DIA - Relazione I semestre 2007 - La Liguria...
RELAZIONE 1° SEMESTRE 2007
DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA
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"Il cancro è grave ed esteso. Anna Canepa, presidente della Giunta ANM Ligure con un passato alla antimafia di Genova, fa il punto della situazione per la Liguria , dove «c’è il coinvolgimento diretto dei protagonisti.» Oltre a Cosa Nostra, a Genova affiliata al clan Madonia, opera la Camorra. La ’ndrangheta è arrivata nel Ponente dopo la guerra per la floricoltura e i cantieri autostradali. E’ ben strutturata.Quattro i locali di riferimento: a Genova, a Lavagna, a Sarzana, a Ventimiglia (dove si coordinano presenze, transiti e arrivi). Genova e Ventimiglia sono anche i porti da cui arriva la cocaina colombiana, ma il business riguarda anche il falso e le case da gioco. Particolarmente si fa investimento speculativo (appartamenti e approdi turistici) e si traffica oltre frontiera.Canepa: «Non si tratta di collegamenti occasionali, il pericolo per la comunità esiste. Le vicende di cui sono stati coinvolti gli amministratori di alcune cittadine stanno evidenziando il sopravanzare di gruppi imprenditoriali politico affaristico inclini ad abusare del potere pubblico»." da Il Secolo XIX del 11.11.2007
Questo passaggio, certamente sintetico, dell’intervento di uno dei più validi magistrati dell’Antimafia, la Dott.ssa Anna Canepa, al convegno di Omicron a Milano, rappresenta un’integrazione perfetta della Relazione della DIA relativa al primo semestre 2007, dove spiccano, ad esempio, l'omicidio di Alessi nel centro storico genovese ed il tentato omicidio del pugile Dell'Aquila, che noi, da subito, indicammo come "reati di mafia", guadagnandoci l'ennesima etichettatura di "pazzi", come quando denunciammo l'infiltrazione nell'economia, come ad esempio il gioco d'azzardo o la presenza delle nuove mafie, che ora sembrano proprio essere arrivate - con i gruppi latino-americani - anche in un Centro Sociale, lo Zapata, di Genova.
Chissà perché devono essere solo gli “addetti ai lavori”, i reparti investigativi e giudiziari, o delle associazioni antimafia, come Libera di don Luigi Ciotti e noi, a dire queste cose, mentre le Amministrazioni e Istituzioni locali fanno silenzio, quando addirittura non negano di presenze, attività e infiltrazioni mafiose sul nostro territorio, ostinandosi a rimandare sulla questione ad una “questione meridionale”. Ed il fatto inquietante dei beni confiscati a Cosa Nostra in Vico delle Mele -rioccupati dal boss -, come anche il fatto che la Liguria sia la Regione con la più bassa percentuale di beni confiscati assegnati e riutilizzati a fini sociali (3 su 26!!!), conferma questa volontà perversa e - di fatto - complice nel nascondere quelle mafie che non pretendono altro che rimanere nascoste, nell'ombra, per coltivare i loro loschi affari e traffici. Non ce la prendiamo perché ci danno dei pazzi ma perché il silenzio e l’indifferenza a questa presenza, diviene complicità e rafforza proprio le organizzazioni mafiose. Sapendo di queste presenze e sapendo che possono essere colpite e sradicate, ogni cittadino sa che può denunciare, trovare aiuto e contribuire a sconfiggere questo cancro che è anche qui! Negare, come ad esempio sembra piacer fare al Prefetto di Genova, Giuseppe Romano, non fa altro che aiutare le mafie anzichè contribuire a sconfiggerle. E' così difficile da capire?
l'Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità
Tags: D.I.A., 2007, relazione semestrale






