Spagna, dove cadono i latitanti. Arrestato il boss Zazo
Zazo, 57 anni, era una delle figure più importanti del clan Mazzarella, attivo nel centro di Napoli. Nella capitale catalana, dove viveva in un appartamento vicino alla Sagrada Familia, si occupava dell’importazione e del traffico di cocaina per conto del clan.
Ed il suo arresto, eseguito dai carabinieri in collaborazione con la Unidad central operativa della Guardia Civil, è l’ultimo di una lunga serie in terra iberica. Non è un mistero che i boss di camorra, cosa nostra e ‘ndrangheta abbiano scelto la Spagna come terra di conquista e riciclaggio del denaro sporco. Per gli aeroporti di Madrid e Barcellona, così come sulle coste di Galizia e Catalogna, passano le ricche rotte della cocaina sudamericana e dell’hascisc marocchino. Senza dimenticare l’impetuoso (è crollato solo nell’ultimo anno, in conseguenza della crisi dei subprime) sviluppo immobiliare sulle coste del Mediterraneo, un affare troppo ghiotto per non metterci le mani. Ma negli ultimi anni la collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e quelle spagnole ha portato alla cattura di molti dei boss trasferiti in terra iberica.
Come Marco Assegnati, reggente del clan camorristico Nico e inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi, sorpreso insieme alla compagna spagnola e al figlio avuto dalla stessa, in un appartamento di Escalona nei pressi di Toledo, il 18 dicembre scorso. Il giorno prima era stato catturato a Fuengirola Paolo Pesce, del clan camorristico dei Mariano. Il 20 settembre, invece, era stato Marino Santafede a cadere, dopo aver messo sulle sue tracce la Guardia Civil per l’acquisto di un lussuoso appartamento nel quartiere olimpico di Barcellona. Anche lui si occupava del traffico di stupefacenti verso Napoli e Roma. Sempre in Catalogna, a Girona, il 10 agosto finiva invece la latitanza di Patrizio Bosti, reggente del clan Licciardi-Contini, inserito nella lista dei trenta più ricercati dal Viminale. Il 16 maggio, invece, a Barcellona, era il turno del
latitante Fausto Frizziero, ritenuto capo dell’omonimo clan operante nei quartieri della Torretta, di Mergellina, Chiaia e
zone limitrofe. Preso dalla squadra mobile di Napoli.
Non solo camorristi, comunque: anche la ‘Ndrangheta ha i suoi emissari in terra spagnola. Intermediari, broker con un passato da delinquenti comuni. Come Ippolito Magnoli, detto ‘’Peppe'’, nato a Rosarno (Reggio Calabria) 61 anni fa, uomo di fiducia del clan Piromalli, ricercato da sei anni, arrestato nel paesino catalano di El Mas Tader dai militari del Ros di Genova, in collaborazione con i colleghi spagnoli.
emanuele rossi
