Il futuro di Genova a uno sconosciuto
In Liguria politica, affari e conflitti di interesse. Ha poca esperienza e dichiara reddito zero ma il Comune gli affida appalti da un miliardo. La società Sviluppo Genova, partecipata da enti locali e industriali, gestirà le aree dismesse in Liguria e gli appalti per riconvertire. Il manager che la guida ha uno stipendio iniziale di 70 mila euro..."Quest'uomo avrebbe la social card", spalancano gli occhi all'Agenzia delle Entrate di Ovada, "con 1.355 euro di reddito annuo imponibile muori di fame". Davanti agli occhi, però, non hanno il modello unico di un disoccupato, ma quello di uno dei più importanti manager liguri: Pier Giulio Porazza. Niente social card, quindi, anche perché ci ha pensato il Comune di Genova a toglierlo d'impaccio offrendogli un posto da 70mila euro l'anno.
"Possibile?", storcono il naso gli uomini del fisco. Possibile, eccome. E' la fine di ottobre del 2008 quando tra gli enti pubblici genovesi comincia il dibattito per scegliere i manager della società Sviluppo Genova, uno dei cardini del rilancio dell'economia locale. Tra i soci Comune di Genova, Regione Liguria, Provincia di Genova, Camera di Commercio, Banca Carige, Banca Popolare, Bnl, Associazione industriali, Sofincoop, Aeroporto di Genova, Multiservizi e Filse, la finanziaria regionale. Una spa che gestirà appalti da quasi un miliardo di euro. Servono nomi di alto profilo, quindi. Quando la parola passa al Comune, cui spetta la scelta dell'amministratore delegato, ecco la sorpresa: il sindaco Marta Vincenzi indica Pier Giulio Porazza, nato a Carpeneto (Alessandria) nel 1961. "Chi è?", si chiedono a Genova. Nessuno conosce Porazza. E' un manager, ribattono in Comune e tanto basta.
Ma Porazza sarà il numero uno di una società che con le sue scelte ridisegnerà la mappa dell'economia della Liguria. La Sviluppo Genova infatti si occupa di aree dismesse che valgono oro in una regione affamata di spazi. Non solo: prima la società si occupava soltanto di Genova, ma con una legge dell'ottobre 2008 (impugnata davanti alla Corte Costituzionale) la Regione ha voluto estendere a tutta la Liguria il campo di azione. Insomma, dopo le aree di Cornigliano, la Sviluppo Genova avrà in mano gli appalti per quattro nuovi ospedali. Il primo è quello della Spezia che vale 150 milioni di euro.
Così c'è chi comincia a investigare, a cercare il curriculum del signor Porazza e, appunto, le sue dichiarazioni dei redditi. Fino a scoprire quel dato sorprendente: il nuovo amministratore delegato negli anni 2005, 2006, 2007 ha dichiarato somme che vanno da zero a 1.355 euro. Com'è possibile? L'interessato conferma e spiega: "Ho dichiarato poco perché in quegli anni sono stato malato, ho la pensione di invalidità. E comunque ho altri redditi. Io sono consulente della società Ireos che mi paga settemila euro al mese. Una somma, però, che non è finita direttamente a me, ma alla società della mia famiglia, la Relesco. E' tutto regolare", assicura Porazza. Insomma, le tasse sarebbero state pagate, ma dalla Relesco. Niente di illecito, altri lo fanno, ma all'Agenzia delle Entrate non sembrano del tutto soddisfatti dalla spiegazione: Porazza è stato socio della Relesco e adesso ricopre la carica di amministratore. Quindi, prima o poi i compensi della consulenza dovrebbero essere dichiarati.
Ma la dichiarazione dei redditi è solo un tassello. A suscitare perplessità a Genova è anche il curriculum di Porazza. "Sono consigliere di amministrazione e responsabile delle relazioni esterne della Ireos, una piccola società del gruppo Garrone", chiarisce Porazza. E aggiunge: "Mi ha scelto Garrone, perché mi conosce... siamo tutti e due di Carpeneto". Basta questo per giustificare la sua designazione alla Sviluppo Genova?
Domanda cui non si trova risposta andando a Carpeneto: "Porazza? Era un craxiano doc. Un manager? Aveva delle società, ma non gli è andata troppo bene". Facendo una breve ricerca nei giornali dell'epoca e qualche visura alla Camera di Commercio si trovano conferme. Pier Giulio Porazza negli anni Ottanta era una delle figure di spicco del Psi non solo alessandrino, tanto da diventare socio della Casa Editrice Rosa d'Europa. L'amministratore era Claudio Martelli, tra gli altri soci figurava Enrico Manca.
Poi ci furono gli anni bui. Porazza tentò la fortuna fondando diverse società. Fino al 1999 è stato amministratore della Serimex (fallita nel 2001). Ma soprattutto è stato socio e amministratore (fino al giugno 2001) della Tecniteia, società fallita quattro mesi più tardi.
"Io ho scelto Porazza proprio perché era poco conosciuto e fuori dai giochi. Finora si è comportato bene", assicura il sindaco Marta Vincenzi.
Di sicuro c'è che in Liguria il bubbone Sviluppo Genova sta per scoppiare. E non solo per l'amministratore delegato. Nel cda appena decaduto, infatti, sedeva un manager noto in città, Giovanni Pisani, socio di Interconsult, a sua volta socia di Italbrokers. Una figura molto vicina al presidente della Regione Claudio Burlando, così come Franco Lazzarini, numero uno della Italbrokers, società di brokeraggio assicurativo tra le più importanti d'Italia, finita nel mirino delle polemiche per consulenze e appalti con enti pubblici; sia Pisani che Lazzarini figurano tra i promotori dell'associazione politica di Burlando, il Maestrale. Bene, appena pochi mesi dopo le dimissioni di Pisani ecco che il 19 dicembre 2008 la Sviluppo Genova ha inviato una lettera (numero di protocollo interno 1236 PGP/pl) in cui si affida alla Ital Brokers l'incarico - a titolo gratuito - di redigere uno studio sulla posizione assicurativa della Sviluppo Genova. "Nel caso in cui lo studio incontri il nostro favore - conclude il documento firmato da Porazza - sarà da noi tenuta in considerazione la possibilità di affidarvi" l'appalto "nelle modalità contrattuali più opportune". Ma oggi Porazza assicura alla Stampa: "Ital Brokers non avrà appalti". Ital Brokers conferma.
In città c'è chi punta il dito sul possibile conflitto di interessi. Ma niente paura: la Sviluppo Genova ha nominato un comitato di vigilanza sulla trasparenza dei propri appalti. A guidarlo c'è una figura di spicco come Fernanda Contri, ex giudice della Corte Costituzionale. Ma anche ex socialista e presidente onorario della Ital Brokers.
Ferruccio Sansa
