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Una bomba "innescata" dai mancati controlli. Vertice del comitato sicurezza pubblica

Nessuno, fino a ieri, fotocopiava i documenti a chi lasciava i bagagli. Le Ferrovie stanno cercando con difficoltà (nessuno fa copia dei documenti di chi lascia in giacenza i bagagli) di stabilire chi abbia consegnato lo zaino. Genova, cani antiesplosivo e bagagli in deposito nelle stazioni aperti dopo 5 giorni...


Francesca Forleo - Matteo Indice

Lo zaino non era stato perlatro controllato nemmeno prima della consegna al personale della comunità per il recupero di tossicodipendenti.


All'interno dello zaino è stato trovato anche un verbale di perquisizione effettuata dalla polizia di Panama a carico di una donna dominicana, in cerca di armi e droga.

LO ZAINO UNA BOMBA INNESCATA CHE POTEVA ESPLODERE

La bomba è rimasta "innescata" per almeno un anno, senza che nessuno abbia mai aperto lo zaino in cui era contenuta. Com'è stato possibile? Perché nelle stanze del deposito di Principe, che hanno "ospitato" per mesi i dieci chili di dinamite nascosti nel borsone Nike ritirato venerdì dalla comunità di Don Gallo, non ci s'è accorti di nulla? Che cosa è accaduto, dal momento in cui il pacco è stato abbandonato nella principale stazione della Liguria? Ancora: chi e perché può aver fatto una cosa simile, esponendo a un pericolo abnorme il luogo dove ogni giorno transitano 400 treni, e in dodici mesi 24 milioni di passeggeri?

Sono gli investigatori della Digos, in queste ore, a tentare di rispondere a queste domande. Partendo da un punto certo: nessuno fra coloro che hanno frequentato il deposito-bagagli del più importante scalo ferroviario genovese fra il 2007 e ieri, è stato identificato. Nessuno dei viaggiatori che, per pochi minuti o magari un paio di giorni, hanno lasciato valigie o borse più o meno sospette nei saloni sistemati a ridosso dell'ingresso di piazza Acquaverde, ha fornito la copia d'un documento di riconoscimento, come in teoria dispongono le regole interne.

Chi deposita uno zaino, insomma, riceve in cambio un tagliandino con su scritto un numero. Quando lo riconsegna, gli viene restituito il bagaglio. Se non si presenta entro cinque giorni, a volte viene informata la Polfer, che però non è tenuta ad aprirlo, e dopo due mesi la valigia è dichiarata ufficialmente "abbandonata".

L'ipotesi più concreta è quella che il questore Salvatore Presenti definisce del «passaggio». Chi preparava l'attentato è entrato in stazione (o ne stava uscendo) con la dinamite; non ha potuto proseguire per qualche motivo - la presenza di poliziotti, unità cinofile, altri imprevisti - e l'ha lasciata in custodia, contando sul fatto di rimanere anonimo. Poi non l'ha più ritirata (e pure su questo il ventaglio delle possibilità resta ampio: ha lasciato l'Italia, è finito nei guai per altri motivi o ha avuto un problema di salute) e si è avviato il percorso che abbiamo descritto sopra.



Genova, cani antiesplosivo e bagagli in deposito nelle stazioni aperti dopo 5 giorni

Labrador che fiutano gli esplosivi per aumentare il controllo nelle stazioni genovesi. I bagagli in deposito saranno comunque aperti e controllati dopo cinque giorni di giacenza. Vincolo di identificazione per chi li deposita.Sono queste le decisioni più importanti assunte dal Comitato per l'ordine e la sicurezza riunito dal Prefetturo

Verranno utilizzati anche i labrador che fiutano gli esplosivi per aumentare il controllo nelle stazioni ferroviarie genovesi. E dopo cinque giorni di deposito i bagagli saranno comunque controllati e aperti. Vincolante - operazione in parte disattesa attualmente - la fotocopiatura dei documenti alla consegna dei bagagli.

Sono queste le decisioni più importanti assunte dal Comitato per l'ordine e la sicurezza che si è da poco concluso in Prefettura a Genova dopo la clamorosa vicenda dello zaino lasciato oltre un anno al deposito bagagli, pieno di esplosivo, e poi donato con altri oggetti non ritirati alla comunità di San Benedetto.

Esplosivo deteriorato che avrebbe potuto esplodere provocando una strage in una stazione ove transitano ogni giorno 65mila persone.

I controlli decisi dal Comitato per la sicurezza interessano le stazioni di Genova Principe e Genova Brignole.

In tempi brevi saranno installati anche scanner per "radiografare" i bagagli come già avviene presso i servizi di Roma e Milano.

Le misure sono state appunto decise nel corso del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza straordinario convocato dal prefetto di Genova Anna Maria Cancellieri dopo il ritrovamento di uno zainetto con 64 candelotti di esplosivo, consegnato dalle Ferrovie in beneficienza dalla Comunità di San Benedetto al Porto e rimasto in giacienza senza controlli.

«Le disposizioni sono state adottate localmente - ha detto il prefetto - ma è possibile che quanto avvenuto a Genova desti attenzione e porti ad un ripensamento della normativa a livello nazionale. Ma questa è una cosa che riguarda il ministero».

Secondo quanto spiegato dal dirigente del compartimento di polizia ferroviaria per la Liguria, Roberto Guerri, saranno inoltre intensificati i contatti tra chi gestisce il servizio e gli agenti di polizia ferroviaria, che in casi sospetti potranno condurre accertamenti immediati anche con un visore.

Le unità cinofile antiesplosivo effettueranno controlli a spot nelle nostre stazioni da martedì.

Anche la Polfer aumenterà i controlli e le attività in supporto degli operatori delle cooperative che gestiscono i depositi.

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