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Napoli - Anno giudiziario, Alfano lancia l'accusa "Dico no alla gogna mediatica"

Il guardasigilli a Napoli per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Lavoriamo ad un diritto processuale penale autenticamente giusto, rispettoso al contempo delle esigenze investigative e della dignità della persona", ha precisato Alfano. Intanto calano reati gravi come gli omicidi, ma aumentano i ritardi della macchina giudiziaria con un boom di processi prescritti e richieste di risarcimento per i tempi eterni dei dibattimenti...


di Dario Del Porto e Conchita Sannino

Dice no alla gogna mediatica, propone incentivi ai magistrati per le sedi meno ambite, tocca i delicatissimi dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, ma anche quelli dell'efficienza, alla fine riscuote applausi dalla folta platea ma anche critiche nelle parole di alcuni magistrati che parleranno dopo il suo intervento. Angelino Alfano sceglie la sede giudiziaria più effervescente d'Italia per l'apertura dell'anno giudiziario, Napoli: teatro di importanti e contrastati processi, tra reati di camorra, politica e corruzione. Ecco i capitoli principali della lunga giornata vissuta nel vecchio tribunale napoletano.

No alla gogna mediatica
. "Lavoriamo ad un diritto processuale penale autenticamente giusto, ispettoso al contempo delle esigenze investigative e della dignità della persona", evitando, sottolinea il Guardasiglli, "quella che troppo spesso diventa una gogna mediatica tanto invincibile quanto insopportabile".

Autonomia ed efficienza
. Per Afano "l'autonomia e l'indipendenza dei giudici non può scindersi dall'efficienza del servizio che i magistrati devono rendere ai cittadini e queste efficienza deve essere non soltanto tempestivamente verificata ma anche supportata da un modello organizzativo valido ed esteso a tutto il territorio nazionale".

Processi veloci
. Sul tema il ministro si esprime così: "Sono consapevole che l'intervento sulla Costituzione da solo non risolve la materia dell'efficienza, della rapidità e della velocità dei processi. Ma noi stiamo lavorando a un obiettivo grande, che è quello di tendere a un processo giusto e rapido, consapevoli che la rapidità senza giustizia e una ingiustizia, al pari della giustizia senza rapidità".

Il sistema di controlli
. Dice il Guardasigilli: "Lavoriamo ad un sistema di controlli efficace che avrà poi il compito di verificare la professionalità dei magistrati in modo da garantire che il loro operato, doverosamente autonomo e indipendente, non si trasformi in autoreferenzialità o in mero arbitrio".

Nuove tecnologie
. Alfano ha ricordato di avere sottoscritto con il ministro Brunetta il protocollo d'intesa per la realizzazione di programmi di innovazione digitale: "Per avviare un vero e proprio cambio di passo": Il protocollo prevede interventi "che faciliteranno la comunicazione tra avvocati, cittadini, imprese e uffici giudiziari tramite internet in condizioni di piena sicurezza per la protezione dei dati".

Incentivi per le sedi
. "Siamo fiduciosi che gli incentivi, anche economici garantiti dalla nuova normativa possano stimolare adeguatamente molti magistrati ad accettare l'idea che il Paese ha necessità della loro opera nelle sedi meno ambite, manco a dirlo collocate quasi tutte al Sud, dove proprio l'esperienza professionale già maturata consente di meglio affrontare le gravi emergenze di quei circondari". Il ministro sottolinea tale problema a proposito del "principio della inamovibilità del giudice", un principio che "affida, però, nella sostanza alla buona volontà e allo spirito di sacrificio dei magistrati più anziani la possibilità che queste sedi vengano coperte: di qui le scoperture per le quali abbiamo individuato un valido rimedio".

Lotta al crimine
. 'Il governo non frenera' la lotta al crimine organizzato per un problema di capienza degli istituti di pena", dice Angelino Alfano."Gli effetti dell'indulto sono quasi recuperati, e il governo non intende frenare la propria volontà di reprimere il crimine organizzato per il problema della capienza degli istituti di pena. Non intendiamo fermare la repressione perchè non ci sono posti in carcere".

Plauso all'anticamorra
. Angelino Alfano parla più volte di camorra. Ringrazia i magistrati napoletani, "i vostri successi sono un orgoglio per la nazione" e a loro dice: "Dovete sapere che il governo è al vostro fianco e non lo è a parole ma con le leggi. Ho potuto constatare come nella lotta alla camorra i magistrati di Napoli seguono l'insegnamento di San Bonaventura da Bagnoregio che amava dire 'silentio nutritur iustitia'

Avvocati e clan. Alfano cita anche gli avvocati "che con serietà e zelo difendono i cittadini imputati in giudizio ma non ne prendono le parti moralmente". "A volte anche i camorristi meritano la difesa - spiega - ma un conto è la difesa tecnica, un altro è prendere le parti moralmente. Gli avvocati di Napoli non lo stanno facendo e di questo li ringrazio".

Verga e le cosche
. Nel corso del suo intervento il ministro si dice particolarmente soddisfatto degli interventi in materia di prevenzione antimafia e cita il romanziere siciliano Giovanni Verga, "chi tocca la roba verghiana muore", e ha aggiunto: "Muoiono però anche loro se gli si tocca la roba". Sul contenuto delle nuove leggi, il ministro sottolinea che senza disponibilità economiche viene meno la ragione stessa dell'associazione di stampo camorristico, il potere e il prestigio esercitato sul territorio, la possibilità di mantenere in vita la struttura criminale. "E' per questo - afferma Alfano - che sono contento di queste leggi, ed è per questo che gli stessi magistrati hanno lealmente riconosciuto la piena efficacia delle misure introdotte".

Dignità dei carcerati
. La necessità di tutelare "la dignità della vita in carcere" viene sottolineata da Alfano in più passaggi. Il ministro chiama in causa i circuiti differenziati "che consentiranno di allocare meglio il personale della polizia penitenziaria in modo più efficiente e razionale".L'obiettivo, dice, è anche realizzare i sistemi di differenziata collocazione dei detenuti in carcere, "l'unico strumento per dare pienezza ed effettività all'articolo 27 della Costituzione". Alfano sottolinea che ad oggi la maggior parte delle carceri sono rappresentate da strutture realizzate tra il 1400 e il 1800. "E' inimmaginabile puntare alla funzione redentiva della pena, al reinserimento sociale se non viene garantita la dignità della vita in carcere al detenuto; abbiamo varato un piano che consente l'accelerazione delle procedure per tentare di realizzare delle opere in pochissimo tempo. Se così sarà avremo contribuito ad una battaglia di civilta".

Galgano difende le intercettazioni
. Quando prende la parola il procuratore generale di Napoli, Vincenzo Galgano, arrivano le critiche ai progetti governativi sull'uso delle intercettazioni. Attacca: "Non si vede quale reale valore, al di fuori di una provocatorietà mediatica, possa assumere ai fini della efficienza del servizio giustizia, la ventilata contrazione delle intercettazioni telefoniche".

Le critiche di Morello
. Attacca a tutto campo le scelte governative anche Tullio Morello, presidente della locale Associazione magistrati. Sulle intercettazioni dice: "Voi sostenete che per intercettare sono necessari i gravi indizi di colpevolezza ma, scusate: se ci sono questi, allora esistono già gli elementi per arrestare...e quindi in quel caso intercettare a cosa servirebbe?". Morello aggiunge: "Non si possono addebitare ai magistrati le prescrizioni, siamo costretti ad applicarle perchè non siamo messi in condizione di celebrare i procedimenti nei tempi dovuti". E aggiunge: "La certezza della pena è un colabrodo".

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