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CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus
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Cammino contro le mafie 2006 - rassegna stampa 22 marzo 2006

CAMMINO CONTRO LE MAFIE 2006
rassegna del 22 marzo 2006


IL SECOLO XIX
L'INIZIATIVA
Al corteo organizzato dalla "Casa della Legalità"
anche i familiari del giudice Scopelliti,
assassinato a colpi di lupara
IN MARCIA CONTRO TUTTE LE MAFIE
Giovani da Locri a Rivarolo
per dire no alla criminalità organizzata
di Enzo Galiano


Trampolieri, mangiafuoco, giullari. Canti, slogan e tamburi. Uno protesta colorata ma ferma. In piazza contro la mafia. I ragazzi di Locri aprono il corteo che, ieri, dalle 15,30 alle 17:30, ha paralizzato il traffico a Rivarolo e spezzato in due la Valpolcevera.
"Vogliamo crescere in una terra libera" è scritto sullo striscione dei giovani calabresi. Circa centocinquanta persone hanno preso parte al "Cammino contro le mafie" organizzato dalla Casa della Legalità e della Cultura. L'iniziativa si è svolta a Rivarolo perchè è qui, in via Piombelli, la sede dell'associazione diretta da Christian Abbondanza e "fondata il 17 dicembre 2004 come luogo di promozione di attività e iniziative della Fondazione Antonino Caponnetto, del Centro Falcone-Borsellino, di liberaMente, di Libera contro le Mafie, Rete del Bottone e di Riferimenti - Coordinamento Antimafia".
Il sacrificio dei magistrati in prima linea nella lotta alle mafie ispira il lavoro della Casa della Legalità che, dopo aver istituito un Osservatorio sulle Mafie, si accinge ad aprire anche sedi a Roma, Firenze e Locri. "Questa di oggi è la continuazione della marcia contro la criminalità organizzata svoltasi ieri (martedì, ndr) a Torino su impulso dell'associazione Libera di Don Luigi Ciotti", spiega Abbondanza: "La Liguria è al primo posto per infiltrazione della 'ndrangheta". A Torino erano in 40.000, a Genova sono 150 ma la forza ideale dei manifestanti è identica. Sfilano don Andrea Gallo "il proibizionismo arricchisce la mafia", il segretario regionale della quercia, Mario Tullo, "la mafia è anche un problema del nord", Patrizia Poselli di Rifondazione, Andrea Agostini di Legambiente. Fanno capolino i candidati DS Roberta Pinotti e Graziano Mazzarello, "Questo diventerà un appuntamento fisso allargato ai ragazzi delle scuole", anticipa il Presidente della Circoscrizione della Valpolcevera, Gianni Crivello, accanto all'assessore alle Istituzioni Scolastiche, Andrea Sassano.
"La mia è anche una testimonianza di una bambina di 7 anni che ha perduto il padre, colpevole di fare il proprio lavoro in una terra difficile". Rosanna Scopelliti, 22 anni, studentessa di lettere all'università La Sapienza di Roma, è in prima fila con i Ragazzi di Locri. La figlia del giudice Antonino Scopelliti, assassinato dalla mafia a colpi di lupara il 9 agosto 1991 in Calabria, si riconosce con entusiasmo nel movimento dei ragazzi di Locri, alla ribalta nazionale dopo l'omicidio del vicepresidente del Consiglio della Regione Calabria, Francesco Fortugno, il 16 ottobre 2005.
"Ammazzateci tutti" è lo slogan che ha fatto accendere i riflettori sulla ribellione dei giovani della Locride. "Ammazzateci tutti" scandiva anche ieri a Rivarolo la variopinta delegazione calabrese composta da una ventina di adolescenti. Sei trampolieri (4 calabresi e 2 teatro scalzo) guidano il corteo, che parte alle 15:30 da via Piombelli e prosegue lungo le strade principali del quartiere: via Canepari, via Jori, via Certosa, via Fillak e ritorno.
Il corteo si ferma Abbondanza scandisce "La presenza dei mafiosi va denunciata alle autorità, da oggi basta silenzio". Qualcuno si affaccia alla finestra, altri escono dai portoni. "Questa zona è ribatezzata Piccola Riesi, per prendere in affitto una casa qui bisogna essere originari di quel paese" dice Abbondanza. Ma, soprattutto, "Da queste parti alcuni mesi fa, è stato visto passeggiare un boss del clan Madonia, latitante". La marcia contro le mafie fa tappa in via Fillak, dove al grido "Ammazzateci tutti", i ragazzi di Locri si sdraiano sulle pedonali. Il corteo devia in via Brin, alle 17:30 circa si scioglie in via Piombelli.

