110 operai "licenziati dalla ndrangheta" Decisi nel presidio ad oltranza
Senza lavoro dopo l'arresto del presidente del consorzio. Dormono per strada da quattro giorni, presidiando continuamente i cancelli dell'azienda per salvare un lavoro che non c'è più...Brugherio - Dormono per strada da quattro giorni, presidiando continuamente i cancelli dell'azienda per salvare un lavoro che non c'è più. È quello che accade al polo logistico di Segrate, dove un gruppo di operai, che fanno capo al Consorzio Imprese Ytaka di Brugherio, sta lottando con i denti per riavere il proprio posto di lavoro. I 110 operai, quasi tutti immigrati regolari, hanno iniziato un presidio a oltranza davanti ai cancelli del magazzino di Segrate, dove la Sma stocca la merce diretta ai supermercati del gruppo.
I lavoratori, che si occupano di caricare e scaricare la merce dai camion, lavorano qui da molti anni. "I dipendenti di due cooperative - spiega il sindacalista Damiano Leta, della SdL Intercategoriale - e lavorano in appalto per il gruppo SMA, sabato scorso si sono trovati senza più un impiego. Un arresto per odore di n'drangheta di una persona che pare fosse legata al vecchio consorzio, ha mandato all'aria l'appalto: la Sma ha rescisso il contratto per tutelare la propria immagine e a rimetterci sono i lavoratori".
Ad essere arrestati sono stati la 20enne Luana Paparo (che era presidente del Consorzio Imprese Ytaka di Brugherio, attivo nel campo dell'edilizia), insieme con il padre (e diverse altre persone), per associazione per delinquere di tipo mafioso e altri reati, nel corso dell'operazione «Isola» condotta il 16 marzo dai carabinieri di Monza e Sesto San Giovanni.
Considerati dagli investigatori i referenti della cosca calabrese dei Barbaro, i Paparo, secondo l'inchiesta coordinata dal pm della Dda di Milano Mario Venditti, facevano parte di un'organizzazione che si inseriva con metodi mafiosi nell'assegnazione di appalti.
Gli ex dipendenti hanno presidiato giorno e notte i cancelli dell'azienda per paura che i nuovi appaltatori li sostituissero con altri operai. "I responsabili della nuova cooperativa - racconta Hesham El Santawy, un operaio di 29 anni che da nove lavora nel magazzino della Sma - ci hanno detto che sono disposti ad assumere solo 80 di noi, con contratti al ribasso. Non è giusto, vogliamo che tutti gli operai vengano riassunti. Noi non abbiamo colpe".
E non solo. "Non prendiamo lo stipendio da 50 giorni - si sfoga l'operaio - perché il giudice ha bloccato i conti correnti della cooperativa". La Sma non vuole commentare la vicenda. Dopo che i lavoratori hanno manifestato in silenzio per giorni, ieri l'azienda ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine per evitare disordini. Nel pomeriggio il nuovo appaltatore ha promesso l'assunzione per tutti i 110 lavoratori e oggi ci sarà un incontro con i sindacati per firmare l'accordo.
di Patrizia Tossi
