Nella Locride la "legge" è diversa...
C'è una terra martoriata, par alcuni occasionalmente"prediletta". Ci sono selciati di paesi intrisi di sangue. E la giustizia? Qui i fascicoli e le inchieste sono spesso coperte da una polvere color carbone, quando le vittime non hanno nomi, ruoli, appartenenze eccellenti. E' la Locride.
Un ragazzo viene ammazzato, sotto casa. Viene colpito da una mano assassina, armata di un fucile a canne mozze, nascosto dietro un muretto ma ben visibile dalle finestre e dai balconi di quelle case abitate della via. Questo ragazzo non ha commesso delitti, non aveva padrini o protettori. Ha voluto continuare a vivere in quella terra, crearsi una piccola cooperativa per un lavoro onesto,... tanti sanno che ha amato una donna sposata e da questa ha avuto un figlio...
Qualcuno lo ha condannato a morte, in quella terra che non tollera chi ama la vita e la libertà. Qualcuno che ha molteplici contatti con uomini della 'ndrangheta non voleva che quel padre vivesse. Tutti sapevano di quella condanna e nessuno avvisò quel ragazzo, nè la sua famiglia. L'omertà è la regola, il piegarsi a sudditi dei mafiosi è la norma. Deve essere per questo che quando la madre denunciò i fatti alla magistratura qualcuno che ha" strette frequentazioni" con la Procura l'avvertì che aveva sbagliato, che "aveva violato la rete degli equilibri di quell'ambiente ".
Sì, quegli equilibri che concedono ad una madre di piangere, urlare il suo dolore, magari anche armare qualcuno per farsi, da sola, vendetta, ma che non accettano, non tollerano che ci si rivolga allo Stato per avere Giustizia. A distanza di anni e di inimmaginabili sforzi della famiglia di quel ragazzo si hanno le prove di quel suo piccolo figlio , un altro sopravvissuto. Si hanno le prove dei legami con le cosche mafiose del mandante, si vocifera che un presunto esecutore sia scomparso, latitante, o morto perché avrebbe parlato(?!). Per la morte di quel ragazzo di parla di migliaia di euro...Tante battaglie, per rompere quel silenzio complice - che continua ad uccidere e che continua a non indignarsi lasciando quel bambino in un ambiente intriso di cultura mafiosa - battaglie portate avanti con coraggio dalla sua famiglia, la madre sopravvissuta, sulla tomba di suo figlio viene aggredita con un avvertimento mafioso: se non la pianti ammazzo anche te come è stato per lui. Ad aggredirla, nel settembre 2006 è chi oggi, a distanza di 43 mesi, non è più indagato quale mandante dell'omicidio di suo figlio. A quest'individuo non è stato ancora chiesto conto o ragione. Lei denuncia tutto e non si piega. Iniziano quindi gli attacchi nel suo ambiente di lavoro, le diffamazioni, l'isolamento sempre più netto per non aver rispettato la "legge" di quella terra. Continuano le "ambascerie" e le minacce, e i pedinamenti e gli insulti.
Oggi, forse dovremmo pensare che quella sia veramente la "legge" della Locride, visto che il Procuratore ha archiviato l'indagine sulla mano assassina e sul mandante che hanno spezzato la vita di Massimiliano. Ha archiviato affermando che l'indagato che potrebbe essere mandante è un "incensurato" e che ha un alibi, un video amatoriale di una festa di compleanno che lo riprende e poi mostra un un orologio a muro che indica l'ora esatta dello sparo... E' normale che quando vai ad una festa di compleanno ti inquadrino bene in mezzo agli altri per poi spostare l'inquadratura su un orologio a muro ben distante dalla festa...ma, come dice il Procuratore, è un incensurato, non si può pensare che quel video sia stato fatto appositamente per creare un alibi... e poi il fatto che forse sfugge al Procuratore è che il mandante mica doveva essere sul luogo del delitto, anzi... Si trovava, comunque, ad un km in linea d'aria dal luogo dell'agguato a Massimiliano, in cucina con i genitori di un ragazzo 18nne. Ignari? Compiacenti? E le lancette dell ‘ormai famoso orologio non segnano mai i minuti primi....il tempo si è fermato, quella sera. Rapito in quella loro allegria di festa.
In giro si dice anche che il fratello dell'"ex" indagato quale mandante è sparito, è latitante, è morto, è andato a spasso, nessuno pare lo cerchi; nessuno se ne dà pena? Che ci possiamo fare? E no! Qui si deve fare giustizia signor Procuratore! Viene da urlarglielo in faccia, dopo averlo visto e ascoltato su "Chi la visto?". Viene da ricordare che la Giustizia va garantita e tutelata, ed affermata senza mai piegarsi ad amici degli amici. Viene da ricordare che le armi al presunto mandante sono state sequestrate dalle Forze dell'Ordine quando, dopo l'aggressione alla mamma di Massimiliano, sono entrate nell'arsenale "familiare" portando via tutta la ferraglia ricomprata dopo una certa rapina.
Viene da ricordare che non si possono assecondare gli equilibri di quella cultura mafiosa che dominano nella Locride, e perseguire solo i delitti eccellenti... non può assolvere, davanti a prove quanto meno indiziarie chiare, e parallelamente citare a giudizio per diffamazione quella madre che, unica nella Locride, si è rivolta allo Stato e non ai clan mafiosi per chiedere Giustizia , tenendo fede a quella promessa implorata, prima di morire, dal suo Massimiliano. Un figlio esumato, su decreto della Procura di Locri, a garanzia di persone indagate.
La Procura in quella terra "prediletta" di sangue e omertà riapra quel fascicolo , presto, per non rischiare di incrinare ulteriormente quella credibilità della Giustizia insufficiente che in quella terra costringe tanti cittadini a tenere il capo chino all'ordine e al passaggio degli 'ndranghetisti e dei loro sodali.
Quella madre ci ha personalmente confidato, con grande amarezza, che di lei "sono state misurate perfino le lacrime, e che" si sa che molti sanno....ma non parlano poichè lei non " non è apparsa" sufficientemente dolente, dunque non ha il consenso della società civile (?), anzi " ha spaccato il fronte delle vittime", perchè non le manda a dire , le sue opinioni.
Sappiamo che la massoneria in quella terra è forte... lo è anche in Liguria. Sappiamo quindi che lì vi sono equilibri condizionabili, come vi sono anche in Liguria. Si dimostri che non esistono condizionamenti e si affermi la Giustizia... questo è un Dovere, non una scelta!
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