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L'omicida: «So solo che mi sono difeso»

«Un attimo prima stavamo bevendo, non so nemmeno io come abbiamo cominciato a litigare. So solo che mi sono difeso»: sono le prime parole dette al suo avvocato, Pierpaolo De Grazia, da Antonio Cacciatore, il sessantaduenne di origine calabrese arrestato per l'omicidio di Tommaso Siciliano, 73 anni, pregiudicato di Marassi, meglio conosciuto con il soprannome di "Pizzetto", accoltellato a morte sabato sera di fronte al bar Bosio di via Fereggiano...


Al magistrato, il sostituto procuratore Giovanni Arena che ha cercato di parlargli in ospedale la sera del delitto, e agli inquirenti che lo hanno fermato praticamente in flagrante, Cacciatore non aveva fornito alcuna risposta o spiegazione. Ma i suoi legali, oltre a De Grazia, Graziella Delfino, che mercoledì lo assisteranno nell'interrogatorio di convalida di fronte al Gip, sosterranno la tesi della legittima difesa.

La vittima, Tommaso Siciliano, sposato e padre di tre figlie, era noto per i suoi precedenti penali: negli anni Novanta era stato arrestato con un chilo di eroina turca e due pistole. Più recentemente, era stato denunciato proprio per porto abusivo di un coltello: «Mio padre ha agito per legittima difesa, non ho dubbi», dice anche uno dei due figli di Cacciatore, Roberto, 31 anni, autotrasportatore.

Restano i contorni di un'amicizia a quanto pare cementata da decine di giornate passate insieme, a spasso per i bar del centro a bere, come confermano decine di testimoni ascoltati dalla squadra mobile a partire da sabato sera. Gli stessi conoscenti che parlano della vittima come di una persona facile a infiammarsi.

Il questore: due morti e decine di feriti, allarme coltelli
Il dato crudo è di quelli che fanno (perlomeno) drizzare le antenne: un mese, due morti ammazzati, una decina di feriti in condizioni critiche. È il bilancio con il quale nelle ultime settimane le forze di polizia hanno fatto i conti riepilogando le aggressioni all'arma bianca, gli accoltellamenti in strada, spesso di giorno, che hanno seminato sangue e terrore un po' dappertutto. Prima dell'omicidio di via Fereggiano, era il 14 dicembre, un dominicano di 22 anni era stato straziato con una sola ferita, inferta al cuore, davanti a una discoteca di San Benigno. Tre giorni fa, in via Redipuiglia a Quarto, l'ossessione d'un triangolo amoroso è sfociata in una zuffa a colpi di roncola, con un sudamericano trasportato in fretta all'ospedale. E poi resta il mistero del massacro di Sestri Ponente: 6 dicembre, la cantante Cristina Balzano, 18 anni, e suo fratello di 16 colpiscono con cinquanta coltellate in un vicolo il chitarrista sedicenne della loro band, del quale non apprezzavano le performance. Ancora: un marocchino colpito con vari fendenti in piazza delle Erbe per la parola storta alla fidanzata d'un genovese, altri duelli improvvisati nel centro storico.

La tendenza a girare armati non lascia indifferente il questore: «I poliziotti di turno sulle volanti hanno un'indicazione ben definita, ovvero quella di controllare il possesso di coltelli o simili nelle persone sottoposte a controllo che risultino minimamente alterate. E intensificheremo questo tipo di lavoro nelle prossime settimane»

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