Mancato arresto di Provenzano. Riccio ritrova tre floppy disk
Riccio ha parlato del ritrovamento di una serie di floppy disk relative a relazioni di servizio che dovrà ora consegnare al tribunale.
Gli unici imputati sono il generale Mori e Mario Obinu, entrambi accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra nell'ambito del mancato blitz a Mezzojuso del 1995 in cui sarebbe sfuggito l'allora boss latitante Bernardo Provenzano. Sia Obinu che Mori erano ai vertici del Ros. Il pm Antonio Ingroia ha depositato al processo una lettera consegnata da Michele Riccio, già sentito come teste, in cui l'ufficiale dei carabinieri parla del ritrovamente di tre floppy disk contenenti «a partire dall'agosto `95 fino al maggio ´96 -si legge nella missiva- le relazioni di servizio scritte» dallo stesso Riccio «e consegnate al generale Mori».
In particolare conterrebbero i colloqui con l'aspirante collaboratore di giustizia Luigi Ilardo ucciso nel 1995. Fu proprio Ilardo a parlare del mancato blitz di Mezzojuso. Secondo quanto scrive Riccio nella lettera i floppy disck sarebbero stati rinvenuti per caso durante i lavori di ristruttuzione della sua casa di Varazze (Savona).
«I tre floppy disk -scrive Riccio- furono nascosti dalla consorte dello scrivente su sua indicazione per non farli rinvenire al Ros, temendo che potesse disperderli o pregiudicarne l'utilizzo». I tre floppy disk sarebbero stati consegnati a Riccio dall'allora capitano Damiano, comandante del ros di Caltanissetta nel luglio del `97 «dopo la stesura e la consegna all'autorità giudiziaria del rapporto `Grande Oriente´». Il pm Ingroia consegnando la lettera ha quindi chiesto un nuovo esame del colonnello Riccio.L'udienza e´ stata adesso interrotta per permettere alla difesa di Mori di visionare la lettera firmata dal colonnello Riccio.
Il colonnello Michele Riccio verrà riascoltato, come testimone, al processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mario Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra nell'ambito del mancato blitz di Mezzojuso (Palermo) del 1995 in cui si sarebbe dovuto arrestare il boss allora latitante Bernardo Provenzano. La decisione è stata presa dal presidente della IV Sezione del Tribunale di Palermo Mario Fontana, che ha accolto la richiesta del pm Antonio Ingroia, dopo aver ricevuto una lettera firmata dallo stesso Riccio in cui l'ufficiale parla del rinvenimento recente di tre floppy disk contenenti le relazioni di servizio, tra il `95 e il ´96, scritte dallo stesso Riccio nell'ambito delle indagini `Grande Oriente´ con le dichiarazioni dell'aspirante collaboratore di giustizia Luigi Ilardo, poi ucciso nel `95.
Riccio il prossimo 25 settembre, giorno dell'udienza, dovra´ portare con sé anche i tre floppy disk di cui parla nella lettera inviata al rappresentante dell'accusa. Sempre il 25 settembre verranno ascoltati anche due testi dell'accusa. Intanto, oggi, non sono mancate le schermaglie tra accusa e difesa, rappresentata dagli avvocati Pietro Miglio e Vincenzo Musco.
Ad innescare la miccia è stata la mancata persenza di due testi citati dal pm Antonio Ingroia: il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli e il procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone. I due magistrati hanno fatto sapere di non poter essere presenti. Il primo per impegni di famiglia e il secondo per impegni d'ufficio. Per la difesa si tratta di «motivazioni estremamente deboli». «Allora la prossima volta non vi avvertirò più», ha tagliato corto il pm Antonio Ingroia. «D'altro canto -ha detto- non è obbligatorio ma è solo una cortesia...».
E a questo proposito, il presidente della IV Sezione ha detto: «Il Tribunale manifesta il proprio disappunto, essendo la seconda occasione in cui, pur avendo avvisato che l'udienza era destinata esclusivamente al processo Mori, non sono comparsi i testi, o sono comparsi solo alcuni dei testi. Il Tribunale auspica che le future citazioni vadano a buon fine e avverte che non riterrà valide generiche giustificazioni legate a esigenze di servizio o di famiglia. La legge è uguale per tutti. Una volta si possono accettare le giustificazioni, una seconda volta no». E invita il pm «ad avvisare i testi con congruo anticipo». Sempre oggi è stata confermata l'audizone del pentito di mafia Antonino Giuffrè, che si terrà il 7 e l'8 ottobre presso l'aula bunker di Roma. Infine, è stata confermata anche l'audizione di Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo, di recente condannato per riciclaggio. Ma, considerata la sua posizione -da qualche tempo è sotto protezione- non si sa ancora quando e dove verrà ascoltato dal tribunale. La prossima udienza sarà, quindi, quella del 25 settembre dopo le ferie estive.
