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Io e Clementina (con rispetto parlando..)

dal sito DemocraziaLegalità

ATTENZIONE: il contenuto di questo articolo non rispecchia in alcun modo le opinioni della redazione ma solo le mie. Per cui lo intitolo:

Io e Clementina (con rispetto parlando..)
di Roberta Anguillesi

Il caso Forleo mi mette a disagio, un disagio profondo, per moltissimi motivi; comincerò da una analisi sul "metodo" per poi tentare alcune ipotesi ( nel mio piccolissimo...) sul merito della vicenda...

La prima impressione che ho riportate dalle apparizioni televisive della Dott.Forleo è stata disastrosa. Sicuramente la mia diffidenza, ho pensato, poteva dipendere da un problema di 'genere': Io vorrei che una donna in difficoltà, qualsiasi tipo di difficoltà, sapesse trovare la forza nelle sue ragioni, la forza di rinunciare a quel compiacimento che pende sempre dalle bocche delle martiri, lasciando posto a qual minimo di autoironia che mette a proprio agio chi ascolta, rendendolo più disposto anche a capire. Vorrei questo perchè, da donna, so come sia difficile 'comunicare' senza che la sostanza venga stemperata negli atteggiamenti, e da questi annullata. E' triste ma è così e non cambierà fino a quando le donne non riusciranno ha trovare la forza nei loro argomenti, a non pensare che per essere credute o stimate si debbano brandire spade fiammaggianti. Il giudice Forleo è andata in televisone e ha strafatto, stradetto, è riuscita ad esagerarsi , ha perso la spontaneità in virtù di un birignao catodico collaudato, recitando, forse suo malgrado, tutto il repertorio di debolezza delle donne. E' risulatata, nel metodo, poco credibile. Sospendendo il giudizio per paura del pre-giudizio, ho aspettato l'evoluzione della vicenda, mentre i castigatori già castigavano, gli esaltatori esaltavano e il vecchio gioco delle tifoserie prendeva anima e corpo.

Molte cose sono accadute da allora, troppe, così assumendomene tutte le responsabiltà vorrei entrare un pò , con umiltà, nel merito della vicenda, sopratutto analizzando le 'azioni ' della Forleo e le loro conseguenze. Ovviamente nel rispetto assoluto sia delle sue scelte che di quelle del CSM.

La vicenda è nota: La Dott. Forleo rivolge pesantissime accuse di pressioni ad opera di soggetti 'istituzionali' subite per la sua indagine su Unipol; prima ancora scrive una richiesta di acquisizione delle intercettazioni relative al caso in cui definisce 'disegno criminoso' l' attività - eticamente raccapriccianti, ma penalmente da dimostrare - di alcuni alti papaveri diessini, gli stessi che avrebbero fatto le pressioni di cui sopra, riuscendo a coinvolgere in questa opera dissuasiva tutto il gotha della procura milanese, da D'Ambrosio, ora parlamentare, a Greco e Delli Priscoli, i quali evidentemente vi si prestavano di buon grado pur di salvare D'Alema, Fassino e qualche destro di secondo piano. Altre pesanti accuse vangono fatte da Forleo, poi ritirate, poi rifatte, poi la colpa è dei giornalisti. E non basta, essa dice di temere per la propria vita e di sospettare un coplotto dietro la 'disgrazia' automobilistica in cui perirono i suoi genitori, uccisi per fermare lei, forse, e nonostante questo il rifiuto eroico della scorta perchè "il pericolo non è in strada ma dentro i palazzi". Clementina Forleo, a questo punto ha bisogno di un avvocato e sceglie Giulia Bongiorno, professionista utile forse per 'metodo' forse abile, ma soprattuto dal contenuto politico e biografico determinante e questo la Forleo non puo' non saperlo.

Giulia Bongiorno
è stata l'avvocata di Giulio Andreotti ed è diventata famosa non tanto per la qualità della difesa quanto per il gran d'affare che si è data per far credere che una assoluzione ci fosse stata, senza se e senza ma. da Porta a Porta e da tutti gli orifizi di questa informazione malata che abbiamo , la Bongiorno ha gridato e strepitato per non far sapere agli italiani che Andreotti era stato prescritto e assolto per una sorta di insufficenza di prove e che nessun giudice si è mai sognato di dire o scrivere che le accuse a lui rivolte fossero false e tendenziose, tutt'altro.

Giulia Bongiorno è stata la legale di Vittorio Emanuele per le faccende indagate da Woodcook

la Bongiorno è parlamentare eletta in Alleanza Nazionale.

