoro da vero rappresentante dei lavoratori in quella terra di Imperia, ha creato un sito internet sempre aggiornato per raccontare quella realtà e denunciare quel trasversale partito del cemento e degli affari, che ogni giorno combatteva (e combatte!). E' stato "premiato" prima dagli insulti di Claudio Scajola (che c'aveva già l'accordo con i Ds anche per la Piattaforma di Vado oltre che per i nuovi porti) e quindi con l'isolamento promosso dalla CGIL! Proprio come Giuseppe, della Fillea CGIL di Locri - Reggio Calabria, che non rinunciava a difendere i diritti dei lavoratori con continui quotidiani controlli nei cantieri, ricevendo continue intimidazioni. Anche lui è stato "premiato" impedendogli di continuare! Intanto altri sindacalisti intrattengono ottimi rapporti con i cantieri (e le ditte) di faccendieri, quando non addirittura di "professionisti" indicati, dai Rapporti investigativi, quali appartenenti ad organizzazioni mafiose, indagati per molteplici e gravi reati (corruzione, voto di scambio,...).

Ma andiamo avanti... vediamo le mobilitazioni antimafia. Importanti occasioni di risveglio delle coscienze e di impegno civile, necessarie per non delegare al solo aspetto giudiziario quella lotta che, come affermava Paolo Borsellino, deve essere prima di tutto un movimento cultura, anche religioso. Come è possibile quindi promuovere queste con la presenza di personaggi la cui vita è segnata dalla contiguità e connivenza con le cosche? Non lo sarebbe, non dovrebbe essere possibile. Ed invece accade. Non solo quanto ci raccontano Lirio Abbate e Peter Gomez nel libro "I Complici" è inquietante, con il Campanella che organizza per conto di Cosa Nostra le manifestazioni antimafia benedette da Provenzano... non solo per Berlusconi e Dell'Utri che ritengono il boss Vittorio Mangano come un eroe... vi è di più. Infatti vi sono indagati dall'Antimafia che non solo erano componenti dell'Antimafia, ma che continuano a partecipare ad iniziative contro le mafie in lungo ed in largo per il Paese. Di chi parliamo? Della signora Maria Grazia Laganà Fortugno, ovvero dell'ex responsabile personale e vice direttore sanitario di quella Asl di Locri sciolta perché infiltrata sino al midollo dalla 'ndrangheta. Di quella signora che con il padre ed il marito parlava telefonicamente con gli esponenti della cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti, una delle più pericolose e potenti della mafia calabrese. Quella signora che con il marito era compare d'anello di uno degli indagati per l'omicidio del marito. Quella signora che negava che la 'ndrangheta avesse mai avuto interessi o mire sulla Asl di Locri. Quella signora che si è alleata in politica con Domenico Crea, arrestato nell'operazione Onorata Sanità. Quella signora di cui abbiamo tanto parlato anche perché da una parte insultava i pm della DDA di Reggio che indagano su di lei, dandogli degli incompetenti e superficiali, e dall'altra, con i suoi stessi avvocati, si associava come parte civile all'impianto accusatorio di quegli stessi pm della DDA di Reggio nel processo per l'omicidio del marito. Ecco voi andreste mai ad una cena antimafia con una persona così? Noi no. Come non ci possiamo sedere a convegni e grandi parate promosse dai movimenti dagli slogan altisonanti che per far cassa se ne inventano di tutti i colori, partendo dal chiedere patrocini a Istituzioni corrotte ed arrivano ad ospitare personaggi della politica e delle istituzioni che con la "legalità" proprio non c'entrano nulla e che spesso fondano il proprio consenso sul voto di scambio.

