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Cosmetici tossici: maxi sequestro a Voltri

Più di 300 mila confezioni di cosmetici di contrabbando sequestrati tra cui il 10% altamente tossici. È quello che hanno sequestrato i finanzieri del nucleo operativo del comando Gruppo Genova, operanti al porto di Genova-Voltri, nell'ambito dell'operazione "Make-up"...


La categoria più pericolosa dei prodotti sequestrati è quella delle creme schiarenti. Creme, pomate e lozioni che contengono sostanze (idrochinone, acido glicolico e acido cogico), sostanze innocue in dosi omeopatiche ma estremamente tossiche se assunte in alte concentrazioni. Prodotti venduti al mercato nero per lo più a donne immigrate di origine africana - specie nigeriane, ghanesi e congolesi - che se ne servono nella speranza di schiarirsi la pelle.

La provenienza dei prodotti è eterogenea, a seconda delle caratteristiche tecniche: olii essenziali dall'Egitto, trucchi e smalti per unghie dalla Cina, creme sbiancanti da Nigeria e Ghana. Oltre ai cosmetici, abilmente occultati dietro carichi di copertura costituiti da farine, arachidi, tappeti e mobili, e sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro 2000 esemplari di prodotti farmaceutici, importati senza le previste autorizzazioni del Ministero della Sanità, 1200 bottiglie di prodotti alcolici (con gradazione tra i 40% e i 45%) e circa 2000 confezioni di preparazioni alimentari a base di latte, provenienti dalla Cina.

Le indagini svolte dai finanzieri genovesi hanno permesso di tracciare un quadro generale sul mercato clandestino dei cosmetici (soprattutto delle creme schiarenti), composto da una fitta rete di persone, titolari di imprese individuali, residenti in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Svariati i capi d'imputazione per gli illeciti commessi: contrabbando aggravato, falso ideologico, evasione dei diritti di confine e dell'iva all'importazione, sottrazione all'accertamento e al pagamento dell'accisa di bevande alcoliche, importazione di medicinali senza autorizzazione e di prodotti cosmetici dannosi per la salute, che hanno permesso ai militari e ai funzionari doganali di denunciare alla locale Procura della Repubblica un cittadino italiano, residente in provincia di Treviso, una cittadina ghanese residente a Verona, un cittadino egiziano residente in provincia di Reggio Emilia ed un cittadino cinese residente a Milano, tutti titolari di regolare partita iva per l'esercizio del commercio al dettaglio.

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