La Casa della Legalità - Onlus è un'associazione nazionale di volontariato, indipendente ed opera senza finanziamenti pubblici o sponsor

seguici e interagisci suFACEBOOK TWITTER  YOUTUBE

CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus
Osservatorio sulla criminalità e le mafie | Osservatorio sui reati ambientali | Osservatorio su trasparenza e correttezza della P.A.

«Sentenza ineccepibile, ma difficile da accettare»

«Una sentenza ineccepibile sotto il profilo tecnico, per quanto non è detto che le circostanze attenuanti debbano sempre prevalere o essere equivalenti a quelle aggravanti». Il giorno dopo la sentenza di condanna a 16 anni e 8 mesi di carcere inflitta dal Tribunale a Luca Delfino, riconosciuto colpevole dell'omicidio dell'ex fidanzata Maria Antonietta Multari, il procuratore della Repubblica di Sanremo Roberto Cavallone commenta l'esito del processo...


«Il giudice ha valutato di bilanciare la seminfermità dell'imputato, riconosciuta dalle diverse perizie, con le aggravanti. Tecnicamente, la sentenza è ineccepibile. Il giudice, lo sottolineo, ha adottato una scelta corretta, anche se la nostra idea di far prevalere le aggravanti sulle attenuanti non era peregrina. Va però detto che sono davvero rari i casi in cui una pluri affermata seminfermità mentale non viene presa in considerazione dal giudice per bilanciare le aggravanti. Questo sarebbe potuto essere uno di quei casi, ma è pienamente legittima anche la strada percorsa dal giudice».

Il procuratore immaginava che la sentenza avrebbe suscitato grandi polemiche. «Per la gente è difficile comprendere e accettare l'aspetto tecnico che sta dietro al verdetto, così come il ricorso alle perizie psichiatriche: non c'è mai la convinzione che un imputato riconosciuto seminfermo di mente lo sia effettivamente. Ci si affida sempre a professionisti qualificati, ma non bisogna dimenticare che esistono anche bravi simulatori». Si riferisce a Delfino? «Non posso dirlo, posso solo constatare che nel suo caso l'atteggiamento è stato particolare, a cominciare dall'aspetto con cui si è presentato in aula, con quella lunga barba che si è poi fatto crescere durante la detenzione. Così come durante l'udienza ho potuto osservare una persona apparentemente tranquilla, normale, ben diversa da quella che aveva gli occhi spiritati ogni volta che compariva davanti ad una telecamera o a una macchina fotografica».

Il procuratore Cavallone difende ancora le scelte del pm Ferraro, che lui ha pienamente appoggiato. «Il dottor Ferraro è un magistrato molto preparato, con lui abbiamo parlato della linea da adottare. Ognuno ha fatto la propria parte, la nostra è stata di chiedere l'ergastolo». Il magistrato non avrebbe gradito, invece, l'aggettivo "smodata", utilizzato dal difensore di Delfino, Riccardo Lamonaca, per definire proprio la richiesta di ergastolo. «Direi che non sia il termine più appropriato da utilizzare in un caso in cui l'imputato ha ucciso la sua ex fidanzata con 40 coltellate, dopo averla vessata per lungo tempo in tutti i modi».

La sentenza di condanna a 16 anni e 8 mesi, in ogni caso, non è appellabile, essendo stata emessa al termine di un procedimento con rito abbreviato. Potrebbe però essere impugnata dalla stessa difesa. «Non è da escludere - conclude il procuratore - perché tecnicamente la pena potrebbe diminuire ulteriormente».

L'avvocato Lamonaca non entra nel merito ma ribadisce la sua opinione. «E' stata più una forzatura la richiesta di ergastolo del pubblico ministero Ferraro, che la sentenza del giudice, che tiene conto di un dato emerso nel corso del processo, ovvero della seminfermità mentale dell'imputato. Non ha senso dare un incarico al perito, prendere atto delle sue conclusioni, e poi disattenderle perché l'opinione pubblica vuole l'ergastolo. Se il vizio parziale esiste, questo deve avere un significato equivalente o prevalente rispetto all'aggravante, ma non subvalente. Al giudice Bracco va tutto il mio plauso per aver mostrato indipendenza di giudizio e serenità di valutazione, senza farsi condizionare dall'emotività ambientale e dall'impatto mediatico che spingeva verso una direzione. Sono anche felice che il vizio parziale di mente che ho sempre sostenuto a favore del mio assistito, da sempre considerato un escamotage difensivo, sia stato consacrato in una sentenza»

Paolo Isaia

Stampa Email

Frammenti sulla Liguria

Frammenti su altre Regioni

Dossier & Speciali

I siti per le segnalazioni

Osservatorio Antimafia
www.osservatorioantimafia.org

Osservatorio Ambiente e Salute
www.osservatorioambientesalute.org

Osservatorio sulla
Pubblica Amministrazione
www.osservatoriopa.org

 

e presto online

sito in fase di allestimento