La Casa della Legalità - Onlus è un'associazione nazionale di volontariato, indipendente ed opera senza finanziamenti pubblici o sponsor

seguici e interagisci suFACEBOOK TWITTER  YOUTUBE

CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus
Osservatorio sulla criminalità e le mafie | Osservatorio sui reati ambientali | Osservatorio su trasparenza e correttezza della P.A.

"L'ammazziamo e ci pigliamo un caffé"

"‘Na botta in faccia e via". Ammazzare come in un videogioco. Con la stessa noncuranza Giuseppe Setola e i componenti della sua "paranza" criminale si preparavano agli omicidi. Ascoltando musica neomelodica, canticchiano e parlano delle prossime vittime...

Poi gli spari dell'ultima strage. Le registrazioni dei dialoghi del killer camorrista arrestato mercoledì scorso con i suoi uomini sono state anticipate dal quotidiano La Repubblica. Con una microspia nella macchina del boss, i carabinieri dell'antimafia di Caserta hanno potuto ascoltare "in diretta" l'esecuzione di un agguato. Agghiacciante, così come ciò che si sente prima.
Un concentrato di analfabetismo e disprezzo per la vita umana. Reso più surreale dalla "colonna sonora", che mischia la canzone neomelodica e gli spari delle mitragliette. Un documento sonoro di 20 minuti, indizio schiacciante per il processo a Setola e ai componenti della sua squadra, una scheggia del clan dei Casalesi che, secondo le accuse, ha compiuto una ventina di omicidi nel corso dell'ultimo anno, inclusa la strage di immigrati a Castelvolturno. La registrazione si riferisce all'ultimo agguato del gruppo, il 12 dicembre scorso a Trentola Ducenta, nel casertano, a due persone, Salvatore Orabona e Pietro Falcone, usciti indenni dalla pioggia di colpi di Ak 47 e pistole calibro 9 sparati contro il portone e le finestre della casa da Setola e compagni. Nello stesso paese dove un mese dopo "Peppe a' puttana" si arrenderà dopo l'ennesima fuga riuscita, nelle fogne. Oggi Setola è stato trasferito in carcere a Milano nel carcere di massima sicurezza di Opera a Milano. Dove si trova anche Francesco Schiavone, "Sandokan", storico boss di Casal di Principe.
‘'Ma noi quando arriviamo là chi vogliamo colpire? Tutti e due, dobbiamo uccidere tutti e due, ‘na botta in faccia e via'', è uno dei dialoghi intercettati in auto prima della missione di morte. Portato a termine un agguato, in un'altra circostanza, ecco che uno dei sicari dice: ‘'mannaggia, ho finito il caricatore. Vabbè, ora andiamoci a prendere un caffe"'. Ma non sempre i sicari riescono nel loro intento e così si scatena la rabbia: ‘'siamo andati là a portargli i dolci e quello non è sceso. Se anche fosse Gesù Cristo, l'ammo appiccià a costo di andarci di notte''. ‘'Vai, vai. L'abbiamo ucciso come un infame...'', dice uno degli intercettati e giù la canzone: ‘'Tu sei zucchero per me, dolce, dolce, dolce...''.

emanuele rossi

Stampa Email

Frammenti sulla Liguria

Frammenti su altre Regioni

Dossier & Speciali

I siti per le segnalazioni

Osservatorio Antimafia
www.osservatorioantimafia.org

Osservatorio Ambiente e Salute
www.osservatorioambientesalute.org

Osservatorio sulla
Pubblica Amministrazione
www.osservatoriopa.org

 

e presto online

sito in fase di allestimento