De Raho: «Cosa nostra e ‘ndrangheta fanno affari da 40 anni»
«Il collegamento fra la mafia siciliana e quella calabrese è quarantennale. La nostra recente indagine ‘Ndrangheta stragista ha ricostruito quanto siano stati forti quei legami. Ora, abbiamo l’evidenza di altri...
«Il collegamento fra la mafia siciliana e quella calabrese è quarantennale. La nostra recente indagine ‘Ndrangheta stragista ha ricostruito quanto siano stati forti quei legami. Ora, abbiamo l’evidenza di altri segnali: riunioni, incontri frequenti, legami stretti. Frequentazioni che dimostrano la trattazione di affari in comune». Lo dice, in un’intervista a Repubblica, il nuovo procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, impegnato da inizi anni Ottanta in difficili indagini che hanno svelato i segreti delle mafie. «Negli ultimi mesi – dice de Raho – almeno in due indagini è emerso che elementi vicini a Cosa nostra operavano con la ‘ndrangheta nel traffico di stupefacenti». Come si fronteggia questa vecchia nuova alleanza fra le mafie? «La Direzione nazionale diretta da Franco Roberti è stata promotrice di numerose riunioni di coordinamento fra le varie procure».
IL CASO GIOIA TAURO «I cartelli messicani si pongono come intermediari fra i produttori e gli acquirenti raggiungono i mercati nord americani, ma proiettano la vendita anche verso l’Europa, dove la ‘ndrangheta detiene un ruolo di rilievo, per la capacità di muoversi come protagonista nei vari porti, da Anversa a Rotterdam, ad Amsterdam». È un altro stralcio dell’intervista a de Raho, in un’intervista a Repubblica, dedicato al tema del traffico internazionale di droga. Dove le mafie italiane comprano la droga? «Soprattutto in Colombia, in Costarica, in Perù, paesi che preferiscono utilizzare i porti panamensi», spiega de Raho. Quanto ai porti italiani più infiltrati dalle mafie, continua il procuratore nazionale antimafia, «Gioia Tauro continua ad essere la meta preferita, lì la ‘ndrangheta ha un’organizzazione ormai stabile, può contare su un gran numero di addetti alle banchine. Altrettanto abbiamo riscontrato a Genova e Livorno».
In merito agli strumenti in campo per la lotte al narcotraffico, «le nostre forze di polizia possono contare su rapporti diretti con le polizie di Stati Uniti, Colombia, Panama, Venezuela. Basta avere anche solo la traccia di un carico: si alza il telefono e si fanno subito gli accertamenti, così – chiosa de Raho – abbiamo eseguito arresti importanti. È come se si accorciasse il mondo».
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