Roma - Inaugurazione anno giudiziario, Santacroce "La riforma è un'emergenza del Paese"
"La riforma della giustizia è un obiettivo nazionale, è la vera emergenza del Paese". Lo ha detto il presidente della Corte di appello di Roma Giorgio Santacroce inaugurando l'anno giudiziario nel distretto della capitale.
"Rendere prontamente giustizia è indispensabile nell'interesse dei cittadini - è detto nella relazione - che aspettano dalla giustizia un segno tangibile di giustizia.
Bisogna rimettere in piedi la legalità e con essa la certezza del diritto, restituendo ai cittadini la fiducia nelle istituzioni giudiziarie".
Per Santacroce la situazione della giustizia ha raggiunto una "situazione di estrema drammaticità. Serve una vera e propria rivoluzione culturale, l'affermazione di un'etica pubblica fondata su una ritrovata legalità, anziché sull'idea fuorviante che l'illegalità degli altri sia sufficiente a giustificare la propria". Questo uno dei passi della relazione sull'amministrazione della giustizia nel distretto di Roma letta dal presidente della Corte di appello Giorgio Santacroce in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario nella capitale.
"E' senza dubbio l'espressione di una legalità difficile l'atteggiamento mentale della magistratura e della politica di sospettarsi a vicenda, la difficoltà a coltivare un sereno dibattito che determina l'incapacità di riuscire a trovare un'intesa concreta. Non si capisce perchè la giustizia debba essere un terreno minato da contrapposizioni irriducibili, un muro contro muro che non giova al paese e che il paese non vuole".
I numeri. Aumentano nel distretto giudiziario del Lazio i processi per reati di violenza sessuale e di pedofilia (passati da 32 a 42 nel periodo 30 giugno 2006-30 giugno 2007), mentre diminuisce il numero degli omicidi volontari arrivati al dibattimento (da 98 a 25 nello stesso periodo di tempo). E' quanto emerge dalla relazione sull' amministrazione della giustizia letta oggi dal presidente della Corte d'appello di Roma Giorgio Santacroce.
Nel Tribunale di Roma è aumentato il numero dei procedimenti per reati associativi (da 78 a 102 in dibattimento, da 307 a 385 presso il Gip-Gup). Nella stessa relazione si segnala un aumento anche dei processi per omicidio colposo dovuti a violazioni del codice della strada e delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro (questi ultimi da 129 sono passati a 143).
Le rapine e le estorsioni hanno subito una lieve flessione, passando da 1.064 a 1.033, mentre sono aumentati i processi per usura (da 32 a 48). Analogamente sono aumentati i reati societari (da 24 a 43), i reati di bancarotta e, più in generale, i reati fallimentari (da 872 a 952).
Negli altri uffici del distretto - è detto nella relazione - sono in sensibile aumento i processi relativi al narcotraffico e agli omicidi volontari.
Tra i temi toccati dal presidente della Corte di appello di Roma, Giorgio Santacroce, gli incidenti stradali e l'abuso di alcol e droghe, gli infortuni mortali sul lavoro, le vuolenze legate alle copetizioni sportive e al calcio in specie, e l'eccesssivo numero di avvocati iscritti agli albi.
"Allarmante è il numero dei procedimenti per omicidio colposo derivanti dalla violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale. Un dato balza agli occhi, sulla massima parte di questi eventi luttuosi pesa l'abuso di alcol e droga. E' ragionevole presumere che il recente inasprimento delle pene, non associato a un intensificarsi dei controlli, possa rivelarsi non decisivo a frenare l'escalation di incidenti stradali mortali causati da ubriachi e drogati".
Sul fenomeno degli infortuni mortali sul lavoro, Santacroce ha spiegato che nel circondario di Roma registra una diminuzione nel periodo 2006-2007 (11 rispetto ai 15 del periodo precedente), mentre si è avuto un leggero incremento (del 2%) degli infortuni (16 mila 736 rispetto ai 16 mila 373).
"Allarmano gli episodi di violenza legati a competizioni sportive, quasi esclusivamente calcistiche, dentro e fuori dagli stadi, soprattutto per le dimensioni che hanno assunto di recente a opera di tifoserie ultra". "Purtroppo il legislatore italiano procede in questa materia in modo disorganico e senza un piano unitario, senza cioè una visione complessiva delle cause e dei possibili rimedi, traendo spunti per intervenire sempre e solo da situazioni episodiche e occasionali".
Nella relazione Santacroce ricorda anche episodi di criminalità politica "posti in essere da elementi di estrema destra e da tifoserie ultra della capitale, su molti dei quali si sta ancora indagando". L'episodio più grave - afferma Santacroce - si è verificato l'11 novembre 2007, a seguito di una violenta protesta inscenata per la morte del tifoso Gabriele Sandri.
Sul numero degli avvocati iscritti, Santacroce ha spiegato: "Ventunomila avvocati iscritti solo a Roma sono davvero tanti. Troppi". "L'accesso alla professione legale deve essere rinnovato profondamente e in modo urgente, istituendo una procedura articolata di sbarramenti selettivi per partecipare all'esame di Stato. L'ultimo censimento indica che in Italia sono iscritti agli albi più di 210 mila avvocati, di cui più di 21 mila a Roma. In tutta la Francia gli avvocati sono 44 mila, in tutta l'Inghilterra 117 mila".
Il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, affronta il problema degli stupri e attacca la magistratura. "Il Presidente della Corte di Cassazione ha detto cose meritevoli di riflessione. Invece non possiamo fare a meno di rilevare che esistono magistrati che sono durissimi nel comminare la custodia cautelare quando essa serve per provocare confessioni e, invece, sono molto indulgenti nel trattare i responsabili di reati, diretti o indiretti, odiosi come lo stupro". "Così sono stati concessi gli arresti domiciliari al responsabile dello stupro avvenuto a Roma nella notte di Capodanno e ai due rumeni favoreggiatori dei quattro criminali di Guidonia. Francamente due decisioni del tutto inaccettabili!".
Poi il presidente della corte di appello, Giorgio Santacroce, torna su alcuni dati realtivi ai procesi e spiega che aumentano quelli per reati di violenza sessuale e di pedofilia (passati da 32 a 42 nel periodo giugno 2006-giugno 2007), mentre sono diminuiti gli omicidi volontari arrivati al dibattimento (da 98 a 25). In aumento nel Lazio i procedimenti di separazione e di divorzio. Tra luglio 2006 e giugno 2007 si è registrato un aumento del 18,5% nelle sopravvenienze per procedimenti di separazione e del 2.9% di quelle di divorzio. "Nel circondario di Roma risultano in aumento le pendenze dei procedimenti di separazione e di divorzio di rito giudiziale e consensuale (14,2% per le separazioni e 12% per i divorzi).
