Ecco l'atto dell'ARCI... ( che nessuno dica che ci si inventa qualcosa! )
Ecco l'atto dell'ARCI... ( che nessuno dica che ci si inventa qualcosa! )
con un commento dettagliato dell'Ufficio di Presidenza
NOTA: la parte dell'atto trascritto, in corsivo, è, nell'originale, inserita a mano.
Tribunale Civile di Genova
Sezione Presidenza
Comparsa d’intervento nel procedimento RG n° 20126/2006
Nell’interesse della ARCI-NUOVA ASSOCIAZIONE, Comitato Territoriale di Genova, via San Luca n. 15, in persona del Presidente pro tempore TADDEO Gabriele, il quale conferiscw mandato di patrocinio, in calce al presente intervento, all’Avv. Manfredi Caviglia, con studio in Galleria Mazzini 7/10, presso il quale elegge domicilio.
Si espone:
1) I fatti e gli atti che costituiscono il presupposto della presente memoria sono già stati illustrati, scritti e depositati presso la cancelleria di codesta Presidenza a seguito di un ricorso introduttivo sottoscritto da Lanzavecchia Pierdante, Borromeo Alberto, Bartolini Enzo, Abbondanza Cristiano, Castiglioni Simonetta, Bruni Giorgio, D’Agostino Enrico, Massocco Maura, Capanna Aldo, Bozzolo Raffaella più sessanta. Con l’esposizione e la cura difensiva dell’Avv. Paola Buscaglia mandataria.
2) Nell’istanza di convocazione che apre la serie degli atti e dei fatti oggi richiamati, i settanta proponenti rappresentati e difesi dall’Avv. Paola Buscaglia chiedevano la convocazione di assemblea straordinaria all’Illustrissimo Presidente denunciando per mancata convocazione dell’assemblea il Consiglio di Amministrazione. Lo svolgimento dei fatti è ampiamente richiamato e contenuto nella memoria di replica in data 27/06/2006 in questa data versata in atti in cancelleria dal difensore del circolo convenuto Avv. Paolo Ghiara.
3) Richiamate integralmente le affermazioni e la documentazione prodotte in difesa della “Società di mutuo soccorso Perugina”rappresentata e difesa dal nominato avvocato, appare di tutta evidenza come l’Arci provinciale di Genova, non fosse altro per la titolarità del potere di emissione delle tessere e la sua responsabilità politica, amministrativa e tributaria in tutto e per tutto riconducibile all’Arci, abbia pieno interesse all’accoglimento delle istanze tutte fatte valere in giudizio dal circolo aderente “Mutuo Soccorso Perugina”. In particolare: qualora il Presidente del Tribunale Illustrissimo non ritenesse di deliberare immediatamente circa l’infondatezza dell’avversario domande il pronunciato non potrebbe non valere per tutte le attività direzionali della direzione provinciale. Si chiede inoltre, preliminarmente la cancellazione di tutte le espressioni sconvenienti ed offensive contenute negli scritti dei ricorrenti. (ved. Pag. 2 esposto Christian - aggressioni subite dal sett. 005 da parte di ambienti legati a Cosa Nostra e ‘Ndrangheta)
Nel non creduto caso, malgrado la situazione processuale del ricorrente giustifichi un’immediata reiezione delle istanze avversarie e consenta quindi alla “Società di mutuo soccorso Perugina” di riprendere in pieno la propria attività sbarazzandosi della molesta presenza disturbatrice di terzi l’Arci provinciale chiede di essere ammessa formulare idonei capitoli di prova, e chiede altresì la comparizione del Presidente Gabriele Taddeo per far constare ulteriori particolare non ancora esposti né verbalizzati.
Salvezze tutte. Con osservanza.
Mandato
Il sottoscritto Taddeo Gabriele […] in qualità di Presidente e Legale Rappresentante
pro tempore Arci Provinciale di Genova […].
Avv. Manfredi Caniglia
COMMENTIAMO...
