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Centrale a Crotone, 16 avvisi di garanzia. Indagato anche l'ex ministro Pecoraro Scanio

L'inchiesta riguarda la realizzazione di un impianto a turbogas nel comune di Scandale. Tra i destinatari l'ex presidente della Regione Calabria Chiaravalloti, del centrodestra. Inquisito tra gli altri l'ex sottosegreteraio alle Attività produttive Pino Galati, in quota al Pdl. Un magistrato avrebbe partecipato a logge segrete e distorto sentenze a vantaggio di società amiche...


CROTONE - Sedici avvisi di garanzia per una presunta storia di tangenti dietro la realizzazione della centrale elettrica a turbogas nel comune di Scandale, nel Crotonese, e a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria. Tra i destinatari, il verde Alfonso Pecoraio Scanio, ex ministro all'Ambiente, che si affretta a dichiarare: "Non mi sono mai occupato di quella centrale: non sò neppure di cosa si tratta".

Il magistrato e la loggia segreta. Indagato con lui, il parlamentare Pino Galati, ex sottosegretario alle Attività produttive, in quota al Pdl; l'ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti, del centrodestra; l'ex assessore regionale all'Ambiente Diego Tommasi, braccio destro di Pecoraio Scanio in Calabria; funzionari della Regione e vari imprenditori. Inquisito anche un magistrato del Tribunale amministrativo della Calabria, Giovanni Iannini, sospettato, insieme all'ex presidente della Regione, di aver partecipato a logge massoniche segrete e di aver "abusato del suo ruolo di magistrato" per modificare sentenze a vantaggio di società amiche.
A vario titolo, le accuse ipotizzate contro i 16 indagati sono associazione per delinquere finalizzata alla concussione, falso, riciclaggio di denaro e abuso d'ufficio.

Chiusi in una valigetta 21 milioni di euro. Tutto partì nell'aprile scorso, quando la polizia francese fermò a Thonon les Bains, al confine con la Svizzera, un manager con titoli per 21 milioni di euro chiusi una valigetta. Il manager era socio dell'imprenditore a capo del consorzio che aveva siglato un accordo di programma con il ministero delle Attività produttive per una serie di investimenti per una cosiddetta ''filiera energetica'' nel comune di Scandale. Un progetto cofinanziato, nel 2001, dalla Regione Calabria con 149 miliardi di lire ma andato a monte.

Tangenti e "collaborazioni". Il sospetto è che il denaro fosse destinato al pagamento di tangenti a politici di livello nazionale e regionale, di entrambi gli schieramenti, per la loro ''collaborazione'' alla sparizione di milioni di euro di finanziamenti pubblici destinati allo sviluppo industriale dell'area di Crotone, che però non c'è mai stato.

"Accordi tra privati e amministratori". L'inchiesta punta quindi a stabilire se alcuni politici abbiano incassato la ''mazzetta''. Un accertamento non facile, visto che le società al centro dell'inchiesta erano partecipate e controllate direttamente o indirettamente da società di diritto estero. Ma gli inquirenti non hanno dubbi. Nel decreto di perquisizione affermano testualmente: '"Sono state messe in atto condotte fraudolente e collusive, frutto di accordi illeciti tra privati, amministratori e funzionari pubblici anche di livello nazionale che hanno permesso e preso parte alle condotte''.

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