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Molesta una ragazza e spara a suo padre

Si è costituito il giovane ricercato. Il 21enne ha problemi psichici e precedenti per violenza sessuale. Il 44enne ferito è in gravissime condizioni...


COMO - Si è costituito ai carabinieri di Mariano Comense Emanuele Enrique Perino, il giovane di 21 anni che sabato pomeriggio ha ferito a colpi di pistola un ex carabiniere, Vincenzo Di Maso, 44 anni. Perino ha ammesso di avere sparato contro Di Maso e di avere poi gettato la pistola in un cantiere vicino alla sua abitazione. Il giovane era ricercato in tutta la Brianza, anche con l'ausilio di un elicottero. Era stato riconosciuto dalla moglie del ferito, che è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Monza. E' stato colpito da due proiettili, al petto e alla testa.


MOLESTIE SESSUALI
- Gli episodi di molestie, che sarebbero alla base dell'aggressione di sabato pomeriggio, risalgono a quando Perin era minorenne. Nel marzo del 2006, Perino era stato arrestato per violenza sessuale nei confronti di una ragazza anche lei minorenne di Mariano Comense. I genitori della ragazza avevano denunciato il giovane. Condannato nel 2007 a 4 anni e 4 mesi con rito abbreviato, Perino era finito agli arresti domiciliari, quindi in affidamento ai servizi sociali. Secondo una prima ricostruzione, Perino avrebbe affrontato direttamente Di Maso, sparandogli almeno due colpi di pistola, nel cortile antistante la villetta di via Puglie. Quando è uscita la moglie, richiamata dagli spari, il giovane è scappato a piedi.

LE AMMISSIONI - Le avances di Perino nei confronti della ragazza, oggi 19enne, non erano affatto terminate: l'ultimo episodio risalirebbe soltanto a pochi giorni fa, in un supermercato di Mariano Comense. Negli ultimi giorni non risultano però depositate nuove denunce, che potrebbero aver fatto scattare il desiderio di vendetta da parte di Perino. Il ragazzo soffre di problemi psichici, che lo hanno reso «inidoneo» a qualunque tipo di detenzione, e che gli hanno fatto trascorrere, dopo l'arresto e la condanna, un periodo in una comunità protetta. Davanti ai carabinieri, Perino sarebbe stato molto confuso nell'indicare le ragioni dell'agguato; avrebbe comunque fatto accenno alle denunce che la famiglia Di Maso aveva presentato per le molestie ai danni della figlia.

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