"Lavorerà" per la Finanza, il mega yacht sequestrato
La vicenda, i cui ultimi sviluppi sono stati anticipati dal Secolo XIX a inizio gennaio, nacque da una verifica fiscale nei confronti di una società genovese specializzata nel noleggio di imbarcazioni: le verifiche - concluse nell'agosto del 2008 - permisero di scoprire che un facoltoso americano (che si era dichiarato un «diplomatico in pensione») aveva costituito nelle Isole Cayman una società di charter attraverso cui aveva fintamente noleggiato a se stesso il My Limoncello.
Il problema è che l'imbarcazione venne introdotta in Italia con una finta destinazione a fini commerciali (il noleggio, appunto), tacendone il suo vero scopo, quello personale del «diplomatico» americano. Scoperto tutto, i militari hanno contestato al cittadino statunitense e ai rappresentanti della società genovese un «debito fiscale» di oltre 2 milioni di euro.
L'ultima difficoltà, per la Finanza, è stata quella di riuscire a mettere le mani sull'imbarcazione che - come prevede la legge - andava sequestrata: a lungo ormeggiato al Porto Antico, il My Limoncello era "scomparso", trasferito nelle «più sicure» acque del porto maltese della Valletta. La "fuga" è durata sino al 7 novembre scorso quando, superati tutti gli ostacoli diplomatici, i militari sono riusciti a prendere possesso dello yacht e a riportarlo in Italia.
Adesso, come detto, il My Limoncello sarà destinato a usi benefici; chissà che fine farà quello scopino da water a 24 carati che faceva parte dell'incredibile dotazione di bordo
Emanuele Capone
