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Questione morale o moralismo bacchettone?

Ancora una volta grazie Spagna. Anzi grazie Andalusia…quella cantata da Joe in ”London Calling”. Il falso (cioè distorto) moralismo ha subito un altro colpo. Una vice-sindaco trentacinquenne che si fa fotografare nuda e partecipa ad un concorso. Fosse successo nel Belpaese sarebbero giunti, bipartisan, commenti d’ogni genere, centrati, naturalmente, su anatemi riguardo alla moralità. Nella Spagna di Zapatero, nella bellissima Andalusia, pur sempre bipartisan, sono i plausi, perché non è un male mostrare un bel corpo...

Ecco la differenza. E’ un fattore culturale, oltrechè civile. La libertà è quella dell’individuo e non quella delle mentalità “dominanti”. Su questa si deve misurare il tutto. La libera scelta di mostrarsi, di usare il proprio corpo, esprime e vivere, con chi (e quanti/e) si ritiene i propri sensi e sentimenti. Da noi no: un certo tipo di "moralismo" prevale sempre, la libertà di individui è soggetta al pregiudizio, la libertà di rubare o sfruttare gli altri è invece pienamente nella norma; e poi i pedofili hanno leggi che lì tutelano, che di fatto non lì blocca, perché ostacola il lavoro dei reparti preposti alla repressione e non prevede condanne a vita. Poi si possono sfruttare ragazze, donne o bambine, italiane o straniere, con la forza e l’intimidazione, la violenza, per il piacere o il profitto, l’unica cosa importante è che non sia sotto la “propria” casa, magari nell’appartamento accanto, ma non visibile. Poi abbiamo coppie eterosessuali, regolarmente unite, dove la violenza, l’assenza di rispetto e lo sfruttamento sono di casa, ma sono inviolabili faccende del "privato".
In Spagna no, il vicesindaco può mostrarsi nuda, le coppie di fatto sono riconosciute,…in molti paesi europei la Prostituzione è regolamentata a tutela della donna o dell’uomo, la sessualità di singoli e coppie è lasciata al libero arbitrio delle personali convinzioni. Si può, infatti, non essere concordi a scelte personali, ma occorre porre comunque delle regole, anche su scelte che non si condividono, ma il rispetto che si deve ad ogni individuo, comporta che questi, con le sue scelte, sia tutelato e possa agire entro dei limiti ben precisi ed eventualmente essere sanzionato se non li rispetta. Il contrasto alla Prostituzione non può essere la repressione di chi è costretto ad esercitare questa, ma di chi la impone con la forza e con il ricatto. E' ovvio che ci si auguri che nessun essere umano faccia questa scelta di vita, ma se per necessità o per altro, la compie, occorre, che sia tutelato e non sfruttato, ed occorre l'impegno, onesto e deciso, per incoraggiare chi in questo "mercato" vi è ad uscirne, offrendogli ragioni e concrete opportunità, non certo disprezzo o condanna.
In Spagna, come in altri Paese, la moralità è considerata soprattutto per gli amministratori, i governanti, i politici, le cariche istituzionali, ma non nel senso della loro vita privata, bensì nei comportamenti ed atti pubblici, derivanti dalle loro funzioni. In Italia no, qui la moralità non deve entrare, puoi essere un assassino e diventare parlamentare, puoi essere un terrorista e divenire una carica di Stato, puoi essere un truffatore, ladro o amico dei mafiosi (o direttamente mafioso) e vai tranquillo al Governo (locale o nazionale, passando per quelli regionali e provinciali).

Vogliamo o no, ridare senso alle parole, partendo dalla “moralità” e dalla “libertà”? Non è il caso, forse?
A Sestri Levante un’attività inquinante, pericolosa per la salute, può sorgere in mezzo alle case, (anche se altri Comuni, sulla base degli studi, avevano cacciato a pedate l’imprenditore), l’amministrazione comunale, senza discuterne, d’accordo coi sindacati, avvalla e autorizza l’opera. Chi si oppone è deriso e isolato, la stampa tace.
A Mignanego, invece, sempre in provincia di Genova, hanno aperto un Privè ed è stato scandalo, con paginate di giornali.
Che strane concezioni, incoerenze e contraddizioni nel terzo millennio, o forse ci sono sempre state, qui, non nella "cattolicissima" Spagna, dove ognuno è ciò che è e non ciò che indossa, dove la coscienza e l'anima non sono confuse o plagiate da poteri materiali come il mercato o le mode. Come invidiamo la Spagna, la sua capacità di essere fedele ad una religione, rispettando i diritti individuali e la legalità. La Fede religiosa e la Laicità dello Stato possono convivere, nel rispetto delle reciproche sfere di influenza, questo è il passo che concretamente il paese iberico ha compiuto, senza scandalo o fratture. Quando capiterà anche al nostro? Ci auguriamo presto.

 

Tags: spagna, questione morale, moralismo bacchettone

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