Scandalo lauree all'ateneo Magna Grecia, altri 20 indagati per i test a medicina
La Procura della Repubblica di Catanzaro, oltre che sulla falsificazione di libretti universitari alla facoltà di giurisprudenza dell'Ateneo di Catanzaro, sta continuando ad indagare anche sul furto, avvenuto nel 2007, dei test di ammissione alla facoltà di Medicina dello stesso Ateneo. Per il furto due persone, un addetto alle pulizie ed un impiegato, sono state arrestate tra settembre ed ottobre dello scorso anno. L'addetto alle pulizie Valter Mancuso ha ammesso le proprie responsabilità e per lui è stato fissato il processo con rito abbreviato. L'impiegato, Antonio Cuteri, invece, ha sempre negato ogni addebito. Tuttavia, secondo quanto si è appreso, le indagini non si sono esaurite con gli arresti ma anzi si sarebbero allargate. In queste settimane la Procura ha chiesto al gip la proroga delle indagini per una ventina di persone ipotizzando reati quali l'associazione per delinquere, il furto aggravato, l'abuso d'ufficio, peculato, corruzione e la falsità materiale e ideologica.
Una commissione interna. L'Università Magna Grecia di Catanzaro, in una nota, ha espresso "apprezzamento e gratitudine al lavoro svolto dalla magistratura per fare piena luce e chiarezza su tutta la vicenda che è partita dalla denuncia dello stesso Ateneo in merito ad irregolarità nell'attestazione di esami universitari". L'inchiesta della Procura, incentrata sulla vendita di esami per conseguire il titolo di studio, ha portato ieri al sequestro di 48 lauree in giurisprudenza una decina delle quali in possesso ad avvocati esercenti l'attività. Nelle prossime ore, intanto, prosegue la nota dell'Ateno, sarà nominata dal rettore una Commissione disciplinare che esaminerà singolarmente la posizione di tutti gli studenti e i laureati coinvolti nell'inchiesta. "La Commissione disciplinare per l'accertamento degli illeciti - è scritto nella nota - è prevista, infatti, dal Regolamento di disciplina dell'Ateneo. Tale Regolamento prevede le sanzioni applicabili agli studenti dell'Università che si rendano responsabili di illeciti e il cui comportamento, tra gli altri, (art.2) 'sia diretto al fine o, comunque, abbia l'effetto di alterare, modificare, contraffare atti inerenti la propria o altrui carriera universitaria, il libretto di frequenza o degli esami di profitto, i verbali di esame, di tirocinio o qualunque altro atto relativo alla carriera universitarià".