Ma andiamo ancora avanti... vediamo un grande movimento-coordinamento che coinvolge ragazze e ragazzi da nord a sud, che hanno la voglia del cambiamento e la determinazione di mettersi in gioco. Ragazze e ragazzi (e non solo) straordinari che vogliono sporcarsi le mani e ci mettono l'anima. E che troviamo qui? Una delle tante "scalate" Unipol, alias diessine. Questa volta non tratta di una scalata ad una banca, bensì ad una delle più grandi organizzazioni-reti antimafia. Direttamente e con la propria Fondazione, Unipol è la principale fonte di introiti economici di questa struttura. Se poi aggiungiamo quello che è l'altro "contributo" dato dal "gemello" mondo della Coop, allora, il "peso" economico diviene pressoché totale. Con questo dato diviene, quindi, difficile poter pensare che la struttura sia libera da condizionamenti, non vi pare? Quindi che si possano spiegare, ad esempio, così le remore ad attaccare la gestione disastrosa e nefasta dei beni confiscati che il Demanio (attraverso una delle tante società dei Visco Boys) porta avanti? E ancora: che si possano spiegare così certe remore (e rese) a difendere i diritti ad un effettiva protezione ed azione di reinserimento sociale dei testimoni di giustizia e dei loro familiari che non accettano le "disposizioni" ministeriali? A voi ogni valutazione!
Ma vi è di più. La stessa organizzazione può, per promuovere un'iniziativa lodevole per la sua valenza etica, partecipare ad eventi organizzati da strutture (legate ad esponenti diessini ed amministratori pubblici diessini) che accumulano fondi neri e che "gestiscono" le pratiche dei finanziamenti europei per società che praticamente non esistono neppure? A noi pare di no...

Certo noi siamo "piccoli", ogni giorno dobbiamo stringere la cinghia per poter andare avanti, ma non siamo in vendita ne in affitto. Non accettiamo di fare equilibrismi di lotta dura con parole altisonanti e poi tacere nomi, fatti, circostanze. Non accettiamo di fare retorica memoria ed impegno di facciata rinunciando a fare inchiesta sul campo, a denunciare pubblicamente ed alle autorità preposte, i nomi, i fatti e le circostanze. Scusateci noi non ci riusciamo a giocare con i principi ed i valori in cui crediamo ed in cui credono quanti con noi vogliono percorrere questo cammino. Noi ci mettiamo la faccia, ci sporchiamo le mani... ci assumiamo la responsabilità di ogni nostra azione e non accettiamo alcun compromesso. Lo abbiamo sempre detto: non siamo e non saremo mai di parte, non accetteremo mai di chinarci a questa o quella parte del comitato d'affari trasversale, fatto di collusioni e corruzione, che è oggi la "politica". Non intendiamo candidarci o parteggiare per alcuno schieramento politico, ma solo sostenere ogni movimento civile che abbia come noi gli stessi obiettivi di cambiamento sociale e culturale di questo disgraziato Paese. Siamo indipendenti e resteremo tali, perchè per noi la lotta alle mafie è questione di civiltà che non può essere mai piegata (o condizionata) da questo o quel potere politico o economico. Ogni inchiesta che abbiamo promosso e che promuoveremo è imparziale, sembra basata sui fatti e mai su opinioni, mai dettata da opportunismi e convenienze. Noi siamo così... e non possiamo tacere sulle vergognose ipocrisie che vediamo perpetuarsi nell'inganno di quelle sane speranze di quei ragazzi e quelle ragazze che credono e vogliono davvero costruire una società diversa... una società responsabile!

Ci sono gruppi di ragazzi e ragazze che si organizzano, senza bandiera e senza tessera, per portare avanti queste battaglie... per informare prima di tutto, per osservare quello che accade intorno, senza mai voltarsi dall'altra parte, avendo il coraggio di denunciare e di proporre, di mettere in campo azioni concrete anche rischiando. Noi siamo con loro. Siamo con coloro che hanno la forza di non vendere la propria dignità per qualche soldo o per una posizione. Siamo con quanti credono che sia possibile costruire davvero - perchè lo è - una comunità fondata veramente su una legalità legata, indissolubilmente, alla giustizia sociale. Quindi se è vero, come pensiamo fermamente, che è in questi ragazzi ed in queste ragazze il futuro, crediamo che non ci si possa prendere gioco di loro, che non si possa tradire la loro fiducia e il loro impegno. Tradire loro vuol dire tradire quella speranza di futuro, stroncare la loro passione ed il loro impegno per cui noi stessi si dichiara di volerci impegnare. E noi non vogliamo tradire questa speranza... andremo avanti con fatica, ancora più isolati di ieri... ma con correttezza e coerenza... da uomini liberi, senza sponsor, senza collaborazioni o patrocini ingombranti... senza padroni!



Leggi anche:
Vittime di mafia e di "normalizzazione"
di C.Abbondanza - R.Anguillesi - B.Calasanzio Borsellino [13.05.2008]

 

Tags: antimafia, legalità, condizionamenti, diritti, movimenti, associazioni, piegate

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