Discarica abusiva sul Faudo, scattano le indagini
Una discarica di "inerti" - cemento, mattoni, rifiuti e persino una cappa per i fornelli della cucina - è stata scoperta a cielo aperto in una delle zone boschive, l'Alta Val Prino ai piedi del Monte Faudo, più vicine ai centri urbani e dove è più necessaria l'azione di salvaguardia del patrimonio naturale. Il caso, segnalato da un attento lettore oltre che appassionato di mountain-bike, ha destato preoccupazione tra gli abitanti e, su nostra segnalazione, ha fatto scattare immediatamente le indagini della procura della Repubblica e del Corpo Forestale dello Stato. Gli accertamenti per risalire ai responsabili dello scarico di materiali, a quanto pare gli arredi e le infrastrutture di un locale cucina, in parte altamente inquinanti, sono già in corso. In programma anche sopralluoghi nelle zone di Dolcedo, e nelle frazioni di Bellissimi e Lecchiore oltre che di Civezza. Le foto sono state accompagnate da una lettera di indignazione del lettore che preferisce restare anonimo. Ma, sempre attraverso i siti, è pronto a mettersi a disposizione nel caso che la sua collaborazione dovesse rendersi utile per identificare il responsabile. «Mi trovavo sulle colline sulle alture di Civezza e precisamente in località Santa Brigida - spiega la sua scoperta - con la mia mountain bike per il solito giro tra le strade di montagna. Svoltato un angolo in una zona non particolarmente impervia e accessibile anche dai mezzi mi si è parato davanti uno spettacolo davvero deprimente. Per l'ennesima volta mi sono imbattuto in una montagnola fatta di "zetto", parti di una cucina comprese le stoviglie, scatole di plastica di alimenti e, per finire in bellezza, un'intera cappa da cucina». «Le foto - dice ancora - possono testimoniare lo scempio. In una si vede anche la mia bici, che ho posato nei pressi per rendere comprensibili le dimensioni del tutto. tra l'altro, il solito "maiale" di turno (non si offenda l'animale...) ha addirittura pensato di scaricare proprio in mezzo alla strada, ostruendo l'intero sentiero. Ma la cosa che mi fa rabbrividire è un'altra, cioè che vedere queste scene quasi non mi fa più effetto, perchè ne vedo talmente tanta di spazzatura a bordo strada che quasi ci ho fatto l'abitudine. Spero di non incontrare mai chi fa queste violenze alla natura...».
Natalino Famà
