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Firenze - Inaugurazione dell'anno giudiziario, insufficienti i fondi e gli organici

Il presidente della Corte d'Appello di Firenze, Fabio Massimo Drago, punta il dito sul problema dell'insufficienza dei fondi per il corretto funzionamento dell'organizzazione giudiziaria e sulla scarsità di organici. Intanto gli avvocati protestano lasciando l'aula perché ritengono "inaccettabile" la mancanza, da parte di Drago, di ogni riferimento all'avvocatura...


Nel distretto della Toscana permangono "tutte le cause di crisi a suo tempo messe in evidenza: dalla scopertura degli organici di magistratura e degli organici del personale amministrativo, all'insufficienza delle stesse piante organiche; dalla lentezza dei dispositivi e delle procedure per la copertura dei posti vacanti, alla insufficienza di fondi per il corretto funzionamento dell'organizzazione giudiziaria; dalla molteplicità e complessità dei riti processuali all'insufficienza dei rimedi legislativi via via adottati per farvi fronte". Così il presidente della Corte d'Appello di Firenze, Fabio Massimo Drago, alla cerimonia di apertura dell'Anno giudiziario toscano.

"Anche nella nostra regione sono presenti e di drammatica attualità tutte le cause di crisi sopra enumerate in via generale, primo fra tutti il problema di fondo costituito dall'organico del personale di magistratura ed amministrativo che, sia presso la Corte che nei tribunali della regione, continua ad essere cronicamente sottodimensionato rispetto ai flussi di lavoro. Come già ampiamente evidenziato negli anni passati, trattasi anche qui di un problema aggravato dalla parziale scopertura dei posti previsti in piana organica e dai tempi mediamente lunghi per la loro copertura".

Sui minori Drago ha spiegato: "Resta da approfondire la ragione per cui su 3.104 minorenni denunciati, gli italiani sono 1.708 e gli stranieri 1.396, mentre la percentuale è di segno diametralmente opposto se consideriamo chi ha sofferto di restrizione della libertà presso l'istituto penale minorile: appena 33 italiani a fronte di 70 stranieri". Il procuratore per i minori, Aldo Nesticò, ha precisato che "la criminalità minorile continua a non destare particolare allarme, ma si registra un certo incremento della microcriminalità, soprattutto in relazione ai furti". "Istituti come il perdono giudiziale, la messa alla prova, le prescrizioni, la permanenza in casa, trovano scarsa applicazione per i minori stranieri perchè spesso sono arrivati in Italia non accompagnati da familiari e in situazioni di irregolarità, risultando così privi di residenza stabile, famiglia, scuola". Poi, il presidente del tribuanle dei Minori, Gianfranco Casciano, ha detto "per i minori italiani la situazione in generale non è tale da giustificare particolare allarme sociale, però gli atti di bullismo devono essere visti come espressioni di vera delinquenza minorile, pur manifestandosi nell'ambito scolastico".

Sulle intercettazioni è intervenuto il Procuratore generale facente funzione di Firenze, Daniele Propato. "Le intercettazioni di comunicazioni e di conversazioni sono ammesse con molti limiti, imposti dalla Costituzione. Esse costituiscono un importante mezzo di prova". "Se proprio si ritiene di voler porre ulteriori limiti questi vanno attentamente vagliati e ben dosati, anche per quanto attiene la possibile durata, magari ricorrendo, come già oggi è previsto, ad una disciplina differenziata". Secondo i dati resi noti dal Procuratore generale, nel primo semestre del 2008 a Firenze si sono utilizzate intercettazioni in 37 casi, contro i cinque casi registrati nel secondo semestre del 2007.

Gli avvocati abbandonano l'aula bunker dove è in corso la cerimonia, giudicando "inaccettabile" il fatto che nella relazione del presidente della Corte d'Appello manchi qualsiasi accenno, anche un saluto, all'avvocatura". Secondo Luca Saldarelli, vice presidente dell' Oua, si tratta del frutto "di una mentalità che non accettiamo: la giustizia non è cosa esclusiva della magistratura".

In aula è rimasto un rappresentante degli avvocati, Massimo Dal Piaz, per spiegare le ragioni della protesta. Già nei giorni scorsi, il presidente della camera penale, Giovanni Flora, aveva annunciato di non partecipare alla cerimonia "perchè durante l'inaugurazione non vengono affrontati quelli che sono i veri problemi della giustizia".

Prima dell'intervento dell'avvocato Massimo Dal Piaz, il presidente della Corte d'appello di Firenze, Fabio Massimo Drago, ha chiesto scusa, rinnovando la propria considerazione e stima verso gli avvocati: "Uno scellerato lapsus mi ha impedito di salutare i rappresentanti del consiglio degli avvocati. Chiedo scusa".

Ai comuni drammatici disservizi che affondano la giustizia italiana, a Firenze si aggiunge il disastro della dislocazione degli uffici giudiziari in una quindicina di sedi diverse, con tutte le spese e i disagi che ne conseguono. Il nuovo palazzo di giustizia a Novoli è ormai completato nel suo primo e più vasto lotto, costato 104 milioni di euro, mentre il secondo lotto è in costruzione (spesa prevista: 33 milioni di euro). Tuttavia non è possibile avviare il trasferimento degli uffici perchè lo Stato non riesce a trovare i fondi necessari per gli impianti di sicurezza (servono 5 milioni di euro) e per i mobili (un po' meno di 9 milioni di euro). Il ritardo nel trasferimento degli uffici giudiziari nel nuovo palazzo rischia di costare carissimo ai contribuenti. E' stato calcolato che per non far degradare l'enorme edificio già completato servono ogni anno 200 mila euro per la manutenzione e 150 mila per la vigilanza, cui bisogna aggiungere la spesa connessa al mancato utilizzo del palazzo, calcolata in 10 euro al metro quadro per anno: il che corrisponde a un milione di euro per il primo lotto (che ha una superficie di 100 mila metri quadri) più 250 mila euro per il secondo lotto (che misura 25 mila metri quadri). Una situazione che tutti giudicano insostenibile ma alla quale lo Stato non riesce a porre rimedio.

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