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Politica & Lobby - la piattaforma di Vado

Vado Ligure, i diessini tirano diritti…
Le dimissioni degli assessori e vice-sindaco di Vado Ligure, la mobilitazione popolare contro un nuovo deturpamento dell’ambiente non intacca l’arroganza “diossina”. D’altronde chi è il grande sostenitore delle grandi opere e delle speculazioni edilizie nella nostra regione? Il partito dei Democratici di Sinistra, nella grande alleanza con il gruppo Scajola-no. Il partito trasversale degli affari, dei mattonati, non ha limiti e quando qualcuno chiede che si faccia un referendum per ascoltare il parere dei cittadini (che le amministrazioni dovrebbero rappresentare!) la risposta è: no. Il sindaco diessino di Vado Ligure ha risposto che di referendum non se ne parla perché i cittadini di Vado Ligure non possono arrogarsi il diritto di decidere su “un’opera nazionale”. Naturalmente ha anche aggiunto che se i dimissionari non torneranno indietro lui nominerà nuovi uomini ed il Consiglio approverà l’accordo di programma per la Piattaforma di Vado Ligure! Che sensibilità ambientale, istituzionale e democratica, quella del Giacobbe, davvero strepitosa. Ahh, per chi non lo avesse capito si tratta di quella piattaforma che occuperà il fronte mare di Vado Ligure e che deve essere ancora approvata, ma si sa già che chi la realizzerà e la gestirà ( la Maersk e l' interesse di Marcellino Gavio ). Una piattaforma di 250.000 metri quadrati che cancellano il mare e portano un po' di traffico... tutte bazzecole, insomma!

ecco una breve rassegna degli ultimi articoli dal sito di Uomini Liberi...



VADO: CRISI APERTA!
Con le dimissioni degli assessori della Margherita e del gruppo "delle firme" si è aperta la crisi della giunta Giacobbe fallisce così il tentativo DS di fare accettare alla popolazione vadese un disegno devastante per la rada di Vado, nel silenzio omertoso dei sedicenti Verdi, di Rifondazione provinciale e del centrodestra.

LA SCONFITTA DELLE LOBBY!!!
La prima sconfitta delle oligarchie politiche ed economiche che governano la nostra regione, forse, è all'orizzonte. Le dimissioni degli assessori vadesi che chiedono inutilmente una consultazione popolare sul progetto destinato a ridurre la costa di Vado Ligure ad un ininterrotto deposito di contenitori, va sostenuta con forza da tutti coloro che credono alla partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche. Non possiamo, per ignoranza o buonafede, sostenere battaglie contro la torre di Fuksas o il Crescent e dimenticarci di che cosa si prospetta a Vado. Questa città, già duramente penalizzata dalla centrale, dalle discariche, da veleni di tutti i generi, antichi e recenti, può, se lo vorremo, evitare la sorte di Sestri.
Dipende da noi: le consorterie sono forti, ma la volontà dei cittadini può sovrastarle!!!

LIGURIA: REGIONE APPROVA DEFINIZIONE URBANISTICA PORTO VADO LIGURE
(ASCA) - Genova, 7 ago - La Giunta Regionale ligure ha approvato oggi la definizione urbanistica del porto di Vado Ligure e dell'area urbana retrostante. Lo hanno reso noto oggi il presidente Claudio Burlando e l'assessore Carlo Ruggeri al termine dell'ultima seduta di giunta prima delle ferie estive. Il progetto preliminare della piattaforma - 250 mila metri quadri sul mare, con banchine utili di accosto per 1.400 metri lineari - consentira' di portare la movimentazione dei container da 250 mila annui a 1 milione, e produrra' 650 posti di lavoro diretti (oltre un migliaio con il primo indotto). Contestualmente avviene la definizione urbanistica del fronte mare di Vado, la cui riqualificazione consentira' inoltre un recupero a funzioni sociali di alcuni tratti di litorale con la realizzazione di strutture pubbliche e sportive, con particolare riguardo alla spiaggia davanti a Porto Vado.
   A tal fine il Comune di Vado Ligure ha effettuato un concorso internazionale di idee vinto dal gruppo dell'architetto Paolo Cevini e, d'accordo con la Regione Liguria , intende approvare e realizzare le opere urbane e portuali unitamente al tema dei collegamenti infrastrutturali con la realizzazione di un nuovo svincolo autostradale che consentira' alle merci di non interferire con la citta'. L'investimento relativo al porto di Vado Ligure e dell'area urbana retrostante sara' di 450 milioni di euro: 150 di investimento privato del consorzio guidato dal gruppo Maersk, 80/90 di investimento pubblico tradizionale ed il rimanente finanziato con l'extra gettito derivante da IVA e accise come stabilito dalla Finanziaria 2007 (comma 990) sulle opere portuali. ''Si tratta del primo caso in cui viene applicata la legge in Italia - ha dichiarato il presidente Burlando - Lavoreremo con il Governo perche' questa applicazione possa essere estesa nella Finanziaria 2008 anche alle opere ferroviarie e stradali''.

 

 

Tags: vado ligure, claudio burlando, porto, maersk, piattaforma, giacobbe, ruggeri

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