Camorra: Setola e i suoi intercettati durante agguato, 'na botta in faccia e via'
Sono il contenuto di un'intercettazione ambientale, pubblicata da ''Repubblica'', che inchioda il boss camorrista Giuseppe Setola, arrestato tre giorni fa. Oltre venti interminabili minuti di intercettazione eseguita dai carabinieri del casertano, coordinati dal colonnello Carmelo Burgio e ora in mano alla Procura di Napoli che ha firmato la cattura del boss. L'intercettazione racconta in diretta due tentati omicidi. Si tratta del duplice agguato di Trentola Ducenta, nel casertano, l'ultimo raid firmato da Setola, quasi un mese prima della sua resa.
E' il 12 dicembre scorso, sono le 22. Le due spedizioni punitive vengono messe a segno a distanza di pochi secondi, sempre nel cuore del paese di Trentola, lo stesso dove - venti giorni piu' tardi - si scoprira' il covo di Setola, un basso dal quale il boss riesce a fuggire calandosi nelle fogne. I sicari escono armati di almeno quattro armi.
La follia criminale si concentra contro due nemici, Salvatore Orabona e Pietro Falcone. Il primo, vanno a colpirlo in via Caravaggio. Il secondo, a pochi minuti di auto, in via Vittorio Afieri. Entrambi sono "colpevoli", agli occhi del capobranco, di non aver versato parte delle tangenti raccolte sul territorio nella cassa di Setola. Non lo riconoscono come il plenipotenziario del padrino Bidognetti, oggi in carcere. In azione, c'e' un commando di cinque o sei uomini. Due auto portano i killer, una delle quali e' la Lancia Y sotto intercettazione.
