Levante, è allarme per le discariche abusive
Il levante e il suo entroterra rivelano una particolare propensione per questo fenomeno. Nessun Comune è immune. E ciò nonostante il fatto che tutte le amministrazioni, o quasi, si sono dotate di piattaforme di conferimento dei rifiuti ingombranti. La contromisura, negli ultimi anni, si è rivelata essere il posizionamento, nel punti "caldi" di telecamere di sicurezza. La loro semplice presenza scoraggia chi ha qualche vecchio mobile o elettrodomestico da smaltire, e se ne vuole liberare abusivamente.
A Chiavari l'abbandono di ingombranti va in scena, periodicamente, nelle zone di San'Andrea di Rovereto, oppure sulla panoramica tra Caperana e Case Sparse, nonostante il Comune disponga del sito autorizzato dell'ex cava di Bacezza (aperto tutte le mattine).
L'attività di monitoraggio del Radio club levante, finalizzata al controllo del territorio contro gli incendi, funziona anche come deterrente per chi abbandona rifiuti. «La presenza di volontari è utile, ma lo è ancor di più il posizionamento di telecamere - spiega il presidente del club Marco Ferrini -. Gli "occhi elettronici" in via Betti e al passo della Crocetta hanno attenuato di molto il fenomeno. Per questo si sta pensando di posizionarne altri, nei luoghi dove l'abbandono di rifiuti avviene più frequentemente». Nell'entroterra le zone da segnalare sono, tra le altre, la strada che da Dezerega, comune di Coreglia, porta al passo della Crocetta e, nel Comune di Lumarzo, le frazioni di Cerese, Tolara e del Bosco della Tecosa. Quanto a Carasco, si segnala qualche problema nella zona di Santa Maria e di San Pietro.
A Sestri Levante, le aree che si prestano all'abbandono dei rifiuti non sono poche. Basta allontanarsi dalla costa per trovare spiazzi isolati, dove la mancanza di sorveglianza permette di scaricare indisturbati. Tra i luoghi dove le discariche abusive compaiono c'è il sito di Santa Vittoria, in località Balicca. Anche al Bracco, in località Croce dei Tozzi nei mesi scorsi era stata individuata una discarica abusiva. Anche Recco non è immune dal fenomeno. Qui troviamo la "vallata della spazzatura abusiva". Il termine è stato coniato dagli ambientalisti dopo il recente sequestro a Corticella, frazione al confine tra Recco e Avegno. C'è poi il caso di valle della Ne, alle spalle di Recco, dove compaiono discariche abusive.
