Ndrangheta e coca, 49 arresti. Un milione di euro di affari
Tra i 49 inquisiti ci sono 13 peruviani, cileni, uruguayani, rumeni, albanesi e serbo-montenegrini, accusati d'associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, acquisto, vendita, detenzione, trasporto e cessione illecita di cocaina, nonchè ricettazione di metalli preziosi e gioielli. «Le indagini - spiegano alla Questura di Reggio Calabria - sono durate un biennio e sono state svolte attraverso l'impiego di sofisticati presidi tecnologici, intercettazioni ambientali, telefoniche e telematiche (svolte anche in Commissione Rogatoria Internazionale con numerosi paesi esteri, anche sudamericani, che hanno fornito una preziosa collaborazione), attività operative di vigilanza ed appostamento svolte in Calabria, in altre regioni d'Italia ed all'estero». Le investigazioni, quindi, hanno permesso «di individuare e disarticolare un'associazione per delinquere articolata in alcune agguerrite ed efficienti consorterie criminali di narcotrafficanti, sovente "consorziate" tra loro, operanti nella provincia di Reggio Calabria ed in Calabria, in altre regioni d'Italia - Lombardia, Marche, Lazio e Liguria - in altre nazioni europee - Spagna, Albania e Grecia - e sudamericane - Cile, Bolivia e Perù. Alcuni degli indagati sono organici a cosche mafiose operanti nel versante jonico della provincia di Reggio Calabria - come la ‘ndrina "SquillacI" federata alla ‘ndrina "Maesano-Pangallo-Paviglianiti", la ‘ndrina "Sergi-Marando-Trimboli" e la ‘ndrina "Barbaro", più volte implicate nei traffici di droga.
Droga e ‘Ndrangheta, arrestato restauratore di Rapallo
Un cinquantasettenne di Rapallo è stato arrestato a seguito di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Reggio Calabria: al ligure, restauratore di mobili antichi conosciuto nella Riviera del Levante, viene contestata l'associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L'indagato si trova recluso presso il carcere di Chiavari. Insieme al rapallese sono coinvolte una cinquantina di persone in diverse regione d'Italia. Dall'indagine sarebbe emerso anche il coinvolgimento delle cosche di Platì e Bova che facevano arrivare in Italia notevoli quantitativi di cocaina poi distribuita nelle città del Nord. L'inchiesta è durata due anni circa
