Genova, arrestato presunto omicida di Alessi
14.05.2007 – dal sito di Primocanale
Genova, arrestato presunto omicida di Alessi
E' il cognato, Umberto Pitino, un pregiudicato di 62 anni, il presunto omicida di Giuseppe Alessi, il pregiudicato trovato ucciso a coltellate il 21 aprile scorso nella sua abitazione nei vicoli del centro storico di Genova. Pitino è il marito di Francesca, sorella della vittima. L' uomo è stato arrestato nella notte dai carabinieri in un albergo del quartiere della Foce su ordinanza di custodia cautelare del gip Lucia Vignale. Gli investigatori ipotizzano che il movente dell'omicidio sia economico. Al momento dell'arresto Pitino non ha opposto resistenza e ha seguito i carabinieri. Ora è detenuto nel carcere di Marassi in attesa di venire interrogato dal gip. Le indagini sono ancora in corso per chiarire nei dettagli il movente e se, oltre a Pitino, nell' abitazione della vittima fosse presente qualche altra persona. L' arma del delitto, presumibilmente un grosso coltello da cucina, non è stata ancora trovata. Ad indirizzare gli investigatori verso il cognato sarebbero numerosi indizi tra cui, secondo indiscrezioni, tracce di Dna lasciate nell'appartamento dell' omicida in seguito ad una breve colluttazione con il suo assassino. Sia la vittima che il cognato hanno precedenti per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Pitino, personaggio molto noto alle forze dell' ordine, anche statunitensi, ha già scontato 20 anni di carcere. Nel 1993 venne arrestato a Genova da dove, utilizzando un nome falso, aveva tentato di importare in Italia oltre 50 chilogrammi di cocaina. Precedentemente il pregiudicato era stato protagonista di una fuga rocambolesca da un carcere americano dove doveva scontare una condanna a 40 anni di reclusione. Venne inoltre arrestato nel 1994, sempre nel capoluogo ligure, nell' ambito dell'operazione "Zapatos" in cui venne sgominata un' organizzazione specializzata nel traffico internazionale di cocaina. Secondo la prima ricostruzione fatta dagli inquirenti, Alessi aveva aperto la porta di casa ad una persona che conosceva. La vittima era stata ritrovata dalla sorella Angela, che ha un negozio di parrucchiera nella stessa strada dell' abitazione del fratello, in via della Posta Vecchia. L' uomo, morto ormai da alcune ore, si trovava per terra in camera da letto con indosso soltanto gli slip e una maglietta di cotone. Sul luogo del delitto, trovato in ordine dagli investigatori, non vi erano segni di scasso, ma piuttosto quelli di una accurata perquisizione in tutta l' abitazione. L'omicida ed il suo eventuale complice avevano poi ripulito pavimento e muri del sangue della vittima e del suo aggressore e portato via lenzuola, federe e i pantaloni di Alessi.
Naturalmente la parola "mafia" non compare mai. Ma non si diceva che era una questione "passionale"? Chissà. Certo che per girare tutti i Circoli del Centro Storico genovese amando "giocare" al tavolo verde, era un po' difficile non avere introiti, visto che l'Alessi risultava disoccupato. Alla fine sembra che gli inquirenti abbiano individuato il movente: il traffico e la gestione di partite di droga. Infatti nell'intervista televisiva Salvatore Graci, del Reparto Operativo dei Carabinieri, parla, in riferimento ad Alessi e Pitino, di "traffico di droga" e "movente nella gestione di attività illecite". Nella nota giornalistica, invece il tutto diventa semplice "spaccio".
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