IL SECOLO XIX
La figlia del Magistrato
SCOPELLITI: "LA NOSTRA VOCE E' L'ANTIDOTO CONTRO L'OMERTA"
di Enzo Galiano
"Il silenzio è il cibo si alimenta la 'ndrangheta e la mafia. Manifestazioni come questa servono a estirpare il cancro della mafia, diffuso al sud ma purtroppo radicato anche al nord". Rosanna Scopelliti, che ieri a partecipato a Rivarolo alla manifestazione contro le mafie dalla Casa della Legalità, ha 22 anni e idee molto chiare: "la mia - continua - è anche la testimonianza di una bambina di 7 anni alla quale hanno ucciso il padre solo perchè voleva svolgere onestamente il proprio lavoro in una terrra difficile". Il giudice Antonino Scopelliti fu assasinato il 9 agosto 1991 a Campo Calabro. La sua colpa: non aveva voluto rinunciare a presiedere il Maxi Processo alle cosche mafiose palermitane istruito da Giovanni Falcone. "Gli offrirono anche dei soldi, ma lui ovviamente non cedette", ricorda la figlia di Scopelliti, studentessa di Lettere all'Università La Sapienza di Roma. Nella capitale Rosanna ha sempre vissuto con la famiglia, originaria di Campo Calabro. "E pensare che mio padre in Calabria si sentiva al sicuro". Invece il magistrato trova la morte proprio nel suo paese, dove era in vacanza con la famiglia. Una tragedia che ha segnato la vita di Rosanna: "Non so ancora cosa farò dopo la laurea, di certo proseguirò nel mio impegno per diffondere la cultura della legalità. Soprattutto tra i giovani che sono il futuro". Rosanna Scopelliti sarà la responsabile della nuova Casa della Legalità di Roma: non abbiamo ancora una sede, ma sono certa che la troveremo". La voglia del cambiamento e la passione civile dei ragazzi di Locri hanno conquistato Rosanna: "Manifestare uniti è l'arma per combatere l'omertà". I ragazzi di Locri invitati ieri dalla Casa della Legalità per la marcia contro le Mafie a Rivarolo sono stati ospitati nella locale parrocchia del Santissimo Nome del Gesù in via Pongoli. Molti di loro fanno parte della cooperativa di animazione "la Gurfata", creata con i finanziamenti statali per le aree ad altra concentrazione mafiosa. "Anche a Locri siamo sostenuti dal mondo laico e cattolico senza riserve" dice Luca Maiolo, 17 anni, di Stignano, piccolo paese della Locride. Più pessimista è Patrizia Prestia, responsabile della cooperativa sociale Mistja, da cui è nata "la Gurfata" attiva a Locri: "La nostra attività è ignorata dalle Istituzioni".
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CORRIERE MERCANTILE
LA MANIFESTAZIONE DI IERI A RIVAROLO
MUSICA E COLORO SFILA L'ANTIMAFIA
I ragazzi di Locri e quelli di Genova insieme per dire
di no alla criminalità organizzata
I ragazzi della Casa della Legalità di Genova si sono uniti al gruppo della Gurfata di Locri ed insieme hanno dato vita ad un corteo per le strade e le piazze della delegazione.
di Riccarco Leonardi
C'era anche Rosanna Scopelliti, la figlia del giudice ucciso dalla mafia nel 1991, alla marcia organizzata dalla Casa della Legalità di Genova. Il "Cammino contro le mafie" si è riversato per le strade e le piazze di Certosa di Rivarolo. Una manifestazione riuscita, a cui hanno partecipato alcune centinaia di persone tra cui molti ragazzi che hanno coinvolto gli abitanti del quartiere con giochi e musica. "Siamo molto soddisfatti di come tutti abbiano interpretato il senso di questa giornata - spiega Christian Abbondanza, della Casa della Legalità - Il nostro messaggio è rivolto a tutti coloro che amano la vita, e questa voglia di festeggiare con giochi e colori può anche essere intesa come un'arma nei confronti di chi a tutto l'interesse a restare nell'ombra". I ragazzi della Casa della Legalità di Genova si sono uniti ai ragazzi della Gurfata di Locri, una ventina di giovani specializzati in spettacoli di giocoleria, ed insieme hanno dato vita ad un corteo che ha coinvolto anche molte persone del quartiere di Rivarolo. Alle 18 poi, il coloratissimo corteo ha fatto rientro alla sede dell'associazione genovese, in via Piombelli, dove si sono susseguiti una serie di interventi tra cui quello di un appassionatissimo Don Gallo che ha invitato tutti "a non abbassare la testa di fronte ai prepotenti, ma reagire alle prepotenze ed ai sopprusi, parlandone e facendo gruppo".
A sorpresa poi, gli organizzatori dicono di aver ricevuto la visita dell'Onorevole Fabio Mussi, che si sarebbe intrattenuto con i ragazzi per alcuni minuti presso la sede della Casa della Legalità. "E' rimasto poco - spiega Simonetta Castiglion, una degli organizzatori - si è presentato a sorpresa presso la nostra sede per conoscerci da vicino e per esprimere solidarietà ed apprezzamento nei confronti dei ragazzi di Locri che in questi giorni stanno compiendo un viaggio per tutta l'Italia".
Alle 19, i ragazzi della "Gurfata", hanno avuto un attimo di tempo per ritirare il fiato prima di dare vita ad uno spettacolo di giocolieri alle 21. "Siamo stanchi ma felici - dice Rossana del gruppo la Gurfata - abbiamo avuto un'accoglienza incredibile da parte di tutti, la vista di Mussi poi non ce l'aspettavamo proprio", già perchè il "blitz" dell'Onorevole ha avuto come scopo principale quello di esprimere un incoraggiamento speciale ai giovani calabresi. "Ci ha esortato a resistere! resistere! resistere! - ha detto Rossana - Ed è proprio quello che stiamo cercando di fare". Il loro gruppo, infatti, è l'unico di questo tipo in Calabria e sta tentando di emergere a livello locale e nazionale. "A Torino abbiamo marciato sotto la pioggia - spiega Patrizia un'altra ragazza della Gurfata - ne è valsa la pena anche per il supporto ricevuto da Don Luigi Ciotti. A Genova abbiamo avuto una grande accoglienza. Siamo sicuri - conclude - che anche la tappa di Firenze sarà un successo e ci riserverà altre gradite sorprese". I giovani calabresi sono stati ospitati da don Stefano Vassallo nella Parrocchia del Santissimo Nome del Gesù a pochi passi dalla sede della Casa della Legalità a Rivarolo, mentre oggi riprende il loro viaggio per la legalità.

 

 

 

Tags: genova, cammino contro le mafie, 22 marzo 2006

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