Maxiblitz della DDA reggina, 49 arresti. Stroncato traffico di droga dal Sudamerica all'Italia
Le indagini hanno avuto inizio nei mesi scorsi ed hanno portato anche a numerosi sequestri di ingenti quantitativi di cocaina. Per ricostruire l'ingente traffico di droga gli investigatori hanno compiuto numerose intercettazioni telefoniche. Dalle conversazioni gli investigatori hanno potuto individuare il ruolo avuto dai boss della 'ndrangheta e le modalita' con le quali avveniva il traffico di droga dal Sudamerica. Tra le persone arrestate ci sono numerosi cittadini stranieri di nazionalità peruviana e cilena.
Quarantanove gli arresti. Le quarantanove ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite questa mattina all'alba dagli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria per cattuurare il gruppo di trafficanti di droga legati alle cosche della 'ndrangheta reggina. L'operazione ha visto numerosi arresti in Calabria, a Milano, Urbino, Ancona e Lodi. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip del tribunale di Reggio Calabria che ha accolto la richiesta della Dda. Le indagini della squadra mobile, iniziate da diversi mesi, sono state coordinate dal Procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e dal suo vice Nicola Gratteri. Nel corso dell'attività investivatiga è emerso come alcune cosche di Platì e Bova, nel reggino, controllavano il traffico di ingenti quantitativi di droga che venivano spacciati in regioni del Centro e del Norditalia.
Coca nascosta in legno pregiato. La cocaina che le cosche della 'ndrangheta reggina importavano dalla Bolivia, attraverso l'Albania, viaggiava all'interno di enormi tronchi di legno pregiato. E' quanto emerso dalle indagini dell'operazione 'Trovador' compiuta stamani dagli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria che hanno arrestato 49 persone. Da diverso tempo Rocco Adriano Maesano, arrestato stamani a Madrid, ed il fratello Alessandro Maria, latitante da diverso tempo, avevano costituito una società di import-export di legname attraverso la quale gestivano il narcotraffico di droga. Le modalità con le quali la droga arrivava in Italia sono state scoperte dagli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria che hanno eseguito intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. Mensilmente i fratelli Maesano spedivano in Bovilia un container con all'interno il materiale necessario per il taglio degli alberi nelle foreste. Giunto in Bolivia il container veniva svuotato e caricato con dei tronchi di albero all'interno dei quali era nascosta la cocaina. Gli investigatori hanno stimato che per ogni carico venivano trasportati almeno cento chili di droga. Il container arrivava in Albania dove avveniva lo stoccaggio della droga che poi raggiungeva l'Italia per essere spacciata nelle regioni del nord e del centro. Gli investigatori hanno anche individuato un secondo di canale di trasporto della cocaina che vedeva partire la droga dal Perù per poi essere stoccata in Spagna ed infine raggiungere l'Italia. Le modalità per nascondere la cocaina erano però diversi da quelli utilizzati per il traffico dalla Bolivia.
Pignatone "Ricostruito un mosaico". ''Le indagini hanno permesso di scoprire il ruolo fondamentale svolto da personaggi delle cosche Maesano e Pangallo ed i loro contatti in terra boliviana. Un mosaico ricostruito pazientemente". Lo ha detto il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, nel corso della conferenza stampa per illustrare l'operazione 'Trovador' compiuta stamani dagli agenti della squadra mobile. "Un quadro - ha aggiunto - che trova addentellati con altre precedenti operazioni contro il narcotraffico internazionale che vede la 'ndrangheta in posizione preminente rispetto ad altre organizzazioni criminali. Voglio riconfermare i sensi della stima piu' alta alla Polizia di Stato ed alla squadra mobile di Reggio Calabria per un'operazione difficile ed importante". Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, ed i dirigenti della squadra mobile, Renato Cortese, e della sezione narcotici, Diego Trotta. "L'operazione della squadra mobile - ha detto Casabona - contro il narcotraffico, conferma, qualora ve ne fosse bisogno, che la 'ndrangheta governa una parte consistente del narcotraffico mondiale e il flusso di cocaina proveniente in Europa dai Paesi centroamericani''.
Cooperazione tra forze di polizia. C'é stata una intensa cooperazione internazionale tra forze di polizia nel corso delle indagini della squadra mobile di Reggio Calabria che hanno portato all'operazione 'Trovador' compiuta stamani. Nell'operazione sono state arrestate 49 persone tra cui 13 cittadini stranieri di nazionalità peruviana, cilena, uruguayana, rumena, albanese e serbo-montenegrina. Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e ricettazione di metalli preziosi e gioielli. Attraverso le commissioni rogatorie internazionali promosse dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria con Paesi dell'area balcanica, come Albania e Grecia, e dell'area sudamericana, come Cile, Bolivia e Perù, sono stati emessi i provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di persone, alcuni dei quali stranieri, ritenute ai vertici del panorama del narcotraffico internazionale di cocaina. Alcuni degli indagati, secondo gli investigatori, sono organici a cosche della 'ndrangheta nel versante jonico reggino tra cui i 'Maesano-Pangallo-Paviglianitì, 'Sergi-Marando-Trimboli' ed i 'Barbaro'.