dell'Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità
L'ARCI di Genova (su decisione e mandato del Presidente Provinciale Taddeo) ha voluto prendere parte ad un procedimento di giurisdizione volontaria, come l'istanza per un'assemblea dei soci, assumendo posizioni e dichiarazioni false, diffamatorie con il chiaro intento di mistificare la realtà e delegittimare la Casa della Legalità e le altre associazioni e gruppi che hanno promosso le uniche attività sociali presso la SMS Perugina, in via Sergio Piombelli 15. Alcune chiare ma brevi considerazioni: 1) L'ARCI di Genova ha quindi "certificato" per vere le affermazioni e documentazioni prodotte dagli AMMINISTRATORI della SMS Perugina che come abbiamo visto sono viziate all'origine: mancata registrazione nei Registri previsti dalle normative; codice fiscale falso (attribuito nel 1979 ad una Società Cooperativa a Responsabilità Limitata chiusa/cessata nel 2000); violazione delle norme igienico-sanitarie; utilizzo privato e commerciale di una struttura senza fini di lucro; oltre agli altri abusi ed illeciti già precisati (vedere Nota del 04.07.2006). 2) L'ARCI di Genova anziché verificare quali fossero i fatti, ovvero se i dati e documenti ad essa forniti dagli AMMINISTRATORI della SMS Perugina fossero reali, veri, lì ha fatti propri, certificati, utilizzando il tutto per cercare di attaccare e portare alla chiusura la "Casa della Legalità" e le attività molteplici (ricreative, musicali, civili, culturali, ludico-sportive, educative) che con l'ampia rete di soggetti coinvolti si è caratterizzata quale unico spazio polifunzionale "pulito" e gratuito di una ampia fetta di territorio cittadino, coincidente – peraltro – sia con il territorio più condizionato dalla cultura e presenza mafiosa (Cosa Nostra ed ‘Ndrangheta, principalmente), sia con il territorio caratterizzato dall’emergenza ligure di devianza-disagio minorile.
3) L’ARCI di Genova continua a cercare di negare l’esistenza di pressioni e attività (ivi compresi gli atti di intimidazione e minaccia mafiosa) giudicando questi richiami come “offensivi e lesivi”. Prendiamo il passaggio specifico citato in atto di cui chiedono la cancellazione: “Su indicazione telefonica dell’Avvocato Galasso, anche in considerazione delle minacce, intimidazioni ed aggressioni subite dai sottoscritti a partire dal mese di settembre 2005 da parte degli ambienti legati allo organizzazioni mafiose di Cosa Nostra ed ‘Ndrangheta, abbiamo chiesto l’intervento delle FFOO”. Perché mai questo passaggio, in cui si richiede un intervento di verifica alle Forze dell’Ordine dopo e durante episodi di violenza privata ed aggressioni/diffamazioni/ingiurie verbali (“la casa della legalità ha rotto i coglioni”, “qui è cosa nostra”, “Noi siamo i padroni non i garzoni”, “la legalità qui non la vogliamo, qui le cose le abbiamo sempre risolte in altro modo”, “ Dovete andarvene, avete rotto i coglioni, con questa legalità, con sta Libera…buona anche quella, e poi quella Caponnetto cosa vuole ancora” ed altro), viene ritenuto dall’ARCI “sconvenienti ed offensive”? Forse significa che le condividono e che vi hanno qualcosa a che fare?
4) In ultimo il passaggio l’Arci ci definisce, noi con gli altri soggetti che operano con noi, come “molesta presenza disturbatrice”, aggiungendo, se non bastasse, di sbarazzarsi, di tali elementi, per riprendere a pieno la propria attività, insomma di eliminarci, ne più ne meno come vorrebbero le famiglie attive della mafia di questa città. Che strana coincidenza.Questa cd Società è rimasta chiusa per più di quattro anni, pagando un’affiliazione all’Arci ma senza svolgere alcuna attività sociale (e nessuno preposto a controllare se ne è accorto), continuando però la mescita e vendita del vino, affittando i vari piani ed il posto esterno ad uso parcheggio (tutte attività prettamente commerciali) allora siamo veramente una “presenza molesta e disturbatrice”, avendo promosso solo attività sociali e culturali e soprattutto gratuite. Siamo sicuramente presenti, tutti i giorni e siamo molesti perché raccogliamo segnalazioni e collaboriamo con le Forze dell’Ordine, in più siamo certamente disturbatori perché non accettiamo di farci giustizia da soli ne tanto meno di lucrare sulla buona fede delle persone e dei soci , rispettosi delle leggi e degli individui.
5) E’ comprensibile che il Presidente del Tribunale non possa, su un istanza di convocazione dell’Assemblea dei Soci, discernere la confusione creata ad arte dal Consiglio della SMS Perugina con il supporto dell’ARCI di Genova, dell’Ufficio Legale e dei Garanti della stessa. Per farlo dovrebbe entrare nel merito delle contestazioni sui molteplici reati commessi, al fine di accertarli e adottare i provvedimenti di merito. Ma questo non è possibile in questo tipo di procedimento, compete alla Giustizia Ordinaria, come i reati penali competono alla Procura.
Noi resistiamo e non cediamo a intimidazioni ed insulti. Ci piacerebbe, anche se sappiamo che è impossibile, che come noi abbiamo mosso accuse specifiche e documentate, facessero altrettanto gli AMMINISTRATORI della SMS Perugina ed i Dirigenti Arci, abbandonando il “facile” terreno dell’illazione e della mistificazione. E’ chiedere troppo?
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