A questo punto mi coglie un sospetto, e mi chiedo: non è che la Bongiorno ha una missione? Magari dimostrare che la procura di Milano, quella odierna e quella dei primi anni novanta, ha protetto e si è asservita ai 'rossi', per cui tutta tangentopoli è stata una persecuzione mirata, sommaria e parziale e che di conseguenza tutti quei magistrati che in qualche modo hanno partecipato al tentativo di 'fare il proprio mestiere' contro la corruzione come contro la mafia( in quegli anni) fossero 'toghe rosse', prezzolate toghe rosse, quindi : Andreotti è innocente, e il "sistema" è storicamente riabilitato. La mia è una illazione , estrema, esagerata, forse l'avvocata fa solo il suo mestiere e ha messo la sua 'abilità' al servizio di una donna in difficoltà, ma seppure così fosse, il merito e il metodo continuano a sovrapporsi e non mi sembra una gran scelta aver accettato , per difendere l'autonomia della magistratura dal palazzo, una avvocata che in quel palazzo siede e che in quel palazzo è entrata per meriti su un campo scivoloso come la disinformazione.

Altro personaggio della vicenda, il Giudice Imposimato, comunista pentito, ex eletto nel PCI, da sempre in cerca di una platea nonostante ne abbia trovata una a Forum, su rete4, dove si alterna a Sante Licheri nell'amministrazione di una giustizia da operetta. Ferdinando Imposimato entra nella vicenda come confidente di Forleo, depositario del 'come e del chi' avrebbe fatto pressioni 'istituzionali' su di lei, confidenze contenute in una sorta di memoriale a lui consegnato col suggello del silenzio e della riservatezza, e la missione di renderlo pubblico in caso di eventi tragici.

Imposimato, avuta la busta e le confidenze, ne va parlando con questo e l'altro mondo, tingendo una vicenda fosca delle tinte un pò feulleitton un po gossip che forse gli risultano più congeniali, rilasciando interviste e dichiarazioni ovunque gli venisse richisto. Altro sospetto,altra illazione che mi permetto solo perchè in questa vicenda tante se ne son fatte e tante se ne faranno: Imposimato cerca di rientrare in politica, niente di più legittimo e per questo ha bisogno di catalizzare l'attenzione su di sè, cosa di meglio poteva capitargli che diventare il padre confessore della Forleo, Sono fortune sopratutto se si calcola che siamo in un momento niente male : il centro sinistra al governo che traballa, Berlusconi all'opposizione e quindi fa meno paura, l'antipolitica e il grillismo, cosa di meglio poteva capitare delle confidenze di un magistrato perseguitato da destra e da manca più da manca che da destra? Il metodo e il merito: La Forleo si confida con Imposimato raccontandogli delle pressioni subite da parte di tutta la magistratura milanese, pare trovando in lui supporto e conforto, gli confida di temere per la sua vita, di essere stata boicottata e angheriata, di aver subito del mobbing e delle minacce perfino da esponenti delle forze dell'ordine, scrive questo memoriale e lo consegna a Imposimato, perchè? che senso ha? dove è la logica? onestamente mi sfugge. Meno mi sfuggono le motivazioni del tanto zelo che l'ex magistrato ha messo in questa sua missione, un pò meno si capisce la sua ritrattazione, quelle dichiarazioni per cui le sue altro non sarebbero state che ipotesi formulate sula lettura dei giornali, forse la scena politica è cambiata, il grillismo è praticamente affogato in se stesso, l'illusione dell'antipolitica acchiappavoti è scemata e il PD si è costituito, nel bene e nel male, l'avventurismo lascia il passo al consolidato.

Non posso nè voglio dare giudizi sull'operato di Clementina Forleo, sono certa che il palazzo non ha gradito certe sue indagini, sono certa che certi comportamenti di esponenti del centro sinistra nella vicenda Unipol come in molte altre sono intollerabili e nefasti in una democrazia che vuole essere compiuta, so che altrove sarebbero costati assai cari, proprio per il disprezzo delle elementari regole democratiche e liberali che sottointendono; ma sono anche certa che fino a quando questi comportamenti per essere giudicati hanno bisogno di diventare reato penale, di essere perseguiti da giudici invece che esacrati dall'interò società , fino ad allora tra cento giudici coraggiosi quotidianamente e quotidianamente impegnati ce ne sarà uno che confonderà merito e metodo, fine e mezzi, e questo puo' delegittimare in poche battute il lavoro di anni, le conquiste e i passi aventi , seppur pochi, che si sono fatti.

n.b. visto che per una chiara strategia mediatica si vuole unire il caso Forleo con il caso De Magistris, io tengo a precisare che per me sono due casi diversi, nel metodo e nel merito, quindi rinnovo la mia stima e fiducia al giudice De Magistris.

 

 

Tags: csm, forleo, giulia bongiorno, ferdinando imposimato

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