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Fine corsa per lo ‘ndranghetista Giovanni Strangio e la sua presunzione d'innocenza

Dopo quasi due anni di latitanza, Giovanni Strangio è stato arrestato ad Amsterdam insieme al cognato Francesco Romeo, ricercato pure lui per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Strangio è un ragazzo di 30 anni, un giovane capace di salire velocemente la gerarchia ‘ndranghetista a suon di piombo e traffici transnazionali...


Da quando i fratelli Nirta, uno dei quali arrestato ad Amsterdam, sono stati acciuffati era toccato al giovane Strangio tenere le redini del "locale" Nirta- Strangio". Un ottimo manager e dotato, allo stesso tempo, di un spietata capacita militare dimostrata al mondo intero il 15 agosto 2007. Una violenza inaudita, la mattanza di Duisburg, che ha costretto partiti e media ad accendere i riflettori sulla ‘ndrangheta.

Ma poco tempo più tardi Tv, politicanti e giornali sembravano aver dimenticato la potenza della mafia calabrese. Senza sangue non c'è notizia e quindi avevano messo nel cassetto quella "storia di faida" pronti a recuperarla non appena altro sangue fosse stato versato. Ebbene il sangue non è più sgorgato perché le famiglie di San Luca, protagoniste dello scontro, hanno compreso l'enorme errore commesso con l'agguato in terra tedesca. Un atto eclatante che nel giro di pochi mesi ha portato gli investigatori a destrutturare pesantemente i due "locali"di ‘ndrangheta. Eppure nonostante le continue operazioni di polizia, tra San Luca, Amsterdam, Pavia e Bovalino, Strangio, il giovane rampollo proprietario di due pizzerie nella Germania occidentale, ha vissuto tranquillo nel nord Europa col suo oro, sua moglie e il figlio. E' stato scovato con oltre un milione di euro in contanti.

Un enormità per qualunque calabrese onesto costretto a fuggire, a emigrare in cerca di dignità. Una cifra irrisoria, invece, per i mafiosi globalizzati abituati a gestirne molti di più.

Alla luce di questo arresto e ritrovamento, sarebbe interessante chiedere alle donne di San Luca che scesero in piazza per protestare contro la magistratura e contro il mondo dell'antimafia, blaterando parole di sdegno per i processi, mediatici e non, al loro giovane e "perseguitato"capobastone, come giustificano tale ricchezza, l'arma ritrovata in casa sua e i documenti falsi, con annessa strumentazione per fabbricarli. Che santo di uomo, vero? Un martire da portare in spalla, il prossimo settembre, sul santuario di Polsi e accomodarlo accanto alla madonna della montagna alla quale offrono sempre i loro sacrifici. Donne di San Luca che vorreste mostrare il volto onesto della Calabria, ora ditemi, la vostra assidua difesa verso il rampollo Giovanni Strangio su quali basi si fonderà? Come farete a guardare in faccia i calabresi onesti che quotidianamente sputano sangue per portare uno stipendio decente a casa mentre il vostro santo affiliato sguazzava nei milioni e nelle proprietà?

Se proprio credete in una Calabria diversa, libera, unita e giusta allora dovreste prima assumervi prima le vostre colpe, pensando anche a tutti quelli costretti a fuggire dall'amata Calabria per colpa dei vostri figli, cugini e mariti, e poi gridare al mondo che la Calabria è anche altro e non solo ‘ndrangheta.

Giovanni Tizian

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