Il 26 febbraio sentenza per Bissolotti ed Esposito
Risolto il "giallo" dei 17 faldoni processuali spariti e poi ritrovati nei meandri del Palazzo di giustizia di Genova, si è quindi aperto davvero il giudizio di secondo grado per l'ex assessore al turismo Antonio Bissolotti e l'impresario musicale Angelo Esposito, condannati a Sanremo a 4 anni e 5 mesi di reclusione ciascuno per concorso in corruzione.
Una settimana fa tutto si era fermato in seguito alla scomparsa della corposa documentazione, tanto che il presidente della terza sezione, Carlo Caboara, aveva preventivato un rinvio a fine febbraio, per poter ricostituire gli atti mancanti con l'aiuto delle parti. Qualche giorno dopo, però, la cancelleria della Corte aveva comunicato il ritrovamento dei faldoni, così oggi il processo d'appello può cominciare.
L'udienza è stata dedicata all'intervento del giudice relatore Giuseppe Diomeda, per la ricostruzione della vicenda processuale. Oggi a Genova si è quindi rivissuta la vicenda che nel 2003 sconvolse Sanremo, con l'incriminazione dell'allora sindaco Giovenale Bottini (poi prosciolto, assieme a una serie di imputati minori) e soprattutto di Antonio Bissolotti, con la caduta dell'amministrazione comunale del Polo. Nel processo di primo grado a Sanremo, il tribunale nell'ottobre 2007 ha sentenziato la colpevolezza di Bissolotti ed Esposito, ritenendo provata l'esistenza di un patto per il versamento di mazzette all'assessore in cambio dell'inserimento (e del finanziamento) delle manifestazioni di Angelo Esposito, patron della Publimod, nel programma delle manifestazioni del Comune.
