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La ribellione alle cosche: si è costituito il l'assassino del nipote dei Cordì

Vendetta dettata da una serie di soprusi...


Ha scelto la piazza principale del comune di Cardeto, in Aspromonte, per consegnarsi alla polizia di Stato Andrea Megale, di 32 anni, autista di pullman, accusato di avere assassinato a colpi di pistola, il 20 marzo scorso a Locri, Domenico Cavaleri, 40 anni, operaio forestale, indicato dagli inquirenti come uno dei ''reggenti'' della cosca Cordi'. Al momento dell'arresto nel piccolo centro aspromontano , Megale era accompagnato dal padre Francesco, un ferroviere in pensione la cui famiglia e' originaria proprio di Cardeto, e dall'avvocato Elisabetta Staropoli, in rappresentanza dell'avvocato Giuseppe Nardo che al momento della costituzione del giovane omicida si trovava fuorisede. A Cardeto, Andrea Megale e' stato prelevato dagli uomini del commissariato di Siderno, e quindi, portato nel carcere di Reggio Calabria, dove e' stato posto in stato di isolamento in attesa dell'interrogatorio di garanzia dal parte del gip. Nessun commento e' stato rilasciato dall'avvocato Giuseppe Nardo sulla vicenda. Il legale si e' limitato a dire che ''insieme alla famiglia abbiamo operato affinche' Andrea Megale si costituisse al piu' presto. Una indicazione che e' stata accolta positivamente dal mio assistito''. Alla base del gesto criminale una lunga serie di soprusi culminata nella tragica vendetta ch emette in luce l'amara tragedia vissuta nella locride dove lo starpotere delle cosche stravolge il vivere quotidiano. Ma non è facendosi giustizia, risponendo alla stessa logica delle cosche che si esce fuori dalla spirale della violenza.

Lo schiaffo al padre fa scattare la vendetta. Cavaleri, 39 anni, figlio di Maria Cordi', appartenente alla famiglia coinvolta nello storico scontro con i Cataldo, secondo la ricostruzione degli investigatori, e' stato ucciso perche' la sera precedente al delitto, durante una partita a carte, aveva dato uno schiaffo al padre di Megale. Quest'ultimo, per vendetta, lo ha ucciso sparandogli cinque colpi con una pistola calibro 7.65, due dei quali lo hanno raggiunto alla testa mentre la vittima attendeva l'uscita del figlio da scuola. Secondo quanto si e' appreso, la consegna alla forze dell'ordine era stata concordata dopo che Megale aveva fatto sapere alla polizia di volersi costituire. L'uomo, dopo gli accertamenti di rito in Questura, è stato condotto nel carcere reggino in attesa della convalida del fermo che dovra' essere fatto dal gip di Reggio, competente perche' l'arresto e' avvenuto nel territorio della citta' dello stretto. L'incartamento sara' poi trasmesso alla Procura di Locri che ha emesso il fermo per omicidio volontario aggravato.

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