L'omicida: «So solo che mi sono difeso»
Al magistrato, il sostituto procuratore Giovanni Arena che ha cercato di parlargli in ospedale la sera del delitto, e agli inquirenti che lo hanno fermato praticamente in flagrante, Cacciatore non aveva fornito alcuna risposta o spiegazione. Ma i suoi legali, oltre a De Grazia, Graziella Delfino, che mercoledì lo assisteranno nell'interrogatorio di convalida di fronte al Gip, sosterranno la tesi della legittima difesa.
La vittima, Tommaso Siciliano, sposato e padre di tre figlie, era noto per i suoi precedenti penali: negli anni Novanta era stato arrestato con un chilo di eroina turca e due pistole. Più recentemente, era stato denunciato proprio per porto abusivo di un coltello: «Mio padre ha agito per legittima difesa, non ho dubbi», dice anche uno dei due figli di Cacciatore, Roberto, 31 anni, autotrasportatore.
Restano i contorni di un'amicizia a quanto pare cementata da decine di giornate passate insieme, a spasso per i bar del centro a bere, come confermano decine di testimoni ascoltati dalla squadra mobile a partire da sabato sera. Gli stessi conoscenti che parlano della vittima come di una persona facile a infiammarsi.
Il questore: due morti e decine di feriti, allarme coltelli
Il dato crudo è di quelli che fanno (perlomeno) drizzare le antenne: un mese, due morti ammazzati, una decina di feriti in condizioni critiche. È il bilancio con il quale nelle ultime settimane le forze di polizia hanno fatto i conti riepilogando le aggressioni all'arma bianca, gli accoltellamenti in strada, spesso di giorno, che hanno seminato sangue e terrore un po' dappertutto. Prima dell'omicidio di via Fereggiano, era il 14 dicembre, un dominicano di 22 anni era stato straziato con una sola ferita, inferta al cuore, davanti a una discoteca di San Benigno. Tre giorni fa, in via Redipuiglia a Quarto, l'ossessione d'un triangolo amoroso è sfociata in una zuffa a colpi di roncola, con un sudamericano trasportato in fretta all'ospedale. E poi resta il mistero del massacro di Sestri Ponente: 6 dicembre, la cantante Cristina Balzano, 18 anni, e suo fratello di 16 colpiscono con cinquanta coltellate in un vicolo il chitarrista sedicenne della loro band, del quale non apprezzavano le performance. Ancora: un marocchino colpito con vari fendenti in piazza delle Erbe per la parola storta alla fidanzata d'un genovese, altri duelli improvvisati nel centro storico.
La tendenza a girare armati non lascia indifferente il questore: «I poliziotti di turno sulle volanti hanno un'indicazione ben definita, ovvero quella di controllare il possesso di coltelli o simili nelle persone sottoposte a controllo che risultino minimamente alterate. E intensificheremo questo tipo di lavoro nelle prossime settimane»
