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Vecchi e nuovi comitati contro i mali sempre attuali dei caruggi

Vent'anni di proteste popolari. La prime furono le Mamme di piazza Sarzano schierate contro lo spaccio. Oggi nel mirino prostituzione, scippi e progetto Mercurio...


ALL'INIZIO erano le mamme di piazza Sarzano, in strada alla fine degli anni Ottanta contro lo spaccio e la malavita. E il comitato di Prè, nato per difendere, a colpi di carte bollate in tribunale, il quartiere dalla prima versione del "piano di recupero" che era calato dall'alto con una serie infinita di espropri. «Vincemmo la nostra causa a palazzo di giustizia - ricorda Italo Antifora, 55 anni - e il piano di recupero venne riportato su binari corretti, consentendo di rimettere in ordine palazzi che rischiavano di crollare. Alla fine,ci siamo trovati a vivere in abitazioni rinnovate, ma in mezzo a vecchi problemi: il degrado ha allontanato tante famiglie italiane, oggi mia figlia ha 14 anni e non prende nemmeno in considerazione di vivere qui il suo futuro».
Rita Paglia, altra "pasionaria" della prima ora, ricorda l'attenzione avuta da parte delle forze di polizia e la disattenzione della politica. «Dicemmo: ci armiamo di pistola per difendere i nostri figli - racconta - ma era una provocazione e il questore Mattera lo capì. Così come chi venne dopo di lui: Attilio Musca con cui ci sentiamo ancora adesso, poi il questore Pagnozzi».
Quella stagione di lotta civile ebbe una battuta d'arresto nel 1993, quando Genova visse tre notti di guerriglia urbana tra Caricamento e i vicoli, neri contro bianchi, immigrati contro residenti: 12 feriti, 300 denunciati e cinquecento agenti mandati da Roma per riportare l'ordine. Ma fu chiaro fin da subito che quegli scontri erano manovrati e quello che sembrava razzismo nascondeva lotte di potere all'interno della malavita, alle quali il tessuto sano dei vicoli era estraneo.
Vent'anni dopo. A distanza di una generazione dalla discesa in piazza delle mamme di Sarzano, oggi i comitati sono un'altra realtà. E se Rita Paglia rivendica la continuità («La nostra ultima battaglia è stata contro la prima versione del progetto Mercurio che, così com'era, avrebbe ucciso i vicoli»), l'uomo che coordinava la resistenza di Prè ha deposto le (pacifiche) armi: «Il nostro compito è finito».
Altri comitati sono nati dalle radici della città vecchia. E ieri la Casa della legalità ha portato un centinaio di persone in piazza Cernaia per ringraziare il prefetto Anna Maria Cancellieri, con un brindisi all'aperto, per l'azione di polizia coordinata dalla Dia e dai carabinieri contro lo sfruttamento della prostituzione nei tanti bassi gestiti da un'unica famiglia. «Siamo qui a festeggiare la presenza dello Stato», dice Fabio Caocci dell'associazione "Liberi cittadini delle Maddalena". E Fulvio Silingardi dell'associazione "Centro storico est". «Bisogna distinguere: i problemi che viviamo oggi nella zona di via San Bernardo sono legati soprattutto a una piccola criminalità che vive di borseggi, scippi, spaccio. Ma è chiaro che tutto è collegato. E anche se la vera malavita che gestisce gli affari può anche essere invisibile, il piccolo si nutre del grande, esiste un rapporto di dipendenza. L'operazione di venerdì rappresenta un segnale di ottimismo».

Bruno Viani
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