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Revocato il 41 bis a Giacomo Nuccio Ieni, il Pd attacca i giudici

Boss depresso ai domiciliari, scoppia la polemica...


PARMA, 3 GIUGNO - E' polemica per la decisione del tribunale di Catania di concedere gli arresti domiciliari
al presunto boss del clan 'Pillerá, Giacomo Nuccio Ieni, perchè depresso.

La Terza Sezione penale del Tribunale di Catania nel provvedimento con il quale concede gli arresti domiciliari, perchè depresso, al presunto boss del clan
'Pillerá, Maurizio Ieni, afferma che "la famiglia appare allo stato insostituibile". Ieni, in carcere per associazione mafiosa nell'ambito dell'operazione 'Atlantidè era detenuto nella clinica medica dell'ospedale di Parma in regime di 41 bis.

La decisione, intanto, è stata 'fortemente contestata' dalla Procura di Catania che si è detta "estremamente sorpresa e sgomenta sia per la pericolositá del soggetto" e visto che "nelle perizie redatte non ce n'era alcuna che stabilisse che il suo stato di salute sia incompatibile con la detenzione in un centro medico, così come si trovava ristretto".


Picierno: inspiegabile e allarmante vicenda boss catanese

"È inspiegabile e allarmante la vicenda della concessione degli arresti domiciliari a Giacomo Ieni, ritenuto il boss del clan catenese dei Pillera, che era in regime
di 41 bis presso il centro clinico del carcere di Parma". Lo afferma in una nota Pina Picierno, responsabile Legalità del Partito Democratico.

Secondo la deputata del Pd "non sono convincenti i motivi di salute che hanno portato alla decisione, in quanto la stessa Procura di Catania sostiene che nella perizie redatte non cen'era alcuna che stabilisse che il suo stato di salute sia incompatibile con la detenzione in un centro medico e sottolinea la pericolosità sociale del soggetto".

"Sono eventi come questo che rischiano di minare la credibilità della lotta contro la mafia", conclude Picierno.


Presunto boss al 41 bis depresso:
dal carcere di Parma ai domiciliari


Da lunedì scorso ha lasciato il 41 bis nel carcere di Parma per trasferirsi ai domiciliari nella sua casa di Catania, Giacomo Nuccio Ieni, 52 anni, un presunto boss del clan 'Pillera'. Secondo il tribunale di Catania, che ha analizzato la sua cartella clinica, Ieni è depresso e non può rimanere in carcere. L'uomo era detenuto dal 26 aprile del 2006 dopo l'arresto nell'ambito dell'operazione 'Atlantitde' ed era stato sottoposto al carcere duro del 41 bis. Nei giorni, scorsi, durante un processo, Ieni in lacrime aveva detto ai giudici con i quali era collegato in video conferenza dal centro clinico del carcere di Parma, di essere fortemente depresso. Sarà adesso l'affetto dei familiari, la terapia che seguirà Ieni.

I giudici di Catania che hanno concesso i domiciliari al presunto boss Giacomo Nuccio Ieni, detenuto fino a lunedì scorso al 41 bis nel carcere di Parma hanno "escluso atteggiamenti simulatori" da parte del presunto boss anche perchè "la lunga osservazione e numerosi accertamenti lo hanno escluso".

Nel provvedimento i giudici sottolineano come "il fatto che in 3 anni ci sia stata una cronicizzazione del disturbo da la misura della insufficienza della struttura carceraria a superare la condizione patologia". "La cronicizzazione della malattia - scrivono i giudici - è più che un aggravamento". Il tribunale ha quindi ritenuto inutile "un ulteriore accertamento perchè confermerebbe quanto ripetutamente acclarato". Secondo i giudici per superare la depressione "l'ambiente familiare appare allo stato insostituibile".

"Una settimana fa - dice l'avvocato Giuseppe Lipera che assiste Ieni - nel presentare una ennesima istanza ho allegato la consulenza di uno psicologo, il dottor Marco Lipera, autorizzato a visitare il paziente che è stata di estremo giovamento per i giudici".

A proposito delle lamentele sul provvedimento che si sarebbero levate dalla procura di Catania, l'avvocato Lipera dice "contesto l'interpretazione apodittica della procura. Abbiamo fatto ripetute istanza con scienza e coscienze ritenendo che fossero legittime tant'è che sono state accolte".

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