La "talpa" degli usurai lavorava dentro l'Inps
A carico della talpa il primo reato contestato è la "rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio" ma gli inquirenti puntano a contestare anche il ben più grave "favoreggiamento" dell'usura. Tutto dipende da un particolare: capire (e dimostrare) se sapesse a cosa servivano le informazioni d'ufficio che affidava allo strozzino. Su questo aspetto è impossibile avere delucidazioni perché l'indagine è in corso e non trapela nulla. Tutto dipenderà da ciò che sosterrà, d'accordo con il suo difensore, per scagionarsi dall'accusa. Lo stesso vale per il fratello: anch'egli dovrà tentare di dimostrare che non sapeva a cosa servivano quei documenti che nello scorso febbraio aveva passato al "conoscente" ed ex bancario in pensione Alluigi, poi arrestato per usura.
Quei documenti riguardavano la posizione patrimoniale e contributiva di una vittima (un artigiano edile savonese, F. F.) e con ogni probabilità lo strozzino li ha usati per smentire i tentativi della vittima di dichiararsi senza entrate e così sottrarsi alle richieste di denaro. «I soldi li hai, ho qui il documento che dimostra quanto prendi di pensione...» avrà detto.
Già dai primi atti dell'inchiesta che a inizio 2008 ha portato in carcere cinque persone per usura (Alluigi più Leone Principato, Domenico Prostamo, Franca Panara e Giuseppe Scalise, quest'ultimi tre ancora in attesa di definire la propria posizione a differenza dei primi due che hanno già patteggiato) il ruolo di questo "dipendente infedele dell'Inps" (così era definito dalla Procura nella richiesta di ordinanza di custodia cautelare per i cinque) era uno dei più imbarazzanti e spinosi.
Il perché è presto spiegato: dimostrava che gli usurai, almeno alcuni di loro, potevano contare su una rete di collaboratori insospettabili e in qualche caso addirittura radicati in uffici pubblici come l'Inps. Proprio per non guastare la successiva indagine i particolari di questo rapporto con il "dipendente infedele" erano stati omessi dal gip Aschero nella successiva ordinanza d'arresto per consentire ai finanzieri di indagare con la dovuta calma. Cosa che ora è stata fatta con una nuova indagine dai risvolti adesso imprevedibili.
DARIO FRECCERO
