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Appalti Campania, la replica di Lepore "Delegittimarci per toglierci l'inchiesta"

Il procuratore di Napoli tirato in ballo dal colonnello della Gdf Mazzucco che gli attribuisce una richiesta di lavoro inoltrata all'imprenditore Romeo...

NAPOLI - L'accusa di una richiesta di assunzione fatta all'imprenditore Alfredo Romeo è solo un tentativo di "delegittimazione". Lo ribadisce il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore, in riferimento alla vicenda riferita dal colonnello della Guardia di finanza Vincenzo Mazzucco, arrestato nei giorni scorsi nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti al Comune di Napoli. L'obiettivo di chi intenderebbe delegittimare la procura di Napoli, secondo Lepore, è quello di trasferire l'inchiesta su Global Service a Roma.

Il procuratore ha il sospetto che "quello di ieri non sia un episodio singolo": "Qualcosa si sta muovendo per intimorirci, ma non ci riusciranno. L'ufficio è coeso e andremo avanti. Si cerca di sollevare un polverone sulla Procura - continua Lepore - di intimorire i magistrati, ma l'inchiesta sugli appalti del Comune resterà a Napoli. Ciò deve essere chiaro nel caso in cui fosse questo uno degli scopi del polverone che si sta sollevando in questi giorni sul lavoro della Procura".

In settimana Romeo potrebbe essere interrogato nuovamente dai pm. La difesa chiederà che nel prossimo confronto con i magistrati, in sede di interrogatorio investigativo, sia presente ancora anche il gip. L'avvocato Bruno von Arx, legale di Romeo, spiega che il nuovo interrogatorio "sarebbe utile a rispondere in modo più completo a tutto quello che emerge dall'ordinanza". Romeo potrebbe essere interrogato martedì 23 dicembre.

Dopo l'interrogatorio del 18 dicembre, durato cinque ore, la difesa aveva fatto presente che l'imprenditore, arrestato a Roma e poi trasferito nel carcere di Poggioreale, aveva avuto il tempo di leggere solo un'ottantina delle circa 600 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare.

Sul fronte politico il sindaco Rosa Russo Iervolino replica all'invito alle dimissioni, fatto ieri dal premier nel corso della conferenza stampa di fine anno facendo sapere che non ha intenzione di "fare favori a Berlusconi". Nelle parole del premier - secondo il sindaco di Napoli - vi sarebbe una "contraddizione sul piano giuridico". "Politicamente capisco Berlusconi - dice Iervolino - ma giuridicamente è contraddittorio. Se dice no ai commissariamenti, significa che non c'è motivo per i commissari a Napoli e in Campania. E allora perché dovremmo dimetterci io e Bassolino, per fare un favore a lui?".

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